August Pernilla Archivi - NonSoloCinema https://www.nonsolocinema.com/tag/August-Pernilla Informazione cinematografica e culturale Wed, 28 Nov 2012 06:52:22 +0000 it-IT hourly 1 https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2024/07/cropped-faviconV2-32x32.png August Pernilla Archivi - NonSoloCinema https://www.nonsolocinema.com/tag/August-Pernilla 32 32 Torino: “Call Girl” di Mikael Marcimain https://www.nonsolocinema.com/Torino-Call-Girl-di-Mikael_26591.html Wed, 28 Nov 2012 06:52:52 +0000 http://Torino-Call-Girl-di-Mikael_26591 Torino 30. Concorso Svezia, anni Settanta. La quattordicenne Iris viene reclutata in un giro di prostitute d’alto bordo, i suoi clienti sono uomini potenti, politici, ministri. Il momento è delicato: dopo anni di governo i socialdemocratici rischiano di perdere le elezioni, i costumi cambiano, c’è una crisi economica. Ispirato alla vera storia di uno scandalo […]

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Torino 30. Concorso
Svezia, anni Settanta. La quattordicenne Iris viene reclutata in un giro di prostitute d’alto bordo, i suoi clienti sono uomini potenti, politici, ministri. Il momento è delicato: dopo anni di governo i socialdemocratici rischiano di perdere le elezioni, i costumi cambiano, c’è una crisi economica. Ispirato alla vera storia di uno scandalo che sconvolse la Svezia, un solido thriller dai molti risvolti.

Da una parte ci sono i soldi e soprattutto il potere. Dall’altra ci sono giovani e attraenti ragazze, alcune minorenni. In mezzo c’è lei, Dagmar Glans – Pernilla August – che sulla pelle delle ragazze e sugli appetiti sessuali di maschi di mezza età ha costruito un potente impero del sesso a pagamento.

Non bisogna spaventarsi dei 140 minuti di Call Girl, esordio al lungometraggio per il quarantenne svedese Mikael Marcimain che si è fatto le ossa come assistente alla regia per poi dirigere serie televisive tra cui alcuni episodi di Wallander: in una completa immersione negli anni Settanta, ricostruiti non solo negli aspetti formali, ma, soprattutto, nelle atmosfere di cambiamento sociale della Svezia di quel decennio, il film intreccia tre storie – le ragazze, i corridoi della politica, l’indagine della polizia – che compongono un desolante mosaico di connivenze e corruzione.

Iris e Sonia (Sofia Karemyr e Josefin Asplund) sono adolescenti problematiche, ospitate in un istituto in cui godono di molta libertà. Così tanta da poter uscire di notte e venire circuite e reclutate, complici fiumi di alcol e qualche striscia di cocaina, in un giro di prostitute di lusso. Le fila e l’organizzazione di incontri e festicciole in costumi luccicanti sono in mano a una donna capace e abile, che ha costruito una macchina da soldi perfettamente oliata in cui tutti e a tutti i livelli – tassisti, portieri, barman, portaborse – guadagnano qualcosa.

I candidati alle elezioni nei loro eleganti completi parlano di emancipazione femminile e di famiglia in talk show e comizi, per poi rilassarsi tra le braccia di una delle ragazze procurate dalla “mamma”, il soprannome con cui amorevolmente si fa chiamare la maitresse.

Parallelamente scorre una indagine avviata dalla polizia sul giro di prostituzione e affidata al silenzioso John Sandberg, che scopre, dopo mesi di intercettazioni e pedinamenti, quali personaggi e di quale portata siano coinvolti. Nei corridoi della politica iniziano le manovre di insabbiamento, ma lo scandalo emerge anche se, alla fine, sarà il potere ad avere la meglio.

Definire semplicemente thriller il film in concorso al 30 Torino Film Festival sarebbe riduttivo. Ispirato allo scandalo che scosse la Svezia nel 1976, poche settimane prima delle elezioni perse dall’allora premier socialdemocratico Olof Palme, Call Girl condanna il potere e il suo esercizio in tutti i suoi aspetti piu’ torbidi. Lo fa senza indulgere in facili stereotipi – nemmeno le ragazze coinvolte sono innocenti fino in fondo – e ponendo l’accento sulla contraddizione di una libertà di pensiero e di costumi che pare essere piu’ di facciata che di sostanza.

