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	<title>NonSoloCinema</title>
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	<description>Informazione cinematografica e culturale</description>
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	<title>NonSoloCinema</title>
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		<title>Italia Film Fedic assegna il Premio alla carriera 2026 al regista britannico Peter Chelsom</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Di Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 11:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Griseri]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Imperiale]]></category>
		<category><![CDATA[italia film fedic]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Chelsom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà il regista e sceneggiatore britannico&#160;Peter Chelsom&#160;a ricevere il&#160;Premio alla carriera 2026&#160;di&#160;Italia Film Fedic – Mostra del Cinema Breve, in programma a Montecatini Terme dal&#160;3 al 7 giugno 2026. Il Premio alla carriera a Peter Chelsom si inserisce nel programma della 76ª edizione di Italia Film Fedic, che dal 1950 promuove il cinema breve e [&#8230;]</p>
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<p>Sarà il regista e sceneggiatore britannico&nbsp;<strong>Peter Chelsom</strong>&nbsp;a ricevere il&nbsp;<strong>Premio alla carriera 2026</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Italia Film Fedic – Mostra del Cinema Breve</strong>, in programma a Montecatini Terme dal&nbsp;<strong>3 al 7 giugno 2026</strong>.</p>



<p>Il Premio alla carriera a Peter Chelsom si inserisce nel programma della 76ª edizione di Italia Film Fedic, che dal 1950 promuove il cinema breve e il lavoro dei cineclub, offrendo spazio agli autori Fedic, alle scuole, ai giovani filmmaker italiani e alla migliore produzione internazionale.</p>



<p>Il riconoscimento sarà consegnato sabato&nbsp;<strong>6 giugno</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>Cinema Imperiale</strong>, nel corso della 76ª edizione del festival, che anche quest’anno conferma la propria vocazione di luogo d’incontro tra memoria cinematografica, cinema indipendente, autori emergenti e grandi protagonisti della scena internazionale.</p>



<p>Con questo premio, Italia Film Fedic rende omaggio a un autore capace di attraversare generi, registri e cinematografie diverse, mantenendo sempre uno sguardo personale e riconoscibile. Peter Chelsom ha costruito una carriera internazionale muovendosi tra cinema d’autore, commedia, racconto sentimentale e grande produzione hollywoodiana, firmando film che hanno raggiunto pubblici molto ampi senza rinunciare a una forte attenzione per i personaggi, le emozioni e le relazioni umane.</p>



<p>Negli ultimi anni il rapporto tra Peter Chelsom e l’Italia si è fatto ancora più stretto. Il regista ha infatti realizzato il film in lingua italiana&nbsp;<em>Security</em>, con Marco D’Amore, Ludovica Martino, Fabrizio Bentivoglio e Silvio Muccino, e&nbsp;<em>A Sudden Case of Christmas</em>, con Danny DeVito e Andie MacDowell. Una vicinanza artistica e produttiva che rende particolarmente significativo il conferimento del Premio alla carriera nell’ambito di un festival italiano storicamente attento al dialogo tra tradizione, ricerca e nuovi linguaggi.</p>



<p>Sabato 6 giugno, alle&nbsp;<strong>17.30</strong>, Peter Chelsom sarà inoltre protagonista di un incontro con il pubblico al Cinema Imperiale di Montecatini Terme. A dialogare con lui sarà il critico cinematografico&nbsp;<strong>Carlo Griseri</strong>&nbsp;di Cinemaitaliano.info, in un appuntamento pensato per ripercorrere le tappe principali della sua carriera, il suo metodo di lavoro, il rapporto con gli attori e la capacità di tenere insieme industria, racconto popolare e sensibilità autoriale.</p>



<p>L’edizione 2026 propone un ricco palinsesto di proiezioni, incontri ed eventi collaterali, con&nbsp;<strong>55 cortometraggi</strong>,&nbsp;<strong>17 Paesi rappresentati</strong>, quattro sezioni competitive e una serie di appuntamenti dedicati alla memoria del cinema, alla formazione dello sguardo e alle contaminazioni tra linguaggi.</p>



<p><br><strong>Sabato 6 giugno 2026 – Cinema Imperiale</strong>, <strong>l&#8217;ingresso gratuito</strong></p>



<p>Info e aggiornamenti:&nbsp;<a href="http://www.italiafilmfedic.blogspot.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.italiafilmfedic.blogspot.com</a></p>
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		<title>Al Teatro Verde, la Fondazione Giorgio Cini ospita due grandi spettacoli della Biennale Teatro 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Di Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 10:54:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Alexandros Drakos Ktistakis]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale Teatro 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Carolyn Carlson]]></category>
		<category><![CDATA[Christos Stergioglou]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Giorgio Cini]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Verde]]></category>
		<category><![CDATA[Williem Dafoe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 9 e il 10 giugno il Teatro Verde ospita il concerto-spettacolo di Christos Stergioglou e Alexandros Drakos Ktistakis – Cries, in programma per la Biennale Teatro 2026, diretta da Willem Dafoe. Il Teatro Verde, voluto da Vittorio Cini e capace di ospitare fino a 1.500 persone, è una grandiosa architettura di paesaggio sull’Isola di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>9 e il 10 giugno il Teatro Verde</strong> ospita il concerto-spettacolo di <strong>Christos Stergioglou e Alexandros Drakos Ktistakis – Cries</strong>, in programma per la <strong>Biennale Teatro 2026, diretta da Willem Dafoe</strong>.</p>



<p>Il Teatro Verde, voluto da <strong>Vittorio Cini</strong> e capace di ospitare fino a 1.500 persone, è una grandiosa architettura di paesaggio <strong>sull’Isola di San Giorgio Maggiore, </strong>che si fonde con il paesaggi, incorporando la Laguna di Venezia come quinta teatrale. I lavori di restauro, avviati grazie al sostegno della Maison Cartier, restituiscono una magnifica scena per il teatro, il quale ha una lunga e prestigiosa storia di spettacoli dal vivo sin dal 1954. Particolarmente importante è anche la programmazione musicale: l’ultima rassegna, tra il 2013 e il 2014, ha visto esibirsi nomi quali Patti Smith, Kings Of Convenience e Ludovico Einaudi con Paolo Fresu.</p>



<p><strong>La partnership con la Biennale di Venezia</strong> risale al <strong>1999 </strong>con l’acclamata creazione <em>Parabola </em>di <strong>Carolyn Carlson.</strong> In quell’occasione, la celebre coreografa e danzatrice statunitense ha dichiarato di essersi sentita «ispirata fin da subito. Quando sono arrivata in questo teatro c’era una grande vibrazione: il giardino, l’acqua, il bosco tutt’attorno». San Giorgio era diventata l’isola della danza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/04-courtesy-Fondazione-Giorgio-Cini-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-579329" style="aspect-ratio:1.4992684354272336;width:823px;height:auto" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/04-courtesy-Fondazione-Giorgio-Cini-1024x683.jpg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/04-courtesy-Fondazione-Giorgio-Cini-300x200.jpg 300w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/04-courtesy-Fondazione-Giorgio-Cini-1536x1024.jpg 1536w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/04-courtesy-Fondazione-Giorgio-Cini-2048x1365.jpg 2048w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/04-courtesy-Fondazione-Giorgio-Cini-630x420.jpg 630w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/04-courtesy-Fondazione-Giorgio-Cini-696x464.jpg 696w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/04-courtesy-Fondazione-Giorgio-Cini-1068x712.jpg 1068w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/04-courtesy-Fondazione-Giorgio-Cini-1920x1280.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Renata Codello</strong>, <strong>Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini</strong> afferma che con uno straordinario spettacolo, come quello in programma il 9 e il 10 giugno, si concretizza la collaborazione con la Biennale di Venezia, con il Teatro Verde al centro della scena culturale internazionale e con nuove generazioni di spettatori.</p>



