Ispirato al testo teatrale (2003) Il metodo Gronholm dell’autore catalano Jordi Galcerán (che ha fatto il suo debutto nei teatri italiani nel 2007 con la traduzione di Enrico Ianniello), adattato per il grande schermo dal regista Giorgio Pasotti insieme a Federico Baccomo, Sotto a Chi Tocca racconta la crudele sfida cui sono sottoposti 6 candidati per ottenere un prestigioso lavoro.
Fernando (Giorgio Pasotti), Daniela (Giovanna Mezzogiorno), Enrico (Stefano Fresi), Carlo (Rocco Papaleo), Giulio (Giacomo Giorgio) e Franca (Linda Messerklinger) a sorpresa si trovano ad affrontare un colloquio di gruppo per un posto dirigenziale in una famosa multinazionale. Scopriranno che dovranno eliminarsi a vicenda attraverso giochi e prove più sadici che psicologici, dove le debolezze non riescono a restare nascoste e vengono attaccate senza pietà.

Giorgio Pasotti si dimostra una volta di più un artista coraggioso e interessante nella sua creatività o ricerca di storie con riflessioni originali e con un linguaggio decontratto. Dopo Io Arlecchino (2015) e Abbi Fede (2020), per la sua terza regia sceglie un testo non facile incentrato sul mondo del lavoro, su cosa si è disposti a fare e soprattutto dire per ottenere un impiego a discapito degli altri candidati.
Dalla sua parte Pasotti ha un cast (senza togliere nulla agli altri, dove svetta Rocco Papaleo) che conferisce ai personaggi un profilo concreto, tanto diretto da arrivare subito allo spettatore.
La sceneggiatura precisa e asciutta, che non vuole intaccare l’intesità teatrale della crudeltà umana del testo, si mantiene su toni drammatici, acuti e sarcastici, ma non riesce ad avere, quello che ci saremmo aspettati, l’irriverenza graffiante della satira.
Sotto a Chi Tocca, distribuito da Adler Entertainment, è un film apprezzabile per la sua descrizione misurata e inquietante delle personalità umane, dei confini che queste sono disposte a scavalcare per vincere.