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	<title>Festival&amp;Stagioni 2019 Archivi - NonSoloCinema</title>
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	<description>Informazione cinematografica e culturale</description>
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	<title>Festival&amp;Stagioni 2019 Archivi - NonSoloCinema</title>
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		<title>Premio Abbiati 2020 alla regia a Robert Carsen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Benvenuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 14:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival&Stagioni 2019]]></category>
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		<category><![CDATA[Fortunato Ortombina]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Verdi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il &#8220;Premio Abbiati&#8221;, nato nel 1980 e assegnato dall&#8217;Associazione Nazionale Critici Musicali, è uno dei riconoscimenti più ambiti dai protagonisti della vita artistica italiana. La trentanovesima edizione dell&#8217;Abbiati vede assegnare il premio alla regia a Robert Carsen per quattro suoi allestimenti. Oltre ad Orfeo ed Euridice e Idomeneo all’Opera di Roma e Giulio Cesare al Teatro alla Scala, il Don [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left" align="center">Il &#8220;Premio Abbiati&#8221;, nato nel 1980 e assegnato dall&#8217;Associazione Nazionale Critici Musicali, è uno dei riconoscimenti più ambiti dai protagonisti della vita artistica italiana. La trentanovesima edizione dell&#8217;Abbiati vede assegnare il premio alla regia a Robert Carsen per quattro suoi allestimenti. Oltre ad <em>Orfeo ed Euridice </em>e <em>Idomeneo </em>all’Opera di Roma e <em><a href="https://www.nonsolocinema.com/giulio-cesare-alla-scala.html">Giulio Cesare</a> </em>al Teatro alla Scala, il <em>Don Carlo, </em>che ha inaugurato la Stagione Lirica 2019-2020 del Teatro La Fenice il 24 novembre scorso, è motivo di orgoglio per l&#8217;Ente lirico veneziano.</p>
<p>Il <em>Don Carlo</em> di Giuseppe Verdi si svolge nella cupa Spagna cinquecentesca, subito dopo l’abdicazione di Carlo V, e mette in musica l&#8217;omonimo dramma di Schiller. Profondi conflitti personali, politici, religiosi si intrecciano nella complessa trama. La messa in scena dello scorso novembre alla Fenice con la direzione di Myung-Whun Chung, vedeva un <em>cast</em> prestigioso, reso ancora più interessante dai debutti nei ruoli di Alex Esposito, Piero Pretti, Julian Kim, Maria Agresta e Veronica Simeoni.</p>
<p>Carsen, nato a Toronto nel 1954, poco più che ventenne si trasferì a Londra per studiare recitazione. Fu in Italia qualche anno dopo che, come assistente di regia, scoprì la sua vera vocazione che da lì l&#8217;ha portato a raccogliere grandi successi nei maggiori teatri lirici.</p>
<p>Il Teatro La Fenice ha un legame di profonda amicizia con Carsen. La sua <em>Traviata </em>nel 2004 inaugurò la nuova stagione lirica nella Fenice risorta, restaurata dopo il devastante incendio che la distrusse nel 1996. In quell&#8217;occasione venne proposta la versione del 1853, anno in cui la prima rappresentazione avvenne proprio alla Fenice, rivelandosi un fiasco. L&#8217; allestimento di Carsen, ripreso nel 2007, è entrato in pianta stabile nel repertorio. Proposto ogni anno, vede la sala piena a ogni replica.</p>
<p>In un momento cosi difficile e delicato, questo riconoscimento a Carsen e al suo <em>Don Carlo</em> riempie la Fenice di autentica gioia. Pare quasi un segnale, un incoraggiamento a ripartire con ancora maggiore entusiasmo e determinazione. Con La Fenice, infatti, si deve sentire premiata anche Venezia. Come il Teatro, uno dei simboli di Venezia, risorse dalle ceneri più volte, anche la città, dopo l&#8217;alluvione e il <em>lockdown</em>, come sempre si rialzerà.</p>
<p>Il Sovrintendente Fortunato Ortombina dichiara: &#8220;La notizia del Premio ci raggiunge nel giorno in cui ci viene detto che potremo riaprire presto. Il <em>Don Carlo</em> di Verdi è una vetta del teatro musicale di ogni tempo. Ne condividiamo il Premio con tutti i lavoratori della Fenice. Grazie Robert, grazie Maestro Chung e grazie a tutti gli artisti che nei giorni della devastazione di novembre non ci hanno mai fatto mancare il loro amore per la Fenice”.</p>
<p><em>Luca Benvenuti</em></p>
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		<title>OPER.A 20.21, riparte la stagione a Bolzano</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/oper-a-20-21-riparte-la-stagione-a-bolzano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Benvenuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 18:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival&Stagioni 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Haydn di Bolzano e Trento]]></category>
		<category><![CDATA[Péter Eötvös]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Sciarrino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>DRAMMA E SATIRA NEL SOLCO DI AIDA E LOHENGRIN La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento prende avvio il 18 e il 19 gennaio con due opere brevi della fine del secolo scorso che uniscono dramma e satira, riferendosi ad altrettanti caposaldi della letteratura operistica. Angel or Demon è il titolo dato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="x_MsoNoSpacing">DRAMMA E SATIRA NEL SOLCO DI AIDA E LOHENGRIN</h4>
<p class="x_MsoNoSpacing">La quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento prende avvio il 18 e il 19 gennaio con due opere brevi della fine del secolo scorso che uniscono dramma e satira, riferendosi ad altrettanti caposaldi della letteratura operistica.</p>
<p class="x_MsoNoSpacing"><i>Angel or Demon </i>è il titolo dato dal Direttore Artistico Matthias Lošek alla quinta Stagione d’Opera della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, a simboleggiare la dualità di personalità e sentimenti che coabitano sia nell’opera che nella vita.</p>
<p class="x_MsoNoSpacing">Si comincia sabato 18 (ore 20) e domenica 19 gennaio (ore 17) al Teatro Comunale di Bolzano con un dittico che, nell’unire dramma e satira, accosta due brevi opere cameristiche scritte sul finire del secolo scorso da due compositori tra i più significativi del panorama musicale di oggi: <i>Radames</i> dell’ungherese Péter Eötvös e <i>Lohengrin </i>di Salvatore Sciarrino. Entrambe le opere reinterpretano i soggetti di altrettanti pilastri del repertorio lirico tradizionale e sono contraddistinte dalla presenza in scena di un solo protagonista alla volta. Tutte e due sono coprodotte da Fondazione Haydn e Theater Orchester Biel Solothurn. A dirigere l’Orchestra Haydn sarà Yannis Pouspourikas. Regia di Bruno Berger-Gorski. Scenografia e costumi di Dirk Hofacker. Luci di Samuele D’Amico. Le due rappresentazioni saranno precedute, un’ora prima dell’inizio degli spettacoli, dai consueti appuntamenti introduttivi.</p>
