venerdì, Ottobre 9, 2026
Home News Teatro Il viaggio di Mattia Berto e del Teatro di Cittadinanza: dalla Sardegna...

Il viaggio di Mattia Berto e del Teatro di Cittadinanza: dalla Sardegna di Lucidosottile al grande ritorno a Venezia.

Mattia Berto si conferma una delle figure più dinamiche, poliedriche e innovative del panorama teatrale italiano contemporaneo.
Regista, performer, direttore artistico e ideatore di un teatro diffuso e sociale, Berto ha saputo scardinare i canoni della rappresentazione tradizionale per trasformare l’atto scenico in una profonda esperienza di comunità, capace di superare la quarta parete e contaminare mercati, botteghe, calli, musei e gli spazi tutti delle città.
​L’affermazione artistica di Berto ha trovato uno dei suoi momenti di maggior risonanza nel fortunato connubio con la Sardegna e con la compagnia e centro di produzione Lucidosottile, guidata dal duo composto da Tiziana Troja e Michela Sale Musio.
In terra sarda, Berto ha portato una ventata di freschezza, dissacrazione e ricerca performativa, partecipando a residenze artistiche e spettacoli ad alto impatto emotivo che hanno conquistato a pieni voti critica e pubblico.
La collaborazione con Lucidosottile ha consolidato la sua capacità di dialogare con linguaggi contaminati e identità territoriali diverse, confermandolo come una mente visionaria del teatro di ricerca nazionale.
​Forte di questo straordinario successo, Mattia Berto è rientrato a Venezia portando con sé la maturità del suo Teatro di Cittadinanza, una pratica ormai riconosciuta e centrale nel suo lavoro, pensata per trasformare i cittadini e i luoghi della quotidianità nei reali protagonisti del racconto urbano.
​Il fulcro di questo ritornare in Laguna si dipana tra spazi accademici, istituzioni teatrali e case della memoria storica.
​La ripartenza veneziana vede anzitutto la stretta sinergia con l’Università Ca’ Foscari Venezia, ateneo in cui Berto si è laureato e con il quale mantiene un fecondo dialogo creativo.
È qui che prende forma Magnolia, un intimo e potente percorso laboratoriale del Teatro di Cittadinanza firmato insieme a Selene Gandini e Roberto Piffer.
Deduce il suo nome dal senso di memoria, forza e resilienza insito in questo fiore e si concentra su un viaggio teatrale nel femminile intergenerazionale, coinvolgendo giovani studentesse ed esplorando l’eredità spirituale, emotiva e sociale trasmessa da madri, nonne e donne che le hanno precedute.
Con Magnolia, Ca’ Foscari e l’Auditorium Santa Margherita diventano luoghi di esplorazione identitaria e di ponte tra la comunità universitaria e la città.
​Al contempo, il percorso cittadino di Berto fa tappa nuovamente nello storico Teatro Carlo Goldoni, in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, con la produzione In transito. La città che si muove, la comunità che si racconta.
In questa esperienza, Berto legge Venezia come una realtà intrinsecamente costruita sul movimento, sospesa tra partenze, approdi e continui ritorni.
In transito trasforma il Goldoni in un cantiere vivente dove persone di ogni età e provenienza mettono in comune ricordi, visioni e fragilità, restituendo al palco il suo valore di specchio della comunità locale di fronte alle trasformazioni della modernità.
​Infine, la ricerca drammaturgica trova una dimensione ancora più densa e carica di valore simbolico al Museo Casa di Carlo Goldoni, parte della rete della Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE). Qui prende vita Principio attivo, un laboratorio che raccoglie e sviluppa l’eredità del precedente capitolo Casa Comune.
Se Casa Comune metteva al centro il tema dell’abitare lo spazio urbano e il teatro, Principio attivo indaga ciò che genera benessere e reazione viva all’interno dell’essere umano e della collettività. Trasformando le stanze natie del drammaturgo veneziano da fredda dimora espositiva a reattore chimico ed emotivo, Mattia Berto stimola i partecipanti a rintracciare il proprio “principio attivo” personale, facendo reagire la tradizione goldoniana con i desideri e i linguaggi del presente.
​Dall’energia irriverente condivisa in Sardegna con Lucidosottile all’indagine identitaria di Magnolia a Ca’ Foscari, fino alle collaborazioni consolidate al Teatro Goldoni e alla Casa Museo, Mattia Berto si riafferma come una figura fondamentale del teatro italiano: un artista capace di restituire alla scena la sua funzione primaria di rito relazionale, presidio civile e scoperta dell’umano.

In foto: Mattia Berto con Tiziana Troja, Michela Sale Musio e Roberto Piffer a Cagliari. Autore Elena Santucci