<p>Per la delicatezza degli interventi e l’imponenza della struttura, i lavori di restauro sono avanzati in questi anni e proseguiranno in più fasi. La tranche più recente ha interessato il palco del teatro, realizzato in trachite e pietra d’Istria a disegni geometrici esagonali. I lavori hanno visto la complessa operazione di rimozione, pulizia e restauro di tutta la superficie, cui è seguita la rimozione e lo smaltimento del vecchio massetto, il ripristino dello stesso e della guaina. Tra il 2021 e il 2022, gli interventi si erano concentrati invece sulle sedute dell’anfiteatro, con un lavoro accurato di pulitura, grazie al cantiere didattico avviato in collaborazione con la <strong>l’UIA &#8211; Università Internazionale dell’Arte</strong>.</p>



<p>L’anfiteatro è da sempre esposto all’aggressività dell’ambiente lagunare e alle acque alte. La parte del Teatro che si trova sotto il palcoscenico, infatti, è collocata a una quota inferiore di 0,82 m rispetto al medio mare; quindi, in più occasioni la fossa dell&#8217;orchestra e il seminterrato sono stati sommersi. Per questo motivo già dal <strong>1975 </strong>le programmazioni non sono state continuative e frequenti gli interventi di cura e restauro.</p>



<p><a href="https://labiennale.vivaticket.it/it/event/cries-christos-stergioglou-alexandros-drakos-ktistakis/301148?qubsq=6d9aaf9a-137e-478a-96b5-262c84179eb8&amp;qubsp=4c492059-909f-42a7-990b-c690d4909334&amp;qubsts=1780742291&amp;qubsc=bestunion&amp;qubse=vivaticketoperator&amp;qubsrt=Safetynet&amp;qubsh=edf962b9c9fe0959a30e8943607052e5">Qui</a> per assistere agli <strong>spettacoli del 9-10 giugno 2026.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="756" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/167C_393_recto-1024x756.jpg" alt="" class="wp-image-579330" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/167C_393_recto-1024x756.jpg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/167C_393_recto-300x221.jpg 300w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/167C_393_recto-1536x1134.jpg 1536w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/167C_393_recto-2048x1512.jpg 2048w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/167C_393_recto-569x420.jpg 569w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/167C_393_recto-80x60.jpg 80w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/167C_393_recto-696x514.jpg 696w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/167C_393_recto-1068x788.jpg 1068w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/167C_393_recto-1920x1417.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolocinema.com/al-teatro-verde-la-fondazione-giorgio-cini-ospita-due-grandi-spettacoli-della-biennale-teatro-2026.html">Al Teatro Verde, la Fondazione Giorgio Cini ospita due grandi spettacoli della Biennale Teatro 2026</a> proviene da <a href="https://www.nonsolocinema.com">NonSoloCinema</a>.</p>
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		<item>
		<title>Valeria Bruni Tedeschi al MFF26 ospite del talk “Cos’è il cinema”</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/valeria-bruni-tedeschi-al-mff26-ospite-del-talk-cose-il-cinema.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia Rota]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 09:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[MFF26]]></category>
		<category><![CDATA[Milano Film Fest]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Format di successo della prima edizione, il talk Cos’è il cinema ideato da Andrea Chimento torna sui palchi del Milano Film Fest 2026. Lo spazio è dedicato al confronto con i professionisti del mondo del cinema, per creare quel dialogo necessario a capire come definire il cinema, qual sia il suo passato e il suo [&#8230;]</p>
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<p>Format di successo della prima edizione, il talk <strong><em>Cos’è il cinema</em></strong> ideato da Andrea Chimento torna sui palchi del Milano Film Fest 2026. Lo spazio è dedicato al confronto con i professionisti del mondo del cinema, per creare quel dialogo necessario a capire come definire il cinema, qual sia il suo passato e il suo futuro.</p>



<p>Il primo appuntamento, venerdì 5 giugno al Piccolo Teatro di Milano, è andato di diritto alla presidentessa della giuria dei lungometraggi, <strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong>. A intervistarla sulla sua idea della Settima Arte c’era Mattia Carzaniga.</p>



<p>“Il cinema è pericoloso” sbotta quasi d’istinto Valeria Bruni Tedeschi dopo la visione della celebre scena in cui Anna Magnani spiega allo specchio cosa sia recitare.</p>



<p>Interrogata su cosa voglia dire per lei scavalcare il confine di quello specchio, entrare davvero nel mondo del cinema per una persona che non ne fa parte, risponde che per quanto possa sembrare meraviglioso, in realtà non lo è. “È molto difficile, molto. Anche molto bello, però!”</p>



<p>Impossibile per l’intervistatore non chiedere del rapporto della regista/attrice con la Duse, protagonista del film che Bruni Tedeschi ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso settembre.</p>



<p>“Ho cercato di non fare i conti con la sua importanza, con chi era lei: mi avrebbe tagliato le ali pensarci, quindi ho cercato di <em>incontrare</em> Eleonora Duse. Come si incontra qualcuno di sconosciuto su un treno, un’estranea con cui si scambiano esperienze. Mi interessava tutto di lei, così ho cercato di intrecciare questa amicizia lavorando.”</p>



<p>L’attrice spiega allora il suo metodo, parla della coach che le ha insegnato a “convocare” le figure con cui deve lavorare. “Non è parlare con i morti!” ride, prima di continuare.</p>



<p>Racconta del primo film da regista (di cui era anche la protagonista), di come l’attrice in lei si sentisse trascurata da quella regista che dava importanza solo agli altri.</p>



<p>“Dicevano tutti che le prime riprese erano buone, ma non le mie parti. Mi sono un po&#8217; preoccupata, perché avevo il ruolo principale del film. Poi ho pensato che, in effetti, non mi stavo occupando della me attrice. Mi sentivo come se la regista (io stessa) fosse poco diligente.</p>