<p class="x_MsoNoSpacing"><i>Radames</i>, rappresentata per la prima volta nel 1976 e ora in scena a Bolzano in prima italiana, racconta le prove dell&#8217;<i>Aida</i> di Verdi in un teatro d’opera che versa in situazione di difficoltà economiche: poiché quasi l’intero gruppo di lavoro è stato licenziato, la produzione ha solo un cantante, un contro-tenore che deve interpretare sia la parte di Radames che di Aida. A dirigerlo sono però ben tre registi: per loro i soldi ci sono. L’esito è catastrofico. Singole scene si alternano senza senso e alla fine il cantante, sottoposto alle pressioni dei registi, collassa. <i>Radames </i>è un’opera bizzarra e comica, che deve essere letta come una critica al mondo stesso del teatro. Con <i>Radames</i> Eötvös porta infatti n scena una parodia della pratica esecutiva operistica e una caricatura in chiave satirico-assurda del teatro contemporaneo e della cultura in generale, costretti a tagli e misure di risparmio. Dal punto di vista musicale contrappone i suoni atonali dell’Ensemble al canto parlato (Sprechgesang) dei tre registi e alle arie melodiche del controtenore, il quale interpreta esclusivamente passaggi tratti dalla parte del tenore di <i>Radames</i> e dalla parte del soprano di <i>Aida</i>.</p>
<p class="x_MsoNoSpacing">Sul palcoscenico del Teatro Comunale di Bolzano si alterneranno: Rafał Tomkiewicz (Radames), Celine Steudler (regista d’opera), Konstantin Nazlamov (regista di teatro), Javid Samadov (regista di film).</p>
<p class="x_MsoNoSpacing">Andato in scena per la prima volta nel 1984 a Catanzaro con il sottotitolo “Azione invisibile per solista, strumenti e voci”, <i>Lohengrin </i>di Salvatore Sciarrino è un dramma psicologico che si basa sul racconto <i>Moralités légendaires </i>(1887) del simbolista Jules Laforgue. Il ruolo principale è affidato a Elsa, una vergine accusata ingiustamente di impurezza. Elsa canta e si lascia andare sempre più alla pazzia, tra visioni infantili, paura e crescente erotismo. Tutto ciò che si vede sul palcoscenico avviene nella sua mente: poco a poco Elsa va alla deriva, verso un mondo folle e stravagante che la aiuta a sfuggire alle circostanze reali dell’internamento in un sanatorio. Sfarfallii e scintille nelle note altissime creano un’atmosfera surreale, da sogno, su cui Elsa parla, sussurra, canta e recita esprimendo la sua disperazione e la sua follia. E Lohengrin, proprio come Aida in <i>Radames,</i> è il grande assente nell’opera di Sciarrino.</p>
<p class="x_MsoNoSpacing">A Bolzano il ruolo di Elsa è interpretato da Celine Steudler. Altri interpreti: Konstantin Nazlamov, Salvador Perez, Javid Samadov, Rafał Tomkiewicz.</p>
<h4 class="x_MsoNoSpacing">Note sui compositori</h4>
<p class="x_MsoNoSpacing">Nato nel 1944, Péter Eötvös è considerato uno dei compositori operistici di maggior successo del XX secolo. Nelle sue opere, Eötvös solleva i quesiti esistenziali dell’uomo, trovando, o inventando, le risposte musicalmente più incisive e travolgenti. Attivo anche come direttore d’orchestra e di ensemble, ha composto lavori per il teatro e per il cinema, musica strumentale, sinfonica e da camera, ed elettronica.</p>
<p class="x_MsoNoSpacing">Nato a Palermo nel 1947, Salvatore Sciarrino è un maestro del “pianissimo” e nelle sue opere sviluppa intrecci di suoni cangianti dall’effetto fragile, al limite della percezione. Le sue opere di teatro musicale si basano di regola su libretti scritti da lui stesso. Oltre a lavori operistici, ha composto numerosissime pagine sinfoniche e da camera, nonché pezzi di musica elettronic.</p>
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		<title>Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, le nuove stagioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Benvenuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 19:53:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival&Stagioni 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Haydn di Bolzano e Trento]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="center">
<p style="text-align: left" align="center">Negli ultimi mesi la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento ha rinnovato il proprio marchio compiendo una scelta di semplificazione di immagine che si abbina a un percorso culturale e artistico articolato che nel partire dalla tradizione abbraccia la contemporaneità.  Un percorso, ormai ben tracciato, fatto di programmi variegati concepiti per offrire al pubblico esperienze di ascolto e visive uniche, aperte alle tendenze sperimentali senza rinunciare a frequentare e coltivare la grande tradizione musicale occidentale. Un percorso, quindi, che guarda al futuro e porta con sé la propria storia, riflettendosi di conseguenza nelle scelte artistiche sia della Stagione Sinfonica, giunta alla sua 60 esima edizione, sia alla Stagione di Opera Contemporanea.</p>
</div>
<h3>Stagione Sinfonica</h3>
<p>La 60^ Stagione sinfonica dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, di cui Arvo Volmer è direttore principale dal 2014, ha preso avvio lo scorso ottobre e si protrarrà sino a maggio, per un totale di quattordici concerti proposti all&#8217;auditorium di Bolzano e il giorno seguente all&#8217;Auditorium S. Chiara di Trento.</p>
<p>Il 2 novembre del 1960 l’Orchestra Haydn iniziò la sua attività concertistica con il <em>Requiem</em> di Wolfgang Amadeus Mozart, pagina che riprenderà l’11 e il 12 febbraio 2020, con la direzione di Hansjörg Albrecht. Anziché accontentarsi di concerti celebrativi, dichiara il suo direttore artistico Daniele Spini, «preferiamo contribuire a disegnarne il futuro: così in questa stagione, come in quella che seguirà e durante la quale cadrà il suo sessantesimo compleanno, più concerti saranno legati da un filo sottile ma solido all’interno di un progetto che abbiamo voluto chiamare “Haydn: 60 anni e oltre”, dedicato alle quattro composizioni nuove da noi commissionate: <i>Sinfonia</i> (<i>après Haydn 104</i>) di Mauro Cardi, <i>Infinito Concerto doppio per violoncello e pianoforte</i> di Arturo Fuentes, <i>Background Checks</i> di Fabio Cifariello Ciardi e <i>The Offline Side</i> di Andrea Mattevi».</p>