CALL GIRL
Regia: Mikael Marcimain
Interpreti: Pernilla August, Simon J Berger, David Dencik, Sven Nordin, Kristoffer Joner
Nazione: Svezia, Finlandia, Norvegia, Irlanda
Durata: 140′
Uscita: Torino Film Festival (in concorso)

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“BEYOND” di PERNILLA AUGUST https://www.nonsolocinema.com/BEYOND-di-PERNILLA-AUGUST_22352.html Thu, 17 Mar 2011 22:09:37 +0000 http://BEYOND-di-PERNILLA-AUGUST_22352 Il risveglio di un uomo e una donna è con il desiderio di carezze, ma poi le bambine arrivano con la colazione. E’ un giorno di festa, Santa Lucia, in Svezia. Il telefono suona, Leena risponde, e una voce che sa di vecchiaia malata, di fine, irrompe nella normalità. Dell’estremo che si consuma tra le […]

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Il risveglio di un uomo e una donna è con il desiderio di carezze, ma poi le bambine arrivano con la colazione. E’ un giorno di festa, Santa Lucia, in Svezia. Il telefono suona, Leena risponde, e una voce che sa di vecchiaia malata, di fine, irrompe nella normalità.

Dell’estremo che si consuma tra le pareti domestiche, della famiglia che uccide e compromette la felicità dei suoi componenti, il cinema se n’è già occupato. Sono derive che lo spettatore, se vuole, può catalogare come vite degli altri, relegate alla bidimensionalità della celluloide, all’estremo di una finzione che poco ha a che fare con la realtà.

La piccola Leena è stata spettatrice e ha subito l’amore distruttivo dei genitori: poveri, alcolizzati, immigrati finlandesi, appartenenti alla marginalità. Adulta, è una donna che con la rimozione si è salvata, per costruire il presente lontano dai modelli del passato, fino a quando una telefonata non la riconduce al letto di morte della madre.
Squarci di memoria: dall’ombra emergono la fatica di un’infanzia negata e la tenacia che l’ha condotta alla salvezza. Leena, piccolo scricciolo con gli occhi ingombri di orrore e di speranza, trova rigore nelle gare di nuoto, ripulisce la casa dal vomito, dagli escrementi e dal sangue dei genitori; accudisce il fratello più piccolo, muto e perso, sperando che i girasoli di papà possano fiorire.
Pernilla August, attrice bergmaniana (la giovane cameriera di Fanny e Alexander), al suo debutto come regista scrive e mette in scena le cupe ombre del passato che irrisolte scivolano nel presente. Dall’interno, con uno sguardo soggettivo, racconta il travaglio e la nascita di una nuova libertà che ha il prezzo elevato della negazione, grazie anche alle intensità di Noomi Rapace (Lisbeth della triologia di Millenium) e della piccola Tehilla Blad.
Con affetto, ma senza scontare nulla, accompagna la sua protagonista e la supporta con l’amore di un uomo che sa aspettare e la presenza di due bambine così lontane da quella che è stata lei.

Nell’acqua, brucia e brilla come una scintilla, o come una lampadina prima di fulminarsi, corre veloce. Anche se non l’ha mai vista, Esther Williams è un modello: tutto quello che mamma avrebbe voluto essere, e che lei vuole diventare, un fragile filo che ancora può legarle. La realtà del passato è cruda; la macchina a mano registra e ricompone, con un crescendo di tensione, i ricordi vividi, quasi olfattivi. Leena, vittima, assume su di sé la colpa della morte del fratello, imputabile alla definitiva distruzione del nucleo famigliare e, per non perdersi, annota su un taccuino rosso il significato delle parole.
Riesce a salvarsi due volte: quando si allontana e quando si riavvicina, ascoltando i ricordi di una moribonda, capaci di restituire, oltre l’oscurità, frammenti d’incondizionato amore. E’ un dramma a lieto fine, dove la menzogna non risulta fatale, ma solo un passaggio necessario.

Beyond, di Pernilla August, resta appiccicato addosso. Il dolore, la rabbia e la compassione, aderiscono come una seconda pelle, perché hanno un sapore autentico; e la rappresentazione di vite estreme, che paiono lontane a coloro che siedono nel buio della sala, cede piccole schegge che invece possono essere straordinariamente prossime a molti: la difficoltà di perdonare e la tentazione di rimuovere il passato, l’inquietudine per i rapporti sospesi e le cangianze della violenza che nasce tra le pareti domestiche. Normalità ed eccezionalità sono separate da labili confini.

Dopo Stella di Sylvie Verheyde, con cui Beyond ha parecchi punti d’adiacenza, la Sacher Distribuzione presenta ancora un film sul crinale tra infanzia e adolescenza; ancora la storia di una ragazzina che si salva, nonostante tutto. Presentato alla 57° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (2010), ha vinto il Premio del Pubblico.

