Nel corso di due recenti conferenze stampa la Fondazione Teatro Donizetti, con il Comune di Bergamo, ha annunciato i programmi per le Stagioni 2026-2027.
La Stagione di Prosa e Altri Percorsi
Si inizia con la Stagione di Prosa e Altri Percorsi, articolata su sei mesi e dislocata tra il Teatro Donizetti e il Teatro Sociale. Sette i titoli in programma da otto repliche ciascuno. Il traguardo delle otto repliche si è già testato, con incredibile successo di pubblico, dalla scorsa stagione. Successo sottolineato anche da Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti, che prende spunto dal successo della Stagione appena conclusa: “Non possiamo non partire dai dati della stagione appena conclusa: 51.706 presenze complessive per la Prosa – 5.763 gli abbonamenti – e oltre 7.000 per Altri Percorsi. Sono dati che oggi pochi altri teatri a livello nazionale possono annoverare, anche in città con una popolazione numericamente superiore a quella di Bergamo.”
È, invece, Maria Grazia Panigada, Direttrice Artistica della Stagione di Prosa e Altri Percorsi, a sintetizzare bene il filo conduttore del programma da lei disegnato per il 2026-‘27: “È grande l’emozione di sapere che tante persone vedranno gli spettacoli che ho scelto, con la speranza che possano trovarvi emozione, divertimento, ma anche quelle domande di cui abbiamo bisogno e che il teatro sa ancora porci. Domande di un tempo difficile: guardarci dentro può servire proprio a capire anche il tempo difficile in cui viviamo».
La Stagione di Prosa inizia a dicembre, con Rosencrantz e Guildenstern sono morti, tragicommedia dove a essere protagonisti sono i due personaggi secondari dell’Amleto, amici d’infanzia del principe di Danimarca. Il testo di Tom Stoppard è inscenato da Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli, affiancati da Paolo Sassanelli e altri.
A gennaio, il teatro bergamasco propone Prima del temporale, diario di una vita dedicata all’arte del recitare, con uno dei maestri del teatro italiano: Umberto Orsini, diretto da Massimo Popolizio.
Febbraio prevede due titoli: il primo è La Reginetta di Leenane, commedia di Martin McDonagh. Ivana Monti e Ambra Angiolini, dirette da Raphael Tobia Vogel, rappresentano la relazione irrisolta di una madre e una figlia nel vortice dell’incomprensione. A seguire, la celeberrima commedia americana, Indovina chi viene a cena?, che vedrà Cesare Bocci e Vittoria Belvedere nei panni che al cinema furono di Spencer Tracy e di Katharine Hepburn.
A marzo si continua con una pièce d’altro tono. Improvvisamente l’estate scorsa, il thriller psicologico di Tennessee Williams sul potere negli affetti familiari nell’America profonda degli anni Venti. I ruoli che furono di Katharine Herbpurn e Liz Taylor vedranno cimentarsi Laura Marinoni e Leda Kreider. La parte di John Cukrowicz, che fu di Montgomery Clift, vedrà sul palco Edoardo Ribatto.
Elisabetta Pozzi, Gigio Alberti e Giuseppe Sartori interpreteranno ad aprile The Other Side, potente allegoria sull’assurdità della paura dell’altro e sui muri che ci dividono. A firmare l’opera fu Daniel Dorfman, drammaturgo argentino consigliere culturale di Salvador Allende.
Amleto di Shakespeare, nella proposta del regista Leonardo Lidi, chiuderà la Stagione a maggio.