<p>Già eseguite in novembre e dicembre le composizioni di Mauro Cardi e del messicano Arturo Fuentes, l’Orchestra Haydn si appresta a proporre il 28 e 29 gennaio <i>Background Checks</i> di Fabio Cifariello Ciardi, compositore interessato alla percezione, alla memoria e all’uso della tecnologia applicata a diversi fenomeni che raccontano il nostro presente. Tra i suoi interessi precipui è la trascrizione strumentale delle inflessioni e dei ritmi della voce parlata: <i>Background Checks</i> riflette questo suo orientamento e si rifà a uno degli ultimi discorsi tenuti da Barack Obama in qualità di Presidente degli Stati Uniti. Un discorso unico, toccante, appassionato, interrotto da attimi di inaspettata commozione, nel corso del quale Obama affrontò il tema del controllo dei dati giudiziari che negli Stati Uniti dovrebbe sempre precedere la vendita delle armi. La composizione di Fabio Cifariello Ciardi tenta di indagare quel momento con una sorta di «lente acustica», trasferendo in partitura le inflessioni, i ritmi, le pause della voce di Obama in un fitto contrappunto fra l’orchestra, il video e l’audio originale del discorso.</p>
<p>Il 21 e 22 aprile, infine, <i>The Offline Side</i> di Andrea Mattevi aprirà i due concerti nel corso dei quali Ariel Zuckermann dirigerà anche la <i>Sinfonietta</i> di Poulenc e la <i>Sinfonia n. 3 in la minore, op. 56 &#8220;Scozzese&#8221;</i> di Mendelssohn.</p>
<p>Il nuovo cartellone sinfonico dell’Orchestra Haydn vedrà ospite anche l&#8217;Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano che il 3 e 4 marzo 2020 si presenterà a Bolzano e Trento sotto la direzione del sassofonista Federico Mondelci con un originale <i>Omaggio a Fellini</i>, una <i>Suite per sassofono e orchestra</i> su musiche di Nino Rota, assieme al <i>Concertino da camera</i> di Jacques Ibert e <i>Scaramouche</i> di Darius Milhaud. Ampio lo spazio dedicato al repertorio classico e romantico, con musiche di Haydn, Gluck, Mozart, Rossini, Mendelssohn Bartholdy, Schumann e Wagner. L&#8217;attenzione si concentrerà anche sul catalogo sinfonico beethoveniano, di cui nel 2020 si festeggerà il 250° anniversario della nascita.</p>
<p><a href="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/12/75486071_1278249145680851_6823664411467579392_o.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-538026" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/12/75486071_1278249145680851_6823664411467579392_o.jpg" alt="" width="1725" height="969" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/12/75486071_1278249145680851_6823664411467579392_o.jpg 1725w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/12/75486071_1278249145680851_6823664411467579392_o-300x169.jpg 300w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/12/75486071_1278249145680851_6823664411467579392_o-1024x575.jpg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/12/75486071_1278249145680851_6823664411467579392_o-748x420.jpg 748w" sizes="(max-width: 1725px) 100vw, 1725px" /></a></p>
<h3>Stagione di Opera Contemporanea</h3>
<p>S’intitola <i>Angel or Demon </i>la quinta edizione della Stagione d’Opera Contemporanea della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento. La direzione artistica di Matthias Lošek porta l’opera a investigare il rapporto tra bene e male iniziando sabato 18 gennaio 2020 al Teatro Comunale di Bolzano con un dittico dell&#8217;Orchester und Theater Biel Solothurn, <i>Radames</i> del compositore ungherese Péter Eötvös e <i>Lohengrin</i> di Salvatore Sciarrino reinterpretano due dei più famosi soggetti della letteratura operistica. L’abbinamento delle due opere cameristiche è basato su un elemento essenziale: in entrambi i lavori, l&#8217;attore principale è privo di un partner sul palco.<i></i></p>
<p>Al di là di buono e cattivo c’è il <i>Don Giovanni</i> di Wolfgang Amadeus Mozart e del suo librettista Lorenzo Da Ponte. In coproduzione con il Teatro di Pisa, <i>Don Giovanni</i> sarà l&#8217;8 febbraio 2020 al Teatro Sociale di Trento nell’allestimento che reca la regia di Christina Pezzoli e che getta uno sguardo inconsueto sul libertino, portando in scena un Don Giovanni «puer aeternus» (eterno fanciullo). Un narcisista instancabile, che si abbandona ai suoi umori con grande giocosità, senza tener conto delle perdite, che respinge chiunque gli si voglia avvicinare e non prende troppo sul serio la vita, le donne, la morte o Dio. Un uomo, in ultima analisi, che non ha riconosciuto o non ha voluto riconoscere l’alba di una nuova epoca e il conseguente declino dei suoi pari. A dimostrazione, ancora una volta, che l’opera di Mozart è senza tempo.</p>
<p>Sabato 29 febbraio 2020 il Teatro Sociale di Trento ospiterà <i>Alice</i>, opera composta da Matteo Franceschini, Leone d&#8217;argento alla Biennale di Venezia e Artist in Residence della Fondazione Haydn nella Stagione 2019/20. Matteo Franceschini ha composto la musica per conto dell&#8217;Orchestre National d&#8217;Ile-de-France e della Philharmonie de Paris. Per il Teatro Regio di Parma e Fondazione Haydn, il compositore trentino propone una nuova versione teatrale in italiano. <i>Alice</i> è una versione moderna di <i>Alice nel paese delle meraviglie</i>: I 30 personaggi presenti nel romanzo sono qui interpretati da 4 cantanti. Un soprano incarna Alice, e solo Alice. Il suo viaggio diventa un angosciante labirinto nel quale è condannata a ritrovare costantemente le stesse figure. L’opera vuole mettere in evidenza la formidabile meccanica narrativa per la quale tutto è illogico, mentre i personaggi reclamano costantemente il contrario.</p>
<p>Il 21 febbraio 2020 sarà rappresentato a Bolzano (Teatro Studio) il progetto vincitore dell’ultima edizione di FRINGE, bando dedicato alle realtà del territorio: <i>Clown Time </i>della Compagnia Abbondanza/Bertoni. Lo spettacolo porta in scena un dialogo immaginario fra Arnold Schönberg, al centro di FRINGE, e del regista cinematografico David Lynch, sfidando il pubblico con esperienze auditive e visive. Accostando le soluzioni di tipo atonale di Schönberg alle scelte anti-drammaturgiche di Lynch, il lavoro della Compagnia Abbondanza/Bertoni si prefigge l’utopia di trasformare il suono in immagine.</p>
<p>Il 13 marzo 2020 al Teatro Comunale di Bolzano, la Stagione di opera 2020 si concluderà con la prima mondiale di <i>Toteis</i> della compositrice Manuela Kerer, con libretto di Martin Plattner. <i>Toteis</i>, una coproduzione di Fondazione Haydn, Neue Oper Wien e Vereinigte Bühnen Bozen, tratta la figura di Viktoria Savs (nata a Merano nel 1899), che prestò servizio come soldato a sedici anni nella Prima Guerra Mondiale con il nome di Viktor, perdendo una gamba sul fronte dolomitico. Stilizzata dai media come “l&#8217;eroina delle Tre Cime”, nel 1933 entrò nel NSDAP (Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori). Figura discussa, Viktoria Savs è stata celebrata come un’eroina fino alla sua morte, avvenuta nel 1979. “Le molte tinte di un personaggio complesso come Viktoria, si rispecchiano nella musica” afferma Manuela Kerer. <i>Toteis</i> riapre il caso della controversa storia di Viktoria Savs, creando un ponte con l’oggi. Fiorente nazionalismo, addestrata freddezza, odio socialmente accettato: i fantasmi di quei giorni sembrano essere ancora molto attuali e ci portano nuovamente ad affrontare sul palcoscenico i fatti del mondo contemporaneo.</p>