<p>Allora ho fatto una delle mie famose riunioni: ho chiesto alla mia attrice protagonista di venire a parlarmi. Ho messo due sedie e ho iniziato un dialogo tra le due me, cambiando sedia di volta in volta. Le ho rinnovato la mia stima e la mia fiducia, mi sono scusata e le ho promesso più cura. Queste riunioni sembrano ridicole? Forse, ma il giorno dopo mi sentivo guardata da me stessa.”</p>
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		<item>
		<title>“Keep quiet”, prima nazionale al MMF26 per il film in concorso di Vincent Grashaw</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/keep-quiet-prima-nazionale-al-mmf26-per-il-film-in-concorso-di-vincent-grashaw.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia Rota]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:37:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Milano Film Fest]]></category>
		<category><![CDATA[mmf26]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vincent Grashaw, regista indipendente e voce tra le più interessanti di un certo cinema americano, al Milano Film Fest concorre con Keep quiet, pellicola già passata al Festival di Locarno e da altre rassegne internazionali. Keep quiet, il film Il poliziotto nativo americano Teddy Sharp (uno straordinario Lou Diamond Phillips) e la sua nuova partner [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Vincent Grashaw</strong>, regista indipendente e voce tra le più interessanti di un certo cinema americano, al Milano Film Fest concorre con <strong><em>Keep quiet</em></strong>, pellicola già passata al Festival di Locarno e da altre rassegne internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Keep quiet</em>, il film</strong></h2>



<p>Il poliziotto nativo americano Teddy Sharp (uno straordinario <strong>Lou Diamond Phillips</strong>) e la sua nuova partner Sandra (<strong>Dana Namerode</strong>) danno la caccia al fuggitivo Richie (<strong>Elisha Pratt</strong>) che è in cerca di vendetta. Emergeranno scomodi segreti, guerre tra gang rivali ed equilibri insospettabili.</p>



<p>Criminalità, violenza e povertà, fanno da sfondo alla storia dei personaggi, ingombranti come il passato tormentato del poliziotto e della traumatizzata partner lavorativa.</p>



<p>Difficile definire un solo genere per questo film. È un thriller in atmosfera poliziesca, ma soprattutto un western con tutta l&#8217;epica moderna ad esso connessa che racconta quanto in ciascuno sia diversa la percezione della giustizia, del diverso e dell&#8217;errore, valorizzato anche da un climax calibratissimo nei tempi e nei toni narrativi (merito anche della sceneggiatura di Zach Montague che non fa sconti a nessuno).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un film politico</strong></h2>



<p><strong><em>Keep quiet</em></strong> è un film coraggioso, fortemente voluto dai sezionatori del concorso per lungometraggi del Milano Film Festival, per la sua potente chiave politica. Coraggioso, soprattutto in piena epoca trumpiana, punta il dito senza contro un certo tipo di discriminazione, raccontando solo all’apparenza la solita storia di un poliziotto in cerca di redenzione.</p>



<p>Il vero focus è uno sguardo peculiare sul mondo delle riserve dei nativi americani, sempre più limitate ed erose nella propria autonomia e identità. A testimoniare quanto questa pellicola sia importante per i nativi americani, vediamo infatti nei credits la collaborazione con le <strong>Film Commission</strong> delle tribù Cheyenne, Arapaho e Shoshone.</p>



<p>Nessuno, però, è del tutto innocente (o colpevole) nella pellicola di Vincent Grashaw: non la polizia, non i nativi della comunità, né i criminali rei dei crimini più truci. In questo film nessuno scampa ai propri demoni, capaci di segnare l&#8217;intero futuro di una vita o di un&#8217;intera comunità. Unica via di scampo? Una scelta consapevole. </p>



<p>Il regista e un Phillis in piena parte ci disegnano così l&#8217;affresco di un&#8217;umanità complessa, dove il confine tra Bene e Male travalica le linee tradizionali per ridisegnarsi su geometrie molto più complesse che risalgono fino alle radici storiche di un popolo.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mostra a Viareggio per gli 80 anni di Stefania Sandrelli</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/mostra-a-viareggio-per-gli-80-anni-di-stefania-sandrelli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Cuk]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 15:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi 5 giugno Stefania Sandrelli, davvero un’attrice di prima grandezza del cinema internazionale, festeggia il suo ottantesimo compleanno. Per questa occasione l’Amministrazione comunale di Viareggio – città dove la Sandrelli è nata nel 1946 – ha organizzato una mostra omaggio che si intitola “Stefania 80”.La rassegna, organizzata dall’Associazione Teatro di Verzura, è stata inaugurata giovedì [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolocinema.com/mostra-a-viareggio-per-gli-80-anni-di-stefania-sandrelli.html">Mostra a Viareggio per gli 80 anni di Stefania Sandrelli</a> proviene da <a href="https://www.nonsolocinema.com">NonSoloCinema</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[Oggi 5 giugno Stefania Sandrelli, davvero un’attrice di prima grandezza del cinema internazionale, festeggia il suo ottantesimo compleanno. Per questa occasione l’Amministrazione comunale di Viareggio – città dove la Sandrelli è nata nel 1946 – ha organizzato una mostra omaggio che si intitola “Stefania 80”.<br />La rassegna, organizzata dall’Associazione Teatro di Verzura, è stata inaugurata giovedì 14 maggio a Villa Paolina. Propone un vasto excursus nella sterminata filmografia dell’attrice scoperta da Pietro Germi nel 1961 e lanciata a livello cinematografico dal mitico film “Divorzio all’italiana”.<br />Saranno esposte fino al 30 agosto locandine, fotobuste e manifesti cinematografici, colonne sonore originali, riviste e libri, bozzetti originali. Tutto materiale proveniente dalla collezione di Alessandro Orsucci, curatore della mostra con il giornalista Umberto Guidi.<br />Quello che colpisce della Sandrelli, oltre alla bravura e alla bellezza, è la sua strepitosa longevità artistica: l’attrice viareggina ha cominciato appena quindicenne una carriera che non si è mai interrotta. In 65 anni ha interpretato circa 120 titoli per il grande schermo e oltre 30 tra film e serie televisive.<br />Indubbiamente il suo lancio nel cinema è avvenuto con “Divorzio all’italiana” ma ci sono tanti altri titoli da ricordare. Nel primo periodo, tra gli altri, “Il federale” di Luciano Salce (1961), “Sedotta e abbandonata” (1964) ancora con la regia di Germi e poi “Io la conoscevo bene” di Antonio Pietrangeli (1965), “Brancaleone alle crociate” di Mario Monicelli (1970) e nello stesso anno “Il conformista” di Bernardo Bertolucci (con lui qualche anno dopo arriverà “Novecento”).<br />E poi lo straordinario “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola (1974), l’inizio di un lungo rapporto cinematografico con questo regista. Da ricordare il bellissimo (e sottovalutato) “Delitto d’amore” di Luigi Comencini. Ma la lista sarebbe lunga e si muove anche a livello internazionale con registi come Mauro Bolognini, Claude Chabrol, Tinto Brass, Jean-Louis Trintignant, Giuseppe Bertolucci, Carlo Lizzani, Giuliano Montaldo, Luigi Magni, Roberto Benigni, Franco Brusati, Margarethe von Trotta, Bigas Luna, Francesca Archibugi, Gabriele Muccino, Carlo Mazzacurati, Pupi Avanti e tanti altri.<br />Una carriera straordinaria che la mostra di Viareggio mette bene in evidenza grazie ad Alessandro Orsucci e Umberto Guidi.  <br />Alessandro Orsucci è un noto collezionista ed esperto di cinema italiano, celebre per possedere una vasta raccolta di oltre 20.000 materiali cinematografici originali. Curatore di mostre, valorizza locandine, manifesti e colonne sonore d’epoca. Ha dedicato esposizioni a icone come Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Alberto Sordi. <br />“La mia passione – spiega Orsucci – negli anni mi ha portato a costruire un archivio sul cinema italiano tra i più importanti in Italia. Oggi il mio compito è quello di diffondere l’arte e la cultura del cinema attraverso eventi e mostre dedicate ai nostri maestri con l’obiettivo di far conoscere la storia del cinema italiano a chi ama l’arte e la cultura”.<br />Umberto Guidi, giornalista professionista, si occupa da molti anni dei rapporti tra il cinema e il territorio versiliese. È stato collaboratore del Festival Europa Cinema ed è autore di vari studi dedicati al grande schermo, inclusi un saggio sull’attore Renato Salvatori e un volume sul cinema balneare.<br /><br />Alessandro Cuk<br /><p>L'articolo <a href="https://www.nonsolocinema.com/mostra-a-viareggio-per-gli-80-anni-di-stefania-sandrelli.html">Mostra a Viareggio per gli 80 anni di Stefania Sandrelli</a> proviene da <a href="https://www.nonsolocinema.com">NonSoloCinema</a>.</p>
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		<title>Milano Film Festival: Vinicio Capossela e il suo cinema a occhi chiusi con “Sotto il Bosco di Latte”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monia Rota]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:42:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[MFF26]]></category>
		<category><![CDATA[milano film fetival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri sera al Piccolo Teatro di Milano, Vinicio Capossela ha presentato un evento speciale all’interno del palinsesto del Milano Film Festival. Sotto il bosco di latte – Il cinema al buio di Dylan Thomas è, infatti, il nuovo progetto dell’artista che ha raccontato dal vivo la genesi del progetto e lo sviluppo delradiodramma liberamente ispirato [&#8230;]</p>
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<p>Ieri sera al Piccolo Teatro di Milano, <strong>Vinicio Capossela</strong> ha presentato un evento speciale all’interno del palinsesto del Milano Film Festival.</p>



