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Concorso "IO NON SONO QUI" di Todd HaynesDylan moltiplicato per seidi Matteo Signa "I’m not there" è l’unico film su Bob Dylan ad aver avuto l’approvazione del noto folk singer.
Il regista americano Todd Haynes si serve di una struttura completamente aperta per dipingere la contraddittoria figura di Bob Dylan. Il poeta-musicante assume sei differenti maschere ognuna delle quali viene dipinta con uno stile diverso. Le sei raffigurazioni rappresentano un aspetto diverso della vita e della sua musica. I sei percorsi, intrecciandosi in vario modo, si sviluppano separatamente e riflettono i vari cambiamenti e le molte facce della vita di uno dei cantautori più influenti del ’900. Le vicende narrate si svolgono per lo più negli anni ’60 e ’70. Spesso il regista ce lo ricorda utilizzando immagini di repertorio che fanno da sfondo al tutto: la guerra del Vietnam, i movimenti per i diritti civili, la figura incombente di Nixon. Materiale d’archivio viene utilizzato non solo per contestualizzare la trama ma anche per completare un’affermazione fatta o evocare una personale suggestione. Le storie avvengono, inoltre, sia in mondi reali che immaginari e continuamente vengono inframmezzate da allucinazioni, sequenze oniriche, notiziari o voci fuori campo. L’invito di Haynes è quello di farsi guidare (o meglio trascinare) dal film verso qualche parte senza capire nei dettagli i contenuti della pellicola. Inutile cercare di inseguire un particolare significato o costruire soffocanti tautologie. Dylan riesce sempre a essere più veloce dello spettatore creando un disagio emotivo e visivo difficilmente solvibile. Continuamente in divenire, il film sembra non accettare alcuna riduzione e fugge qualsiasi tentativo di concentrare la vita di un essere umano in una sola nota. Il risultato è sorprendente. Sia le persone che non lo conoscono che gli estimatori più accaniti riusciranno a fare un’esperienza di vita attraverso gli occhi di Dylan. Haynes si allontana dalla filosofia delle "biopic" ma sottintende un lavoro di documentazione estremamente accurato. Prima della lavorazione del film, il regista ha infatti letto tutte le biografie pubblicate su Dylan ma non ha voluto realizzare vere e proprie interviste. La scelta di titolare l’opera con una delle canzoni più misteriose e poco conosciute del repertorio di Dylan non è casuale. Il motivo rientra in una delle fasi più oscure e problematiche della sua carriera. Il cantante la compone in un anno, il 1967, in cui la voglia di sparire e reinventarsi era diventata prioritaria. Ritirarsi dal mondo moderno significava fuggire da ogni tentativo di rinchiuderlo in un’immagine riduttiva e claustrofobica. La scelta delle canzoni non è stata fatta rispettando i gusti personali del regista ma ha seguito una logica strettamente drammaturgica. Abbinando i grandi capolavori a canzoni meno popolari, ogni traccia sonora accompagna il narrato con una funzione di supporto o di pura evocazione. Titolo originale: I’m not there Nazione: U.S.A. Anno: 2006 Genere: Drammatico Durata: 135’ Regia: Todd Haynes Sito italiano: www.bimfilm.com/iononsonoqui Cast: Christian Bale, Cate Blanchett, Adrien Brody, Richard Gere, Julianne Moore, Michelle Williams Produzione: Killer Films, John Wells Productions, John Goldwyn Productions, Endgame Entertainment, Film & Entertainment VIP Medienfonds 4 GmbH & Co. KG, Wells Productions Distribuzione: BIM Data di uscita: Venezia 2007 07 Settembre 2007 (cinema)
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