<p><a href="http://www.haydn.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.haydn.it</a></p>
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		<title>La terza edizione del Festival Luigi Nono</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/la-terza-edizione-del-festival-luigi-nono.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Massarotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2019 14:43:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival&Stagioni 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A partire da questa sera, fino al 13 ottobre, il Festival Luigi Nono si articolerà in un fitto programma di eventi all’isola della Giudecca. Il tema della terza edizione approfondirà il rapporto che Luigi Nono ha intrattenuto con la Spagna e l’America Latina, declinato attraverso le sue composizioni su testi di poeti di lingua spagnola [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">A partire da questa sera, fino al 13 ottobre, il <strong>Festival Luigi Nono</strong> si articolerà in un fitto programma di eventi all’<strong>isola della Giudecca</strong>. Il tema della terza edizione approfondirà il rapporto che Luigi Nono ha intrattenuto con la <strong>Spagna e l’America Latina</strong>, declinato attraverso le sue composizioni su testi di poeti di lingua spagnola e su tematiche legate alla Spagna e all’America del Sud, dagli anni ’50 agli anni ’80.</p>
<p><strong>MUSICA</strong><br />
Il festival sarà inaugurato da <strong>Nuria Schoenberg Nono</strong> e <strong>Dino Villatico</strong>, critico musicale di Repubblica e noto musicologo, che parlerà di <em>Poesia e musica, avanguardie a confronto &#8211; Nono e la poesia di lingua spagnola</em>.<br />
Tornano gli appuntamenti con gli<strong> ascolti acusmatici</strong> di pezzi composti da Luigi Nono negli anni Cinquanta e dedicati a Federico Garcia Lorca, ovvero la riproduzione delle esecuzioni originali affidata ad Alvise Vidolin, regista del suono che lavorò per molti anni a stretto contatto con Luigi Nono, introdotte dai musicologi Veniero Rizzardi, Stefano Bassanese e Paolo Dal Molin. Il Festival si concluderà con un concerto nella chiesa del SS. Redentore, dove Giulia Pecora e Li Xinyu, due violinisti del conservatorio di Torino, eseguiranno <em>Hay que caminar soñando</em>, l’ultimo pezzo scritto dal compositore nel 1989 e anticipato dal contributo di Massimo Cacciari, altro prestigioso collaboratore di Nono.</p>
<p><strong>LABORATORI</strong><br />
Il coreografo e danzatore Virgilio Sieni contribuirà all&#8217;ascolto con il movimento del corpo, coinvolgendo gli spettatori. Ci sarà inoltre una giornata interamente dedicata alle scuole: studenti e docenti dell’Istituto “B. Benedetti &#8211; N. Tommaseo” di Venezia parteciperanno a un laboratorio didattico coordinato da Paolo Dal Molin su Garcia Lorca, Nono e la Spagna. Gli studenti della scuola media dell’Istituto Comprensivo “Luigi Nono” di Mira e Gambarare suoneranno invece musica e reciteranno poesie con un repertorio tutto spagnolo, mentre l&#8217;Accademia Teatrale Veneta parteciperà con letture poetiche guidate da Jacopo Zerbo.</p>
<p><strong>ESPOSIZIONI</strong><br />
L’esposizione allestita alla Fondazione Archivio Luigi Nono, curata da Giorgio Mastinu e dall’Archivio stesso, esporrà i libri di poesia spagnola e testi latino-americani poetici e politici utilizzati da Luigi Nono per la realizzazione delle sue opere, insieme agli schizzi preparatori alle composizioni e una selezione di fotografie dei viaggi di Luigi Nono in America Latina e Spagna. Allo Spazio Bocciofila si terrà invece la mostra intitolata <em>El circulo de piedra</em>, dedicata all’omonima cartella di opere grafiche presentata il 17 ottobre 1970 allo Studio Marconi e alla Piccola Scala di Milano in occasione del concerto di Luigi Nono <em>Y Entonces Comprendiò</em>. Ogni cartella conteneva il disco e 15 litografie di importanti artisti, fra cui Valerio Adami, Alexander Calder, César, Corneille, Errò, Asger Jorn, Wifredo Lam, Eduard Pignon, Antoni Tapies, Emilio Vedova.</p>
<p><strong>Ingresso gratuito a tutti gli eventi.</strong></p>
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		<title>Stagione lirica di Padova ai blocchi di partenza</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/stagione-lirica-di-padova-ai-blocchi-di-partenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Benvenuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2019 08:41:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival&Stagioni 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua al Teatro di Verdi di Padova la vendita di biglietti ed abbonamenti per i due titoli della Stagione Lirica 2019. Turandot di Giacomo Puccini andrà in scena venerdì 25 ottobre 2019 alle ore 20.45 e domenica 27 ottobre 2019 alle ore 16.00. Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart invece domenica 29 dicembre 2019 alle 18.00 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua al Teatro di Verdi di Padova la vendita di biglietti ed abbonamenti per i due titoli della Stagione Lirica 2019. <em>Turandot </em>di Giacomo Puccini andrà in scena venerdì 25 ottobre 2019 alle ore 20.45 e domenica 27 ottobre 2019 alle ore 16.00. <em>Don Giovanni</em> di Wolfgang Amadeus Mozart invece domenica 29 dicembre 2019 alle 18.00 e martedì 31 dicembre 2019 alle 20.45.</p>
<p>«Una Turandot attraverso il cervello moderno», si legge in una lettera di Puccini scritta durante il sofferto lavoro di composizione. Tale era l&#8217;ambizione nell&#8217;accostarsi al libretto tratto da una fiaba di Carlo Gozzi. Un testo il cui nodo centrale è proprio la psicologia di Turandot, personaggio contraddittorio per il quale Puccini sviluppò una vera e propria ossessione fino a volerne letteralmente «vivisezionare l&#8217;anima». È da questo spunto che prende le mosse la potente regia di Filippo Tonon nell&#8217;allestimento del Teatro Nazionale di Maribor.</p>