<p><strong><em>Sotto il bosco di latte – Il cinema al buio di Dylan Thomas</em></strong> è, infatti, il nuovo progetto dell’artista che ha raccontato dal vivo la genesi del progetto e lo sviluppo del<strong>radiodramma </strong>liberamente ispirato a <strong><em>Under Milk Wood</em> </strong>di <strong>Dylan Thomas.</strong></p>



<p>“Proviamo a <strong>spegnere la luce </strong>e vediamo cosa succede se l’intrattenimento, come immaginava Dylan Thomas, viene a noi partendo dalle tenebre”, comincia l’artista. “Era l’idea di un amico, Renato Striglia, che è stato anche un dj radiofonico.”</p>



<p>Striglia è mancato nel novembre del 2020, ma per portare concludere quel suo antico progetto, dall’anno dopo Capossela ha iniziato a scrivere, a mettere insieme le voci e a tirarne fuori anche suoni, canzoni, musiche. È stato un lavoro durato cinque anni.</p>



<p>Scopo di tutto questo impegno e del live che lo hanno accompagnato, è presentare la storia della realizzazione di questo racconto, ma anche l’idea che il racconto stesso sia un’opera per voci, nata per il medium “alternativo” al cinema, un teatro destinato solo all’udito.</p>



<p>Tutto parte da Dylan Thomas, che presenta una piccola comunità, dalle tenebre, a partire dai loro sogni. Con le sole voci, quindi, è il pubblico, nel buio della sala, a scenografare con la sua immaginazione quella pittoresca comunità ricca di figure eccentriche e fragili, ma profondamente vere.</p>



<p>&#8220;È l’occasione per educarsi a non aver paura del buio&#8221;, conferma l’artista.</p>



<p>Dal 3 giugno su Rai Radio 3, il radiogramma è disponibile nella sua versione integrale.</p>



<p>L’esecuzione di <strong><em>Sotto il Bosco di Latte</em></strong> è popolata di voci molto note come Ornella Vanoni, Mauro Giovanardi, Vincenzo Cinaski, Nada, Alessandro Bergonzoni, Paolo Rosso e moltissimi altri, che si prestano anche per le canzoni ricavate dal testo.</p>



<p></p>
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		<title>Con Berto e Chinellato Venezia torna a guardare il mondo con gli occhi dei bambini.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sofia Palmeri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgia Chinellato]]></category>
		<category><![CDATA[Mattia Berto]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Goldoni]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 8 giugno, alle 17:00 al Teatro Goldoni di Venezia va in scena un appuntamento speciale che unisce teatro, infanzia e territorio: sul palco ci saranno un centinaio di piccoli alunni della scuola elementare San Francesco di Sales, guidati da Mattia Berto, regista e fondatore del Teatro di Cittadinanza, e accompagnati dall&#8217;occhio poetico della fotografa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lunedì 8 giugno, alle 17:00 al Teatro Goldoni di Venezia va in scena un appuntamento speciale che unisce teatro, infanzia e territorio: sul palco ci saranno un centinaio di piccoli alunni della scuola elementare San Francesco di Sales, guidati da Mattia Berto, regista e fondatore del Teatro di Cittadinanza, e accompagnati dall&#8217;occhio poetico della fotografa Giorgia Chinellato.<br>Al centro del lavoro di quest&#8217;anno c&#8217;è un tema immenso e bellissimo: la meraviglia. Questo numerosissimo e vivace gruppo di bambini ha esplorato lo stupore in ogni sua forma, da quello per la natura e i suoi cambiamenti alla magia dell&#8217;arte, della musica e dell&#8217;architettura che li circonda.<br>Del resto, come scriveva il grande poeta e pedagogista Gianni Rodari:<br>&#8220;Il mondo si può guardare a altezza d&#8217;uomo, ma anche dall&#8217;alto delle nuvole.<br>Nella realtà si può entrare dalla porta principale o infilarsi da una finestrina, che è più divertente.&#8221;</p>



