La decima edizione della Venice Glass Week, conclusasi domenica 20 settembre, ha registrato un grande successo di pubblico, sia internazionale che locale, per questa settimana di celebrazione del vetro. Gli eventi (mostre, laboratori, dimostrazioni e conferenze…) si sono svolti nell’isola di Murano (cuore della produzione del famoso vetro), nel centro storico di Venezia e in parte anche a Mestre.

Tra i vincitori di questa edizione vi sono Tanja Pak, che con il progetto Shape of Silence – installato nello spazio SPARC fino al 2 ottobre e curato da Francesca Giubilei – si aggiudica il Premio Fondazione di Venezia. L’artista presenta la fragile realtà dell’ambiente dei Poli attraverso uno dei materiali più delicati, le creazioni in vetro nate nel calore della fornace danno forma ad un dialogo sorprendente tra uomo e natura.
Menzione per Simone Crestani, la cui installazione poetica ha raccolto molti consensi, il tavolo imbandito di Time Consumed in mostra a Palazzo Contarini Polignac rappresenta il trascorrere del tempo in una cristallina vanitas di fiori, insetti e oggetti di servizio.




Menzione anche per Perle di Luce di Mattia Gaido e Rifiorire in Laguna di Holly Parr e Marisa Convento, organizzati con il Comitato per la Salvaguardia dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane; e a Glass Bridge. From Murano to the World: Glass as an Act of Cooperation, organizzato da Emmanuel Babled, Kukua e Shanga.

Il Premio Arteria per The Venice Glass Week HUB è stato assegnato a Marzena Krzeminska per la sua opera Emotion esposta nella sede di Generali in Campo Santo Stefano, menzione della giuria per l’opera Oblivion di Eva Koha. Il Premio The Studio – Corning Museum of Glass per The Venice Glass Week HUB Under35 è stato assegnato a Boldizsár Lukácsi per la sua ipnotica e precisa opera Crystal Charge.




Medaglia d’Oro al Valore del Vetro per Dale Chihuly e Lino Tagliapietra, due maestri riconosciuti, a loro volta legati tra loro dal rapporto allievo e maestro. Chihuly è presente in laguna dall’inaugurazione di Biennale Arte con una triplice installazione monumentale lungo il Canal Grande e con una più intima ma preziosa esposizione presso Palazzo Loredan (fino al 14 novembre). Il maestro Tagliapietra espone invece a Murano le sue creazioni, opere in vetro leggiadre e incantate, che si possono ammirare su appuntamento nel suo studio fino al 31 ottobre.



La mostra collettiva della Glass Week si è svolta in due diverse sedi, la prima “Venice Glass Week Hub” a Palazzo Morosini in Campo Santo Stefano, mentre la seconda “Hub Under35” nella sede di Piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa. È proprio in quest’ultimo spazio che abbiamo notato le proposte più interessanti poiché i giovani artisti sono più propensi a sperimentare liberamente con il vetro, unendo materiali diversi tra loro e senza perdere di vista le tematiche più attuali. Nell’Hub in Campo Santo Stefano, invece, vi è una linea più tradizionale, con un’attenzione alla riscoperta di tecniche antiche; qui sono i pezzi apparentemente più semplici ad acquistare un valore poetico.

Infine, sguardi all’insù per “Murano illumina il mondo”, una sfilata di lampadari che accompagnano i visitatori lungo le Procuratie Vecchie a San Marco, opere nate dalla collaborazione tra diverse fornaci e artisti: da Chiara Dynys a Arthur Duff, da Wave Murano Glass a Norman Foster Foundation, da Simone Cenedese all‘Istituto Abate Zanetti.