<p>Nel ruolo eponimo il giovane soprano australiano Rebeca Nash, l’imperatore Altoum sarà Antonello Ceron, il vecchio cieco Timur sarà il basso Abramo Rosalen, il principe Calaf sarà Gaston Rivero, Liù sarà interpretata dalla giovane Erika Grimaldi. Completano il cast Leonardo Galeazzi, Ping, Emanuele Giannino, Pang, Carlos Natale, Pong, Cristian Saitta, Mandarino, Tiberiu Marta, Il principe di Persia. L&#8217;orchestra e il coro del Teatro Nazionale di Maribor saranno diretti dal M. Alvise Casellati.</p>
<h4>Note di regia</h4>
<p>L&#8217;ambientazione originale sarà rispettata, ma la scena verrà trasfigurata da un velo di sogno. I contrasti risulteranno più aguzzi e gli elementi di scenografia saranno rimescolati in un gioco combinatorio che rispecchia il macchinare continuo dell&#8217;animo della protagonista. Ci sembrerà di essere dentro la mente di Turandot. Come spiega Filippo Tonon, il tema centrale di questa regia è proprio «il grande meccanismo della mente umana». O forse l&#8217;inconscio. Un gioco inesorabile e triste che s&#8217;inceppa solo quando il giovane Calaf riesce a superare le prove, ma continua a funzionare a termini invertiti grazie alla «rivincita» voluta da Turandot, a cui Calaf chiede di scoprire la sua vera identità.</p>
<p>Solo quando Turandot scopre il nome del principe, e quindi ha di nuovo in mano il destino del giovane, si aprirà un varco negli ingranaggi mortiferi della sua mente. Si creerà uno spazio di libertà e di indeterminatezza che consentirà alla principessa di uscire dalla sua fissazione. È solo in questi attimi, afferma Tonon, «che l&#8217;essere umano può vincere e superare il meccanismo, dicendo “basta, non più”. E la mente si apre alla luce e al mondo».</p>
<h4>La grande incompiuta</h4>
<p><em>Turandot</em> è un lavoro che Puccini non riuscì mai a terminare. Il finale che ascolteremo, è quello di Franco Alfano, che viene usato sin dalle prime rappresentazioni del 1926. E forse non è un caso che un&#8217;opera che indaga così a fondo nell&#8217;animo umano sia rimasta incompiuta. Puccini, infatti, aveva esitato a lungo nello scrivere le sezioni conclusive, fino al punto di ipotizzare di sciogliere il contratto con l&#8217;editore e lasciare da parte l&#8217;opera. Una reticenza straordinaria, ma che si può comprendere se si pensa alla difficoltà di rendere la metamorfosi di <em>Turandot</em> e la sua improvvisa apertura alla vita.</p>
<p>Per informazioni:</p>
<p>Biglietteria Teatro Verdi: tel. 049/87770213</p>
<p>Comune di Padova &#8211; Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche &#8211; Servizio Manifestazioni e Spettacoli 049 8205611-5623<br />
<a href="mailto:manifestazioni@comune.padova.it">manifestazioni@comune.padova.it</a></p>
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		<title>George Benjamin Leone d’oro alla Biennale 2019</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/george-benjamin-leone-doro-alla-biennale-2019.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Massarotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 16:56:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un’edizione passata senza Leone d’oro, la Biennale Musica 2019 attribuisce il prestigioso riconoscimento a George Benjamin, compositore e direttore inglese acclamato a livello internazionale. Impegnato su tutte le forme musicali, il suo nome viene indissolubilmente accostato al titolo della sua seconda opera, Written on Skin (2012), eseguita poi in forma di concerto sul palco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Dopo un’edizione passata <a href="https://www.nonsolocinema.com/biennale-musica-2018-carter-non-jarrett.html"><span style="color: #800000">senza Leone d’oro</span></a>, la <strong>Biennale Musica 2019</strong> attribuisce il prestigioso riconoscimento a <strong>George Benjamin</strong>, compositore e direttore inglese acclamato a livello internazionale. Impegnato su tutte le forme musicali, il suo nome viene indissolubilmente accostato al titolo della sua seconda opera, <strong><em>Written on Skin</em></strong> (2012), eseguita poi in forma di concerto sul palco del Teatro Goldoni con l’<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai</strong>, che segna un altro gradito ritorno al Festival dopo l’assenza della scorsa edizione. Dopotutto per Benjamin scrivere un’opera è come una liberazione, un desiderio che si porta dietro sin dall’infanzia, come ha tenuto a sottolineare l’autore durante l’incontro mattutino di Ca’ Giustinian, e che ha potuto realizzare grazie alla fortunata collaborazione con il drammaturgo Martin Crimp.</p>
<p style="text-align: justify">Con un velo di timidezza, nascosto dietro un sincero sorriso, George Benjamin legge il suo ringraziamento in italiano prima che i cantanti possano prendere un po’ a fatica, ma solo per questioni di spazio, il proprio posto sul palco. <em>Written on Skin</em> narra una storia antica nella Provenza del XII secolo, tra gelosie, tradimenti e vendette filtrate dai commenti degli angeli. La ricerca della parola si unisce a una scrittura musicale che scorre con gran disinvoltura a commento della narrazione, supportata da uno sfavillante talento nell’orchestrazione del compositore inglese, elevato nell’ottima resa dell’Orchestra della Rai grazie anche alla conduzione del giovane <strong>direttore Clemens Schuldt</strong>, attento al singolo dettaglio annotato in partitura.</p>
<p style="text-align: justify">Eccellente il cast vocale, a cominciare dal perfido Protettore, <strong>Christopher Purves</strong>, pronto a sacrificare la propria vocalità sull’altare dell’espressione musicale. Penetrate il timbro della moglie Agnès, <strong>Georgia Jarman</strong>, che scorre sul filo della disperazione dopo essere stata travolta dalla passione per il Ragazzo, <strong>James Hall</strong>, che a confronto con i due protagonisti, non riesce a sfondare il muro della professionalità.</p>
<p style="text-align: justify">Tra gli applausi del pubblico, viene tagliato così il nastro della 63° edizione della Biennale Musica intitolata <em>Back to Europe</em>.</p>
<figure id="attachment_536570" aria-describedby="caption-attachment-536570" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.nonsolocinema.com/george-benjamin-leone-doro-alla-biennale-2019.html/lrm_export_198664502824447_20190928_1143053691" rel="attachment wp-att-536570"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-536570" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/09/LRM_EXPORT_198664502824447_20190928_1143053691-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/09/LRM_EXPORT_198664502824447_20190928_1143053691-300x200.jpeg 300w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/09/LRM_EXPORT_198664502824447_20190928_1143053691-1024x684.jpeg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/09/LRM_EXPORT_198664502824447_20190928_1143053691-628x420.jpeg 628w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2019/09/LRM_EXPORT_198664502824447_20190928_1143053691.jpeg 1616w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-536570" class="wp-caption-text">Foto: A. Avezzù</figcaption></figure>