<p>I bambini sono gli unici capaci di trovare quella finestrina e di stupirsi per le piccole grandi cose del mondo.<br>Ma la vera forza di questo evento sta nel percorso. Non si tratta del solito saggio di fine anno, bensì del traguardo di un lavoro teatrale continuativo e radicato: sono infatti anni che Mattia Berto e Giorgia Chinellato collaborano strettamente con questa scuola, portando avanti un progetto che cresce insieme agli alunni.<br>Un&#8217;azione sociale e poetica così potente, quella del Teatro di Cittadinanza, che sta già raccogliendo ampi e prestigiosi consensi in giro per l&#8217;Italia; per questo appare quanto mai necessario che anche la stessa Venezia sappia proteggere, valorizzare e riconoscere sempre più questo patrimonio umano all&#8217;interno dei propri confini.<br>In una città complessa come Venezia, il TDC fa qualcosa di unico: usa il palcoscenico per rimettere al centro le persone, unendo cento voci e cento sguardi per ricordare a tutta la comunità quanto sia fondamentale, ancora oggi, saperci meravigliare.</p>
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		<title>Milano Film Fest: red carpet, cerimonia di apertura ed eventi speciali</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/milano-film-fest-red-carpet-cerimonia-di-apertura-ed-eventi-speciali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia Rota]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[MFF26]]></category>
		<category><![CDATA[Milano Film Fest]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri, 4 giugno, si è aperta ufficialmente la seconda edizione del Milano Film Fest. Gli eventi del Piccolo Teatro Strehler La festa del cinema del capoluogo lombardo si è aperta nella sua sede principale, il Piccolo Teatro Strehler, con il tradizionale tappeto rosso animato dalla musica di Le Cannibale. che ha fatto ballare tutto il [&#8230;]</p>
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<p>Ieri, 4 giugno, si è aperta ufficialmente la seconda edizione del Milano Film Fest.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli eventi del Piccolo Teatro Strehler</strong></h2>



<p>La festa del cinema del capoluogo lombardo si è aperta nella sua sede principale, il <strong>Piccolo Teatro Strehler</strong>, con il tradizionale tappeto rosso animato dalla musica di <strong>Le Cannibale</strong>. che ha fatto ballare tutto il sagrato del di Largo Greppi.</p>



<p>A seguire la cerimonia di presentazione si è svolta in teatro, dove il pubblico ha incontrato <strong>Claudio Santamaria</strong>, il direttore artistico di quest’edizione del festival, e le due giurie delle pellicole in sala nei prossimi giorni.</p>



<p>A decidere la classifica dei lungometraggi la presidentessa <strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong>, poi <strong>Federico Cesari, Silvia D’Amico, Anna Ferzetti </strong>e<strong> Vinicio Marchioni</strong>,mentreper i cortometraggi vediamo intervistati la presidentessa <strong>Margherita Vicario</strong>, <strong>Milena Mancini, Ludovica Rampoldi, Eduardo Scarpetta </strong>e<strong> Ludovica Nasti</strong>, oltre alle figure istituzionali del Comune di Milano.</p>



<p>Sempre al Piccolo la serata si è conclusa con l’incontro con Vinicio Capossela, <em><strong>Sotto il bosco di latte – Il cinema al buio di Dylan Thomas</strong>.</em> L’appuntamento dal vivo ha visto l’artista accompagnare il pubblico in “un recinto di innocenza del mondo” attraverso il radio-dramma <em>Sotto il bosco di latte</em>, un libero adattamento di <em>Under milk wood</em> di Dylan Thomas.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/256c-Studio_Arcipelago_Francesca-Leoncini-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-579309" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/256c-Studio_Arcipelago_Francesca-Leoncini-683x1024.jpg 683w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/256c-Studio_Arcipelago_Francesca-Leoncini-200x300.jpg 200w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/256c-Studio_Arcipelago_Francesca-Leoncini-1024x1536.jpg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/256c-Studio_Arcipelago_Francesca-Leoncini-280x420.jpg 280w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/256c-Studio_Arcipelago_Francesca-Leoncini-696x1044.jpg 696w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/256c-Studio_Arcipelago_Francesca-Leoncini-1068x1602.jpg 1068w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/256c-Studio_Arcipelago_Francesca-Leoncini.jpg 1280w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>All’Anteo Palazzo del Cinema al via le proiezioni</strong></h2>



<p>Il film d’apertura del Milano Film Fest è il documentario <strong><em>Vittorio De Sica – La vita in scena</em></strong> di<strong> Francesco Zippel </strong>(produttore esecutivo <strong>Wes Anderson </strong>e musiche curate da <strong>Rodrigo D’Erasmo e Calibro 35</strong>), la prima italiana dell’unico film italiano al 79.mo Festival di Cannes.</p>



<p>L’opera ripercorre la vita, il lavoro e l’eredità del Maestro del cinema italiano e mondiale, per condurci al cuore del suo sguardo: la straordinaria capacità di trasformare la vita in racconto e l’esperienza umana in immagini.</p>



<p>Grazie a un accesso esclusivo alla famiglia De Sica, a materiali d’archivio inediti e alle testimonianze di artisti e cineasti contemporanei provenienti da tutto il mondo, il film costruisce un ritratto intimo e sfaccettato di un autore capace di trasformare l’osservazione del reale in emozione universale.</p>



<p>Lontana dall’essere un’agiografia, il film è un viaggio alla scoperta dell’uomo, dell’artista e della sua modernità.</p>



<p>Hanno introdotto il film il regista Francesco Zippel, la produttrice Federica Panicca e Andrea De Sica, regista e nipote di Vittorio.</p>



<p>Sempre all’Anteo Palazzo del Cinema, <strong><em>Smart Working</em></strong>, la nuova commedia di Svevo Moltrasio ha visto in sala il regista e gli interpreti <strong>Maccio Capatonda, Sara Lazzaro, Maurizio Nichetti</strong> e <strong>Giulia Bolatti</strong>.</p>



<p>La commedia, contemporanea e surreale, racconta, con ironia e spirito il caos nascosto dietro il lavoro da remoto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/700124355_1622481862840156_8602045516110419778_n-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-579308" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/700124355_1622481862840156_8602045516110419778_n-683x1024.jpg 683w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/700124355_1622481862840156_8602045516110419778_n-200x300.jpg 200w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/700124355_1622481862840156_8602045516110419778_n-1024x1536.jpg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/700124355_1622481862840156_8602045516110419778_n-280x420.jpg 280w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/700124355_1622481862840156_8602045516110419778_n-696x1044.jpg 696w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/700124355_1622481862840156_8602045516110419778_n-1068x1602.jpg 1068w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/700124355_1622481862840156_8602045516110419778_n.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p>Al centro della storia c’è Giuliano, convinto che lo smart working abbia finalmente migliorato la sua vita: meno stress, più tempo libero, una famiglia serena e la possibilità di costruire un futuro migliore insieme alla moglie Laura, aspirante scrittrice in attesa del loro secondo figlio. Ma quando l’azienda minaccia di eliminare il lavoro da remoto a causa della scarsa produttività dei dipendenti, Giuliano decide di intervenire personalmente per aiutare i colleghi a “lavorare meglio”. Una scelta che lo porterà in una spirale di situazioni assurde.</p>



<p>Sono partite anche le visite guidate <strong><em>Milano &amp; il Cinema</em></strong>, un itinerario pensato proprio per mostrare lo stretto rapporto tra la città e la settima arte, a spasso per luoghi iconici come Piazza Duomo, La Scala e il quartiere Brera, fino a concludersi in sala, sempre all’Anteo Palazzo del Cinema, con un talk e proiezioni a tema milanese.</p>



<p>Si è aperta anche la selezione ufficiale del festival.</p>



<p>Per la sezione Controcampo, fuori concorso, il pubblico ha potuto vedere <strong><em>West Border</em></strong> di <strong>Luo Yan.</strong></p>