Titolo originale: Svinalängorna
Nazione: Svezia
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 95′
Regia: Pernilla August
Sito ufficiale:
Cast: Noomi Rapace, Ola Rapace, Outi Mäenpää, Ville Virtanen, Tehilla Blad
Produzione: Kamoli Films, Blind Spot Pictures Oy, Drak Film, Hepp Film, Sveriges Television, Yleisradio
Distribuzione: Sacher Distribuzione
Data di uscita: Venezia 2010
16 Marzo 2011 (cinema)

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“BEYOND” di PERNILLA AUGUST https://www.nonsolocinema.com/SVINALANGORNA-BEYOND-di-PERNILLA_20870.html Tue, 07 Sep 2010 15:57:56 +0000 http://SVINALANGORNA-BEYOND-di-PERNILLA_20870 25a Settimana Internazionale della Critica Mentre sta festeggiando Santa Lucia con le sue bambine e il marito, Leena riceve una telefonata dall’ospedale della sua città natale: sua madre è in fin di vita. Contro la sua volontà, il marito Johann decide di accompagnarla all’ospedale per rivedere la madre, di cui perfino le due figlie ignorano […]

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25a Settimana Internazionale della Critica
Mentre sta festeggiando Santa Lucia con le sue bambine e il marito, Leena riceve una telefonata dall’ospedale della sua città natale: sua madre è in fin di vita. Contro la sua volontà, il marito Johann decide di accompagnarla all’ospedale per rivedere la madre, di cui perfino le due figlie ignorano l’esistenza. E’ l’inizio di un viaggio a ritroso nel tempo per confrontarsi con un passato che Leena credeva di aver scordato, ma che si ripresenta in tutta la sua potenza.

Splendida interprete di Fanny e Alexander (Ingmar Bergman, 1982) e già presente a Venezia nel 2009 come protagonista di Una soluzione razionale, Pernilla August presenta nella Settimana Internazionale della Critica la sua opera di esordio alla regia, un dramma sul perdono, e sulla riconciliazione con il proprio passato, liberamente tratto dall’omonimo bestseller della scrittrice finlandese Susanna Alakoski.

Leena (Noomi Rapace, la Lisbeth Salander della Trilogia del Millennio, qui in un intenso ruolo drammatico) si trova improvvisamente costretta a fare i conti con ricordi di bambina cresciuta in una famiglia violenta e disgregata dalla estrema povertà e dall’alcolismo.

L’imminente morte della madre di Leena, Aili (Outi Mäenpää), bellezza già sfiorita in gioventù, consumata dall’alcool e dalle percosse di un marito sempre così ubriaco da non essere neppure in grado di lavorare, fa infatti riemergere i ricordi di una infanzia segnata da violenza e abbandono e dalla morte del fratello. Un passato che Leena aveva, con straordinaria forza di volontà, cancellato dalla propria memoria.

Mentre il marito Johan (l’attore Ola Rapace, anche nella vita compagno della protagonista) cerca di far breccia nel muro di silenzio di Leena, lo spettatore viene poco a poco trasportato dai flashback della protagonista in un inferno domestico, da cui la dodicenne Leena (Tehilla Blad, che ha interpretato la giovane Lisbeth Salander anche nella Trilogia del Millennio) riesce ad evadere solo frequentando con successo le lezioni di nuoto.

Pernilla August usa un punto di vista intimo e soggettivo, lavorando molto sulle atmosfere, senza trascurare le implicazioni meno personali e più “sociali” : quanto è difficile essere poveri, venire da un altro paese – in questo caso la Finlandia – e non parlare la lingua del paese in cui si vive.

Per molto tempo Leena ha mentito a se stessa, per sopravvivere e per costruirsi una normale vita affettiva accanto al marito e alle figlie. Il fluire dei ricordi è una operazione dolorosa ma necessaria per liberare i propri fantasmi e, forse, comprendere l’amore disperato che la madre nutriva, malgrado tutto, per l’uomo che le annientava la vita.

Il film scorre con tempi giusti, ambientazioni efficaci, bravi attori, ed è davvero molto bello e toccante.

SVINALÄNGORNA (BEYOND)
Regia: Pernilla August
Sceneggiatura: Pernilla August, Lolita Ray
Interpreti: Noomi Rapace, Ola Rapace, Outi Mäenpää, Ville VIrtanen, Tehilla Blad
Prodotto da: Helena Danielsson, Ralf Karlsson
Genere: Drammatico
Durata 94 minuti
Uscita: Venezia 2010

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