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		<title>Blomstedt e la GMJO inaugurano la stagione al Verdi di Pordenone</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/blomstedt-per-la-gmjo-inaugura-la-stagione-al-verdi-di-pordenone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Massarotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 10:16:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come da tradizione, da qualche anno il doppio appuntamento di settembre con la Gustav Mahler Jugendorchester inaugura la stagione musicale del Teatro Giuseppe Verdi di Pordenone. Quest&#8217;anno, più che mai, la scelta del programma, la qualità dell’Orchestra, la presenza del leggendario direttore Herbert Blomstedt, accanto a quella del baritono Christian Gerhaher, hanno contribuito ad accrescere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Come da tradizione, da qualche anno il <a href="https://www.comunalegiuseppeverdi.it/la-stagione/musica/gustav-mahler-jugendorchester-2019-03-09"><span style="color: #800000">doppio appuntamento</span></a> di <a href="https://www.comunalegiuseppeverdi.it/la-stagione/musica/gustav-mahler-jugendorchester-2019-04-09"><span style="color: #800000">settembre</span></a> con la <strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong> inaugura la stagione musicale del <strong>Teatro Giuseppe Verdi</strong> di <strong>Pordenone</strong>. Quest&#8217;anno, più che mai, la scelta del programma, la qualità dell’Orchestra, la presenza del leggendario <strong>direttore Herbert Blomstedt</strong>, accanto a quella del <strong>baritono Christian Gerhaher</strong>, hanno contribuito ad accrescere l’attesa.</p>
<p style="text-align: justify">Impaziente nell’annoverarsi tra i testimoni di un evento per certi aspetti irripetibile, determinato anche dall’importante età del direttore, e per questo pronto a sorvolare su possibili piccoli cedimenti tecnici, il pubblico ha dovuto ben presto ricredersi, abbandonandosi con gran stupore e soddisfazione all’essenza del concerto. D’altronde nessuno poteva immaginare che il gesto del novantaduenne Blomstedt potesse tradursi istantaneamente nel suono caldo che ha avviato i <em>Canti biblici</em> op. 99a di Antonin Dvořák. Mano aperta e dita unite che non lasciano spazio alla bacchetta, Blomstedt richiama l’orchestra a sé preferendo un impianto sonoro per certi aspetti cameristico, avviato su tinte più calde e ambientazioni più intime rispetto al concitato intreccio che la consuetudine ha imposto.</p>
<p style="text-align: justify">Allo stesso modo si inserisce il canto di Christian Gerhaher, totalmente teso all’interpretazione del testo al costo di sacrificare la rotondità del suono, soprattutto nei pochi, ma ben organizzati, punti di climax. La padronanza esibita dal baritono nei <em>Canti biblici</em> si è inevitabilmente rafforzata nei <em>Rückert Lieder</em> di Mahler, facendo intendere una maggiore frequentazione dell’opera, oltre all’inevitabile familiarità con la lingua tedesca, rispetto al ceco del ciclo di Dvořák.</p>
<p style="text-align: justify">Blomstedt affronta la Sesta Sinfonia di Antonin Bruckner senza il supporto della partitura, completamente a memoria, dimostrando piena concentrazione e sorprendente lucidità. Una lettura che si rivela particolarmente analitica nelle sezioni dell’elaborazione del materiale, dove il direttore edifica l’architettura sonora trattenendone fino all’ultimo passaggio la carica espressiva, pur mantenendo intelligibile il suo innato senso della direzione.</p>
<p style="text-align: justify">Se nel Poema sinfonico <em>Morte e Trasfigurazione </em>di Richard Strauss l’impeto che percorre l’opera viene magistralmente padroneggiato in funzione dell’espressione musicale, la Terza Sinfonia di Beethoven appare un po’ troppo trattenuta sin dal tema del primo movimento. Un’influenza che ha inevitabilmente intaccato il carattere fiero dell’Eroica, trasformando gli attimi di tensione armonica in momenti di stasi. Diversamente dalla Sesta di Bruckner, dove l’elaborazione rappresentava la parte più interessante nell’interpretazione del direttore svedese, il fugato della Marcia Funebre di Beethoven si è svuotato della tensione necessaria a sviluppare il pensiero del compositore di Bonn.</p>
<p style="text-align: justify">Dettagli a parte, entrambe le serate si sono meritate la trionfale accoglienza del pubblico che ha affollato il Teatro Verdi, acclamando a più riprese, meritatamente, la giovane orchestra e i solisti.</p>
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		<title>Incontri Asolani: 41° Festival Internazionale di Musica da Camera</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/incontri-asolani-41-festival-internazionale-di-musica-da-camera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Massarotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 16:35:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giunto alla 41° edizione, da martedì 3 a venerdì 13 settembre, il Festival Internazionale di Musica da Camera offrirà cinque concerti in alcuni dei luoghi più suggestivi del centro storico, alla memoria della violoncellista castellana Teodora Campagnaro, più volte protagonista degli ‘Incontri Asolani’ a 15 anni dalla scomparsa. Il concerto inaugurale presenterà L’urlo di Armida, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Giunto alla <strong>41° edizione</strong>, da martedì 3 a venerdì 13 settembre, il <a href="http://www.asolomusica.com/incontri-asolani-2-2/"><span style="color: #800000">Festival Internazionale di Musica da Camera</span></a> offrirà cinque concerti in alcuni dei luoghi più suggestivi del centro storico, alla memoria della violoncellista castellana Teodora Campagnaro, più volte protagonista degli ‘Incontri Asolani’ a 15 anni dalla scomparsa.</p>
<p style="text-align: justify">Il concerto inaugurale presenterà <strong><em>L’urlo di Armida</em></strong>, uno degli appuntamenti più originali della rassegna presso il Convento dei SS. Pietro e Paolo (03.09). Realizzato in collaborazione con musicafoscari, il progetto musicale a firma del regista Tommaso Franchin ripercorre le vicende de <em>La Gerusalemme Liberata </em>di Torquato Tasso attraverso la storia della musica, dalle scene tardo rinascimentali e barocche composte da Luca Marenzio a Friedrich Haendel e Claudio Monteverdi. Il soprano Giulia Semenzato sarà sul palco con il cembalista Gilberto Scordari, il liutista Jadran Duncumb alla tiorba, e Andre Lislevand alla viola da gamba, mentre la regia del suono è affidata ai sound-designers Giovanni Dinello e Victor Nebbiolo di Castri.</p>