Altri Percorsi, invece, è da sempre una finestra aperta sulla ricerca e si basa sul panorama ricchissimo e sfaccettato che è il teatro contemporaneo.
Si inizia a gennaio con L’ombra perduta di Peter Schlemihl, un monologo di Marco Baliani, per passare a un universo surreale ispirato a Buster Keaton con Lebensraum (firmato dall’olandese Jakop Ahlbom e la presenza dal vivo degli Alamo Race Track). Si proseguirà con la compagnia Sotterraneo impegnata in Il fuoco era la cura ispirato al romanzo di Ray Bradbury Fahrenheit 451. Maria Cassi porterà in città la sua irresistibile comicità, con Recital. I nostri primi 40 anni di teatro comico musicale e avrà al suo fianco Leonardo Brizzi.
Poi un tuffo nel passato con Eumenidi,terza parte della trilogia Orestea, che vedrà coinvolto lo stesso gruppo di Supplici di Euripide, visto e applaudito nel 2023: le attrici della compagnia ATIR – Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan e Debora Zuin – e la regista Serena Sinigaglia.
Ultimi due spettacoli saranno L’angelo del focolare di Emma Dante, con in palcoscenico David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo e Leonarda Saffi e Green Days della compagnia Campo Teatrale che, per le sue tematiche ambientali, si ricollega ad altri spettacoli ospitati dalla rassegna in tempi recenti.
Confermato anche i tanto apprezzati momenti di approfondimento e di dialogo tra spettatori e protagonisti in palcoscenico, con gli incontri aperti al pubblico e agli studenti coordinati da Maria Grazia Panigada.

La Stagione di Operette e Opera&Concerti
Ai titoli riportati sopra, si aggiungono altri 11 appuntamenti a completare il ricco cartellone della Stagione dei Teatri 2026-2027 della Fondazione Teatro Donizetti.
“La Stagione dei Teatri nella sua complessità riflette la varietà e la vastità di orientamenti che perseguiamo con costante impegno”, commenta Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti. “La Stagione dei Teatri è un’idea al cui interno convivono in perfetta armonia proposte diverse” aggiunge Massimo Boffelli, Direttore Generale della Fondazione Teatro Donizetti. “La Stagione dei Teatri è anche il frutto di sinergie con importanti realtà istituzionali e associative regionali come OperaLombardia, del cui circuito facciamo da sempre parte e di cui ospiteremo due nuove produzioni.”
Opera&Concerti attraversa generi musicali diversi, in una proposta assolutamente trasversale. Lo si vede anche dal primo appuntamento, a dicembre: Music Passport: il giro del mondo in 80 minuti: un autentico viaggio musicale per attraversare continenti, culture e tradizioni, grazie all’ensemble dell’Orchestra Filarmonica Italiana. L’Ensemble Locatelli eseguirà, invece, il Messiah di Georg Friedrich Händel. Le festività di fine 2026 e inizio anno nuovo saranno scandite dal Concerto di Natale del coro I Piccoli Musici diretto da Mario Mora e dal Concerto di Capodanno dell’Orchestra Filarmonica Italiana.
L’opera tornerà a gennaio con due titoli, coprodotti dai Teatri di OperaLombardia con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali: Turandot di Giacomo Puccini nel nuovo allestimento di Teatri di OperaLombardia a firma per regia, scene e costumi di Nadir Dal Grande e Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, diretto da Roberto Catalano.

La Stagione di Operette mantiene immutato il suo spirito: avvicinare il grande pubblico a un genere considerato “leggero”, ma amato perché accattivante e gioioso.
L’esordio è fissato per dicembre con La danza delle libellule, operetta del 1922 a firma di Carlo Lombardo, presentata dalla Compagnia Teatro Musica Novecento. Mentre alla Compagnia d’Operette Elena D’Angelo spetterà il compito di proporre, La duchessa di Chicago, operetta di Imre Kàlmàn che abbina il fascino dell’operetta al gusto del musical americano: un vero e proprio musical mitteleuropeo. Infine, a chiudere il ciclo, ad aprile, il sipario si alzerà su Il paese dei campanelli, riproposto dalla Compagnia Corrado Abbati.
Per Opera Family, sempre ad aprile, andrà in scena Piccolo Orso e la montagna di ghiaccio, racconto del viaggio avventuroso di due orsetti polari in un Artico in crisi a causa del riscaldamento globale con musiche di Giovanni Sollima e libretto di Giancarlo De Cataldo, per la regia di Lorenzo Ponte. L’ultimo dell’anno sarà, infine, nel segno dei Beatles. Andrà in scena Magical Mistery Story, due ore di musica e parole per raccontare la magica, straordinaria storia dei Fab Four con la musica dei The Beatbox e il fascino narrativo di Carlo Massarini.






