<p>Una motocicletta recuperata da un fiume di confine svela una serie di omicidi e lega due sconosciuti in un fragile e incerto rapporto padre-figlia, confondendo verità e illusione mentre pare stia per giungere la fine del mondo. Un film fantastico radicato in una storia realistica, basato sui topoi della strada (lungo i paesaggi lussureggianti ed enigmatici della Cina sud-occidentale) e dell’indagine su un omicidio: un film di genere, pervaso dello spirito del noir, in atmosfera tropicale.</p>



<p>Nella mattinata, è stato proiettato il primo gruppo di <strong>cortometraggi</strong> realizzati dalle accademie, università e scuole partner.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="840" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/SmartWorking_EVENTO-SPECIALE-1024x840.jpeg" alt="" class="wp-image-579307" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/SmartWorking_EVENTO-SPECIALE-1024x840.jpeg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/SmartWorking_EVENTO-SPECIALE-300x246.jpeg 300w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/SmartWorking_EVENTO-SPECIALE-1536x1260.jpeg 1536w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/SmartWorking_EVENTO-SPECIALE-2048x1680.jpeg 2048w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/SmartWorking_EVENTO-SPECIALE-512x420.jpeg 512w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/SmartWorking_EVENTO-SPECIALE-696x571.jpeg 696w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/SmartWorking_EVENTO-SPECIALE-1068x876.jpeg 1068w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/SmartWorking_EVENTO-SPECIALE-1920x1575.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>MFF: l’Academy e Scintille, le proiezioni diffuse nella città</strong></h2>



<p>Visto il successo dello scorso anno, non mancheranno le masterclass tecniche sulla settima arte, oltre 40 lungo tutto il festival.</p>



<p>Ieri, in collaborazione con <strong>Accademia Teatro della Scala</strong> si sono svolte <em>Dario Fo oltre il teatro: visioni tra cinema e televisione</em> e <em>Alice nel paese delle meraviglie: make-up lab</em>.</p>



<p>Con <strong>Go Practical</strong> il panel <em>Analogico VS Digitale: tecnologie a confronto</em> e con la <strong>Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti</strong> e il <strong>Liceo Manzoni</strong> <em>Come si innamorano i giovani del cinema oggi?</em></p>



<p>Per la sezione <strong>Scintille</strong>, gli appuntamenti hanno coperto tutta la città.</p>



<p>Al Parco dei Triangoli <strong><em>L’ultima settimana di settembre </em></strong>di Gianni De Blasi e in Piazza Selinunte <strong><em>Dragon Trainer</em></strong> di Dean DeBlois. In Piazza dell’Assunta <strong><em>Come ti muovi, sbagli</em></strong> di Gianni Di Gregorio e al Politecnico di Milano <strong><em>Her </em></strong>di Spike Jonze .</p>



<p>Tutto il <a href="https://milanofilmfest.it/wp-content/uploads/2026/05/MFF_26_Catalogo_DIGITAL-Spread.pdf"><strong>programma completo</strong> qui</a></p>



<p>Ticket disponibili su <strong>DICE </strong><a href="https://dice.fm/promoters/milano-film-fest-7rxxp"><strong>https://dice.fm/promoters/milano-film-fest-7rxxp</strong></a><strong></strong></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolocinema.com/milano-film-fest-red-carpet-cerimonia-di-apertura-ed-eventi-speciali.html">Milano Film Fest: red carpet, cerimonia di apertura ed eventi speciali</a> proviene da <a href="https://www.nonsolocinema.com">NonSoloCinema</a>.</p>
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		<item>
		<title>Al Teatro Donizetti di Bergamo annunciati i programmi della prossima stagione</title>
		<link>https://www.nonsolocinema.com/al-teatro-donizetti-di-bergamo-annunciati-i-programmi-della-prossima-stagione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monia Rota]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[opera]]></category>
		<category><![CDATA[Operetta]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Donizetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso di due recenti conferenze stampa la Fondazione Teatro Donizetti, con il Comune di Bergamo, ha annunciato i programmi per le Stagioni 2026-2027. La Stagione di Prosa e Altri Percorsi Si inizia con la Stagione di Prosa e Altri Percorsi, articolata su sei mesi e dislocata tra il Teatro Donizetti e il Teatro Sociale. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.nonsolocinema.com/al-teatro-donizetti-di-bergamo-annunciati-i-programmi-della-prossima-stagione.html">Al Teatro Donizetti di Bergamo annunciati i programmi della prossima stagione</a> proviene da <a href="https://www.nonsolocinema.com">NonSoloCinema</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel corso di due recenti conferenze stampa la <strong>Fondazione Teatro Donizetti</strong>, con il Comune di Bergamo, ha annunciato i programmi per le Stagioni 2026-2027.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Stagione di Prosa e Altri Percorsi</strong></h2>



<p>Si inizia con la <strong>Stagione di Prosa e Altri Percorsi</strong>, articolata su sei mesi e dislocata tra il Teatro Donizetti e il Teatro Sociale. Sette i titoli in programma da otto repliche ciascuno. Il traguardo delle otto repliche si è già testato, con incredibile successo di pubblico, dalla scorsa stagione. Successo sottolineato anche da <strong>Massimo Boffelli</strong>, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, che prende spunto dal successo della Stagione appena conclusa: “Non possiamo non partire dai dati della stagione appena conclusa: 51.706 presenze complessive per la Prosa – 5.763 gli abbonamenti – e oltre 7.000 per Altri Percorsi. Sono dati che oggi pochi altri teatri a livello nazionale possono annoverare, anche in città con una popolazione numericamente superiore a quella di Bergamo.”</p>



<p>È, invece, <strong>Maria Grazia Panigada</strong>, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi, a sintetizzare bene il filo conduttore del programma da lei disegnato per il 2026-‘27: “È grande l’emozione di sapere che tante persone vedranno gli spettacoli che ho scelto, con la speranza che possano trovarvi emozione, divertimento, ma anche quelle domande di cui abbiamo bisogno e che il teatro sa ancora porci. Domande di un tempo difficile: guardarci dentro può servire proprio a capire anche il tempo difficile in cui viviamo».</p>



<p>La<strong> Stagione di Prosa </strong>inizia a dicembre, con <strong><em>Rosencrantz e Guildenstern sono morti</em></strong>, tragicommedia dove a essere protagonisti sono i due personaggi secondari dell’<em>Amleto, </em>amici d’infanzia del principe di Danimarca. Il testo di Tom Stoppard è inscenato da <strong>Francesco Pannofino </strong>e<strong> Francesco Acquaroli</strong>, affiancati da <strong>Paolo Sassanelli</strong> e altri.</p>



<p>A gennaio, il teatro bergamasco propone <strong><em>Prima del temporale</em></strong>, diario di una vita dedicata all’arte del recitare, con uno dei maestri del teatro italiano: <strong>Umberto Orsini</strong>, diretto da <strong>Massimo Popolizio</strong>.</p>



