sabato, Agosto 15, 2026
Home Cinema Film “BANGBANG WO AISHEN (HELP ME EROS)” DI LEE KANG SHENG

“BANGBANG WO AISHEN (HELP ME EROS)” DI LEE KANG SHENG

La solitudine

Concorso
Ah Jie ha visto i suoi risparmi sfumare per una sfortunata congiunzione di mercato e per speculazioni troppo rischiose, la casa e la sua macchina venire pignorate e la sua ragazza lasciarlo senza troppi preamboli. Tutto questo farebbe vacillare anche una persona solida, caratteristica che per altro non si addice al protagonista.

Il giovane si ritrova quindi a passare le sue giornate fumando marijuana e coltivando amorevolmente le piantine di cannabis che nasconde nell’armadio (addirittura per ossidarle alita finchè ha fiato e narra alle piantine interi tratti della Bibbia). L’unico rimanente appiglio con la realtà è una centralista di un numero verde che aiuta gli aspiranti suicidi. Ah Jie riversa in Chyi, questo il nome della ragazza, tutte le speranze e le belle qualità che non riesce più a vedere nel mondo che lo circonda. Quando Chyi si rifiuterà di incontrarlo, il nostro troverà conforto in Shin, commessa di una bancarella, e la trasporterà nel suo mondo distorto fatto di marjiuana e sesso.

Lee Kang Sheng, il conclamato attore feticcio del regista taiwanese Tsai Ming Liang, approda nel concorso ufficiale della 64° Mostra del Cinema di Venezia con questo suo secondo lavoro (il primo, Bujian, nel 2003 vinse premi a Pusan e Rotterdam). E si presenta per la prima volta sulla ribalta di uno dei festival del cinema più rinomati al mondo con una pellicola che risente certamente dell’influsso dei registi con cui lavora come attore da ormai più di dieci anni. Oltre ad Ann Hui e Lin Cheng Sheng, il più importante e il più saccheggiato è proprio il già citato Tsai Ming Liang. Per stessa ammissione del giovane regista semiesordiente, i primi due opus della sua nascente carriera raccontano storie altamente autobiografiche, mostrate con lo stile proprio del regista in concorso a Venezia l’anno passato con lo splendido I don’t want to sleep alone.

In questo caso Lee Kang Sheng racconta gli anni appena successivi ai suoi primi successi come attore; anni in cui perse tutti i soldi in circostanze sfortunate e meditò il suicidio. Inutile nascondere come questo film si ponga come obiettivo anche quello di mostrare gli effetti che certe scelte sociali di Taiwan e della Cina stanno causando ai cittadini. In questo si può riscontrare una differenza rispetto al maestro Tsai Ming Liang, che da sempre rifugge la politica, preferendo la poesia.

Il tema principale si snoda da queste concause sociali ed economiche; si vuole seguire la discesa agli inferi di quest’uomo abbandonatosi a se stesso, che trova nel sesso praticato in modo spiccio e animalesco e nella droga gli unici stimoli per proseguire in un’esistenza che ritiene inutile. Come una calamita, egli attira intorno a sè persone che come lui non hanno un ruolo, non sono realizzate e sono inesorabilmente sole. A livello registico i legami, o per meglio dire i debiti consapevoli con Tsai Ming Liang, sono notevoli; sorprendentemente sul piano prettamente estetico Kang Sheng non sfigura. Purtroppo perde terreno nella costruzione narrativa (partita da una sceneggiatura scritta dallo stesso regista), non riuscendo mai a imporre un ritmo vero e proprio. Questa mancanza va sicuramente a intaccare la fruibilità e la qualità del film, che in ogni caso resta buono, per quanto straziante e a momenti volutamente squallido per aumentare l’immedesimazione del pubblico in Ah Jie.

Titolo originale: Bangbang wo aishen
Nazione: Taiwan
Anno: 2007
Genere:

Durata: 107′
Regia: Lee Kang-sheng
Sito ufficiale:
Cast: Lee Kang Sheng, Yin Shin
Produzione:

Distribuzione:

Data di uscita: Venezia 2007