<p style="text-align: justify">Giovedì 5 settembre presso la Chiesa di San Gottardo, il <strong>violoncellista Mario Brunello</strong> farà dialogare il proprio strumento con il Coro del Friuli Venezia Giulia e con la voce del soprano Karina Oganjan, in un programma che da Johan Sebastian Bach si spinge fino alla musica di John Tavener e Arvo Pärt.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo il concerto del vincitore del prestigioso Concorso Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano (08/09), il <strong>violinista Shlomo Mintz</strong>, insieme al pianista Sander Sitting, si cimenterà in una sua recente composizione, la Sonatina &#8220;Quatre Hommages&#8221;, oltre alla K 454 di Wolfgang Amadeus Mozart, la rivisitazione di Sarasate della Carmen di Bizet, il Poème op. 25 di Chausson, e  il Concert phantasy di Rimskij-Korsakov (10/09).</p>
<p style="text-align: justify">La serata conclusiva di venerdì 13 settembre, presso la Chiesa di San Gottardo, sarà dedicata all’esecuzione della <strong>Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven</strong> nella trascrizione pianistica di Franz Liszt, con il <strong>pianista Maurizio Baglini</strong> sullo sfondo del Coro dell’Accademia di Pescara diretto da Pasquale Veleno e ai Solisti dell’Accademia Verdiana 2019.</p>
<p style="text-align: justify">Incontri Asolani, XLI Festival Internazionale di Musica da Camera è realizzato con il sostegno di MIBAC –Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Veneto, Comune di Asolo e Parrocchia Di Asolo. Asolo Musica ringrazia per il fondamentale sostegno il Gruppo Pro-Gest, CentroMarca Banca, Tenuta 2castelli e Piazzetta.</p>
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		<item>
		<title>Home Venice: il racconto di un&#8217;esperienza indimenticabile</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/home-venice-il-racconto-di-unesperienza-indimenticabile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Zuccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2019 17:34:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si può tornare alla normalità dopo un’immersione totale nella musica? È difficile, così come è difficile togliersi di dosso l’odore del repellente antizanzare o aspettare che ti passi quel fastidiosissimo acufene che ti è venuto all’orecchio sinistro perché eri troppo vicino al palco. Sarò concisa: l’Home Festival è stata un’esperienza fantastica e, proprio perché tale, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Si può tornare alla normalità dopo un’immersione totale nella musica? È difficile, così come è difficile togliersi di dosso l’odore del repellente antizanzare o aspettare che ti passi quel fastidiosissimo acufene che ti è venuto all’orecchio sinistro perché eri troppo vicino al palco.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sarò concisa: l’<b>Home Festival</b> è stata un’esperienza fantastica e, proprio perché tale, ho deciso di raccontarvela.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ho seguito, giornalisticamente parlando, tutto il processo di preparazione del Festival: dall’annuncio dello stesso, alle conferenze stampa, al momento critico, accompagnato dalle inevitabili polemiche, in cui si era ritrattata la partecipazione di alcuni artisti per motivi, a dire dell’organizzazione, logistici. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ho esultato quando hanno annunciato il nome di <b>LP</b> e, proprio per lei, ho richiesto che mi venisse rilasciato l’accredito. Non amo particolarmente le situazioni mondane né i festival musicali ma la tentazione di ascoltare una delle mie cantanti preferite a pochi passi da casa era troppo forte. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ho saltato il primo giorno. Lo so, <i>mea culpa</i>, mi sono persa gli <b>Editors</b> ma, chiedo umilmente venia, non li conosco affatto. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il secondo giorno, invece, mi sarei dovuta muovere alle 19 per andare ad ascoltare Laura Pergolizzi, meglio conosciuta come LP, appunto. Sorpresa, però: all’ora in cui sarei dovuta partire ha cominciato a diluviare. Non un diluvio qualsiasi: una bufera di grandine! Mi sono quindi riparata nella mia automobile con l’ansia che rinviassero l’evento. E infatti per un’ora circa, stando a quanto riferitomi da alcuni miei contatti che erano già in loco, i musicisti si sono fermati. Ma <i>the show must go on</i> e, una volta finita la tempesta, la musica ha ripreso il proprio corso. Così ho imbracciato la bicicletta che (non) uso da quando ho sedici anni e mi sono diretta verso il <b>Parco San Giuliano </b>di Mestre (VE). Piccolo consiglio: se, come me, non siete né atletici né sportivi, non azzardatevi a percorrere tutto il territorio di corsa. Dopo aver attraversato la rampa in salita che porta dritta all’ingresso mi sono sentita, per un attimo, Marco Pantani mentre staccava Pavel Tonkov durante la tappa bresciana del Giro d’Italia del 1998. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tornando a noi: una volta giunta a destinazione ho legato la bicicletta ad un palo con un catenaccio, probabilmente risalente al 1870, che avevo temporaneamente sottratto ad un mio condomino e mi sono diretta verso l’entrata dell’evento. Dopo aver passato il controllo di sicurezza mi sono avviata all’<i>Hero Stage</i>, uno dei tre palchi del festival, per assistere al concerto del <b>Diplomatico e il Collettivo Ninco Nanco</b>. Non li conoscete? Beh, rimediate subito e andateli a cercare sui <i>social</i>: sono tremendamente bravi ed esplosivi dal vivo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Successivamente, dopo aver raggiunto alcuni miei colleghi nell’area stampa, essermi bagnata i calzini dall’acqua stagnante sull’erba ed essere stata scambiata tre (ripeto: tre) volte per un’addetta ai lavori, mi sono avvicinata al <i>main stage</i> per assistere al concerto della mia beniamina. Con una bella birra fresca in una mano e la fotocamera nell’altra, posso asserire di aver vissuto il concerto più bello della mia vita. <b>LP</b>, una vera fuoriclasse, ha animato gli animi anche di chi era più scettico nei suoi confronti (se sei il mio collega e mi stai leggendo, sappi che sto parlando proprio di te, miscredente!). Durante l’esibizione di Laura il pubblico ha cantato, ballato, urlato e, infine, come la sottoscritta, si è commosso. È stato meraviglioso: un’esperienza semplicemente indimenticabile. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Purtroppo non ho fatto in tempo ad ascoltare <b>Paul Kalkbrenner</b> ma mi hanno confermato che ha spaccato. Sono tornata a casa, quindi, con il sellino della bicicletta bagnato dalla pioggia, la voce rauca e l’anima compressa dalla gioia. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Durante il terzo e ultimo giorno l’atmosfera era pervasa già di quella malinconia che ti assale quando sai che una cosa bella sta per finire. Ci ha pensato però <b>Elettra Lamborghini</b> a tirare su il morale delle moltissime persone che erano curiose di sentirla/vederla. Purtroppo non posso dare il mio personalissimo parere in quanto sono arrivata quando, ahimè, lei aveva già cantato. Peccato.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ho ascoltato però <b>Gué Pequeno</b>, che onestamente non mi attirava neanche un po’. Devo ammettere, tuttavia, che sul palco è stato forte. Mi ha piacevolmente sorpreso <b>Anastasio</b>, il vincitore dell’ultima edizione di <i>X Factor Italia</i>: ha portato un po’ di sana cultura citando la novella di Verga <i>Rosso Malpelo</i>, sulla quale ci ha scritto una bellissima canzone. Ha tenuto inoltre un monologo rappato da brividi, in cui ha riversato la propria rabbia e la voglia di riscatto sociale. Tenetelo d’occhio: il ragazzo ha molto da dire e farà sicuramente strada. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Infine ho ballato fino allo stremo sulle note dei <b>Boomdabash</b>, orgoglio salentino e fiore all’occhiello di questa prima stagione di <i>Home Venice</i>. Eravamo io e due mie amiche che, scalmanate, ci muovevamo in una maniera vergognosa. Per un momento è stato bello risentirmi diciottenne. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Infine sono tornata a casa, sempre con la mia immancabile bicicletta rossa, sfinita ma con la voglia di godere nuovamente della buona musica. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questa prima edizione di Home Venice, appena conclusasi, segna l’avvio di un progetto decennale che vedrà impegnati gli organizzatori di Home, il Comune di Venezia ed il suo braccio operativo VeLa SpA nello sviluppo dell’evento sia in termini artistici sia a livello di logistica e di integrazione con il territorio metropolitano. Il tutto grazie agli interventi in corso di realizzazione al Parco San Giuliano, che hanno gettato le basi per rendere disponibile un’area attrezzata per ospitare i grandi eventi internazionali.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Non ci resta che aspettare fiduciosi. Io, nel frattempo, mi compro un vero e proprio catenaccio per la bici. </span></p>
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		<title>L’Associazione per MITO Onlus presenta “Danze” con l’Orchestra della Casa di Reclusione di Opera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Renna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 15:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival&Stagioni 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un concerto dedicato all&#8217;inclusione sociale e artistica dei detenuti fianco a fianco ai musicisti del Conservatorio di Milano? Venerdì 21 giugno alle ore 16 l’Associazione per MITO Onlus presenta la nuova edizione del progetto Orchestra in Opera, il laboratorio musicale e di educazione alla musica d’insieme all’IRC di Opera con la performance di alcuni detenuti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Un concerto dedicato all&#8217;inclusione sociale e artistica dei detenuti fianco a fianco ai musicisti del Conservatorio di Milano? Venerdì 21 giugno alle ore 16 l’Associazione per MITO Onlus presenta la nuova edizione del progetto </span><b><i>Orchestra in Opera</i></b><span style="font-weight: 400">, il laboratorio musicale e di educazione alla musica d’insieme all’IRC di Opera con la performance di alcuni detenuti al fianco di musicisti di caratura nazionale. Inserito a corollario dell’intenso programma nazionale della </span><b><i>25° Festa della Musica </i></b><b>internazionale</b><span style="font-weight: 400">, il progetto è promosso dai volontari dell’</span><b>Associazione per MITO Onlus </b><span style="font-weight: 400">con la complicità della pianista </span><b>Stefania Mormone</b><span style="font-weight: 400"> e del clarinettista </span><b>Alberto Serrapiglio</b><span style="font-weight: 400">, rispettivamente docente di pianoforte e responsabile del laboratorio di World Music del Conservatorio G. Verdi di Milano. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Il progetto nasce dalla forte volontà di X MITO Onlus di a far rinascere non solo luoghi artistici del passato, ma anche persone, ambienti e relazioni grazie al potere di coesione e inclusione sociale della musica. </span><b><i>Orchestra in Opera </i></b><b>nasce nel 2016</b><span style="font-weight: 400">, quando ai detenuti della Casa di Reclusione venne chiesto se sapessero suonare uno strumento e volessero partecipare a un nuovo progetto musicale, riuscendo a raggruppare 18 membri per l’ensemble musicale. Così l’idea ha preso forma, attraversando più di un anno di grande collaborazione tra società civile e Direzione del carcere per prendere vita nella sua forma odierna, che </span><b>coinvolge in questo momento 15 detenuti</b><span style="font-weight: 400">, alcuni dei quali in isolamento. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400">“La nostra Costituzione afferma che la pena attribuita a cittadino, ritenuto colpevole di un delitto, deve essere orientata alla rieducazione, non deve essere &#8216;inflitta&#8217; con spirito di rivalsa o di vendetta &#8211; </span><b>racconta Matilde Sansalone<span style="font-weight: 400">, avvocato penalista con una grande passione per la musica e tra gli ideatori del progetto &#8211; a</span></b><span style="font-weight: 400">ver permesso a dei carcerati a fare una cosa così difficile com’è il suonare insieme li ha messi in condizione di </span><b>sperimentare la dimensione dell’ascolto reciproco e dell’ascolto da parte di terzi, di un pubblico</b><span style="font-weight: 400">. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolocinema.com/lassociazione-per-mito-onlus-presenta-danze-con-lorchestra-della-casa-di-reclusione-di-opera.html">L’Associazione per MITO Onlus presenta “Danze” con l’Orchestra della Casa di Reclusione di Opera</a> proviene da <a href="https://www.nonsolocinema.com">NonSoloCinema</a>.</p>
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