<p>Febbraio prevede due titoli: il primo è <strong><em>La Reginetta di Leenane</em></strong>, commedia di Martin McDonagh. <strong>Ivana Monti </strong>e<strong> Ambra Angiolini</strong>, dirette da <strong>Raphael Tobia Vogel</strong>, rappresentano la relazione irrisolta di una madre e una figlia nel vortice dell’incomprensione. A seguire, la celeberrima commedia americana, <strong><em>Indovina chi viene a cena?</em></strong>, che vedrà <strong>Cesare Bocci </strong>e <strong>Vittoria Belvedere</strong> nei panni che al cinema furono di Spencer Tracy e di Katharine Hepburn.&nbsp;</p>



<p>A marzo si continua con una pièce d’altro tono. <strong><em>Improvvisamente l’estate scorsa</em></strong>, il thriller psicologico di Tennessee Williams sul potere negli affetti familiari nell’America profonda degli anni Venti. I ruoli che furono di Katharine Herbpurn e Liz Taylor vedranno cimentarsi <strong>Laura Marinoni </strong>e<strong> Leda Kreider</strong>. La parte di John Cukrowicz, che fu di Montgomery Clift, vedrà sul palco <strong>Edoardo Ribatto</strong>.</p>



<p><strong>Elisabetta Pozzi</strong>, <strong>Gigio Alberti </strong>e <strong>Giuseppe Sartori </strong>interpreteranno ad aprile <strong><em>The Other Side</em></strong>, potente allegoria sull’assurdità della paura dell’altro e sui muri che ci dividono. A firmare l’opera fu Daniel Dorfman, drammaturgo argentino consigliere culturale di Salvador Allende.</p>



<p><strong><em>Amleto</em> </strong>di Shakespeare, nella proposta del regista <strong>Leonardo Lidi</strong>, chiuderà la Stagione a maggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ambra-Angiolini-foto-Tommaso-Le-Pera-DSC_4718-1024x683.jpg" alt="Ambra Angiolini - foto Tommaso Le Pera DSC_4718" class="wp-image-579303" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ambra-Angiolini-foto-Tommaso-Le-Pera-DSC_4718-1024x683.jpg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ambra-Angiolini-foto-Tommaso-Le-Pera-DSC_4718-300x200.jpg 300w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ambra-Angiolini-foto-Tommaso-Le-Pera-DSC_4718-1536x1024.jpg 1536w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ambra-Angiolini-foto-Tommaso-Le-Pera-DSC_4718-2048x1365.jpg 2048w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ambra-Angiolini-foto-Tommaso-Le-Pera-DSC_4718-630x420.jpg 630w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ambra-Angiolini-foto-Tommaso-Le-Pera-DSC_4718-696x464.jpg 696w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ambra-Angiolini-foto-Tommaso-Le-Pera-DSC_4718-1068x712.jpg 1068w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ambra-Angiolini-foto-Tommaso-Le-Pera-DSC_4718-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ambra Angiolini &#8211; foto Tommaso Le Pera DSC_4718</figcaption></figure>



<p><strong>Altri Percorsi</strong>, invece, è da sempre una finestra aperta sulla ricerca e si basa sul panorama ricchissimo e sfaccettato che è il teatro contemporaneo.</p>



<p>Si inizia a gennaio con <strong><em>L’ombra perduta di Peter Schlemihl</em></strong>, un monologo di <strong>Marco Baliani</strong>, per passare a un universo surreale ispirato a Buster Keaton con <strong><em>Lebensraum</em></strong> (firmato dall’olandese <strong>Jakop Ahlbom</strong> e la presenza dal vivo degli <strong>Alamo Race Track</strong>). Si proseguirà con la compagnia <strong>Sotterraneo</strong> impegnata in <strong><em>Il fuoco era la cura </em></strong>ispirato al romanzo di Ray Bradbury <em>Fahrenheit 451</em>. <strong>Maria Cassi</strong> porterà in città la sua irresistibile comicità, con <strong><em>Recital. I nostri primi 40 anni di teatro comico musicale</em></strong> e avrà al suo fianco <strong>Leonardo Brizzi</strong>.</p>



<p>Poi un tuffo nel passato con <strong><em>Eumenidi</em></strong>,terza parte della trilogia <em>Orestea</em>, che vedrà coinvolto lo stesso gruppo di <em>Supplici </em>di Euripide, visto e applaudito nel 2023: le attrici della compagnia ATIR &#8211; <strong>Francesca Ciocchetti</strong>,<strong> Matilde Facheris</strong>,<strong> Maria Pilar Pérez Aspa</strong>,<strong> Arianna Scommegna</strong>,<strong> Giorgia Senesi</strong>,<strong> Sandra Zoccolan</strong> e<strong> Debora Zuin </strong>– e la regista <strong>Serena Sinigaglia</strong>.</p>



<p>Ultimi due spettacoli saranno <strong><em>L’angelo del focolare </em></strong>di <strong>Emma Dante</strong>, con in palcoscenico <strong>David Leone</strong>,<strong> Giuditta Perriera</strong>,<strong> Ivano Picciallo</strong> e<strong> Leonarda Saffi</strong> e <strong><em>Green Days</em></strong> della compagnia <strong>Campo Teatrale</strong> che, per le sue tematiche ambientali, si ricollega ad altri spettacoli ospitati dalla rassegna in tempi recenti.</p>



<p>Confermato anche i tanto apprezzati momenti di approfondimento e di dialogo tra spettatori e protagonisti in palcoscenico, con gli incontri aperti al pubblico e agli studenti coordinati da Maria Grazia Panigada.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/ILFUOCOERALACURA_ph┬®MasiarPasquali-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-579299" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/ILFUOCOERALACURA_ph┬®MasiarPasquali-1024x683.jpg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/ILFUOCOERALACURA_ph┬®MasiarPasquali-300x200.jpg 300w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/ILFUOCOERALACURA_ph┬®MasiarPasquali-1536x1024.jpg 1536w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/ILFUOCOERALACURA_ph┬®MasiarPasquali-2048x1365.jpg 2048w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/ILFUOCOERALACURA_ph┬®MasiarPasquali-630x420.jpg 630w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/ILFUOCOERALACURA_ph┬®MasiarPasquali-696x464.jpg 696w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/ILFUOCOERALACURA_ph┬®MasiarPasquali-1068x712.jpg 1068w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/ILFUOCOERALACURA_ph┬®MasiarPasquali-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Stagione di Operette e Opera&amp;Concerti</strong></h2>



<p>Ai titoli riportati sopra, si aggiungono altri 11 appuntamenti a completare il ricco cartellone della <strong>Stagione dei Teatri 2026-2027</strong> della Fondazione Teatro Donizetti.</p>



<p>“La Stagione dei Teatri nella sua complessità riflette la varietà e la vastità di orientamenti che perseguiamo con costante impegno”, commenta <strong>Giorgio Berta</strong>, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti. “La Stagione dei Teatri è un’idea&nbsp;al cui interno convivono in perfetta armonia proposte diverse” aggiunge <strong>Massimo Boffelli</strong>, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti. “La Stagione dei Teatri è anche il frutto di sinergie con importanti realtà istituzionali e associative regionali come OperaLombardia, del cui circuito facciamo da sempre parte e di cui ospiteremo due nuove produzioni.”</p>



<p><strong>Opera&amp;Concerti</strong> attraversa generi musicali diversi, in una proposta assolutamente trasversale. Lo si vede anche dal primo appuntamento, a dicembre: <strong><em>Music Passport: il giro del mondo in 80 minuti</em></strong>: un autentico viaggio musicale per attraversare continenti, culture e tradizioni, grazie all’ensemble dell’<strong>Orchestra Filarmonica Italiana</strong>. L<strong>’Ensemble Locatelli</strong> eseguirà, invece, il <strong><em>Messiah</em> </strong>di Georg Friedrich Händel. Le festività di fine 2026 e inizio anno nuovo saranno scandite dal <strong>Concerto di Natale</strong> del coro <strong>I Piccoli Musici</strong> diretto da Mario Mora e dal <strong>Concerto di Capodanno</strong> dell’<strong>Orchestra Filarmonica Italiana.</strong></p>



<p>L’opera tornerà a gennaio con due titoli, coprodotti dai <strong>Teatri di OperaLombardia</strong> con l’<strong>Orchestra I Pomeriggi Musicali</strong>: <strong><em>Turandot</em></strong> di Giacomo Puccini nel nuovo allestimento di Teatri di OperaLombardia<strong> a </strong>firma per regia, scene e costumi di <strong>Nadir Dal Grande</strong> e <strong><em>Un ballo in maschera</em></strong> di Giuseppe Verdi, diretto da <strong>Roberto Catalano</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ensemble-Locatelli-DSC039121-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-579300" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ensemble-Locatelli-DSC039121-1024x683.jpg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ensemble-Locatelli-DSC039121-300x200.jpg 300w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ensemble-Locatelli-DSC039121-1536x1024.jpg 1536w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ensemble-Locatelli-DSC039121-2048x1365.jpg 2048w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ensemble-Locatelli-DSC039121-630x420.jpg 630w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ensemble-Locatelli-DSC039121-696x464.jpg 696w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ensemble-Locatelli-DSC039121-1068x712.jpg 1068w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Ensemble-Locatelli-DSC039121-1920x1280.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La Stagione di Operette mantiene immutato il suo spirito: avvicinare il grande pubblico a un genere considerato “leggero”, ma amato perché accattivante e gioioso.</p>



<p>L’esordio è fissato per dicembre con <strong><em>La danza delle libellule</em></strong>, operetta del 1922 a firma di Carlo Lombardo, presentata dalla <strong>Compagnia Teatro Musica Novecento</strong>. Mentre alla <strong>Compagnia d’Operette Elena D’Angelo</strong> spetterà il compito di proporre, <strong><em>La duchessa di Chicago</em></strong>, operetta di Imre Kàlmàn che abbina il fascino dell’operetta al gusto del musical americano: un vero e proprio musical mitteleuropeo. Infine, a chiudere il ciclo, ad aprile, il sipario si alzerà su <strong><em>Il paese dei campanelli</em></strong>, riproposto dalla <strong>Compagnia Corrado Abbati</strong>.</p>



<p>Per <strong>Opera Family</strong>, sempre ad aprile, andrà in scena <strong><em>Piccolo Orso e la montagna di ghiaccio</em></strong>, racconto del viaggio avventuroso di due orsetti polari in un Artico in crisi a causa del riscaldamento globale con musiche di <strong>Giovanni Sollima</strong> e libretto di <strong>Giancarlo De Cataldo</strong>, per la regia di <strong>Lorenzo Ponte</strong>. L’ultimo dell’anno sarà, infine, nel segno dei Beatles. Andrà in scena <strong><em>Magical Mistery Story</em></strong>, due ore di musica e parole per raccontare la magica, straordinaria storia dei Fab Four con la musica dei <strong>The Beatbox</strong> e il fascino narrativo di <strong>Carlo Massarini</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Beatbox-16-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-579301" srcset="https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Beatbox-16-1024x683.jpg 1024w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Beatbox-16-300x200.jpg 300w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Beatbox-16-1536x1025.jpg 1536w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Beatbox-16-2048x1366.jpg 2048w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Beatbox-16-630x420.jpg 630w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Beatbox-16-696x464.jpg 696w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Beatbox-16-1068x712.jpg 1068w, https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2026/06/Beatbox-16-1920x1281.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>&#8220;Masters Of The Universe&#8221; di Travis Knight</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ilaria Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 05:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Elba Idris]]></category>
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<p><em>Dopo essere stati separati per 15 anni, la Spada del Potere conduce il Principe Adam (Nicholas Galitzine) di nuovo su Eternia, dove scopre la sua casa devastata dal diabolico dominio di Skeletor (Jared Leto). Per salvare la sua famiglia e il suo mondo, Adam deve unire le forze con i suoi alleati più fidati, Teela (Camila Mendes) e Duncan/Man-At-Arms (Idris Elba), e abbracciare il suo vero destino come He-Man — l’uomo più potente dell’universo. </em><br>Travis Knight (<em>Bumblebee</em>) con un budget di 200 milioni di dollari è dietro la macchina da presa dell&#8217;operazione nostalgia-reboot che vuole rilanciare i personaggi creati da Mattel, dopo i cartoni animati (due stagioni dal 1983), un film d&#8217;animazione (Il segreto della spada del 1985), un film (I dominatori dell&#8217;universo con Dolph Lundgren, del 1987).<br>La sceneggiatura di Chris Butler, Aaron Nee, Adam Nee, and Dave Callahamtroppo si sviluppa come epopea fantasy in un tempo troppo lungo (due ore e ventidue minuti)</p>



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<p>Adattare una celebre serie animata in un film cercando di rispettare caratteri e pose, inorgogliendo i fan/bambini cresciuti negli anni 80 e 90, e cercare di acchiappare un pubblico di giovanissimi e farli appassionare ai giocattoli Mattel, non è affar semplice. La vera sfida è fare in modo che il prodotto interessi anche a chi non fa parte di quella schiera di fan. Forse non siamo in grado di rispondere.<br>Infatti il risultato finale risulta maldestro per i tentativi di fare i simpatici a tutti costi, un po&#8217; come quando gli autori dei film DC Comics vogliono fare gli Avengers (e per come è stato ridotto Thor ne avremmo anche da dire e ridire). Così Adam/He-Man è un belloccio più sciocco che impacciato, arrivando anche a infastidire con uno sguardo da pesce lesso. La maggior parte dei combattimenti cerca di rifarsi alle coreografie cartoon della seria, suscitando qualche beato sorriso per la riuscita.<br>Il messaggio &#8220;moraleggiante&#8221; del film è quello di riuscire a bilanciare intelligenza e mascolinità all&#8217;interno del tema eterno lotta tra bene e male. Peccato che ci sia troppo caos. Che il potere di Greyskull faccia ravvedere tutti per un eventuale prossimo sequel.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/I_dominatori_dell%27universo"></a></p>



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