“Scossa” di Gregoretti, Lizzani, Maselli, Russo

La "scossa" che non c'è

Venezia 68. Fuori Concorso
Quattro grandi autori del cinema italiano, Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Citto Maselli, e Nino Russo, con quattro cortometraggi per raccontare il grande terremoto che colpì Messina e Reggio Calabria, le città dello Stretto, nel 1908.

L’intento, a onor del vero, è meritevole: il confronto e il richiamo all’Italia di oggi è evidente, così come evidente è il tentativo di mostrare l’incredibile (e raccapricciante) similitudine fra tragedie occorse a un secolo di distanza. Se le intenzioni sono buone, però, non si può dire altrettanto del risultato. La totale autonomia dei quattro registi ha fatto sì che i quattro spezzoni non fossero collegati da alcuna coerenza interna, limitandosi a coesistere in un grosso contenitore e portando così a un prodotto molto eterogeneo.

Quanto il primo episodio, Speranza di Lizzani, è teatrale, tanto il secondo, Lungo le rive della morte di Gregoretti, è documentaristico; quanto Sciacalli di Maselli suona finto, pur nella sua veridicità storica, tanto Sembra un secolo di Russo è realistico pur nella sua palese invenzione. Ci si trova, quindi, di fronte a episodi accomunati solo dalla totale anonimità dei personaggi protagonisti: il terremoto vissuto dalla gente comune, quella che non ha risorse, né ha amici potenti cui chiedere aiuto. Come già detto, se l’idea di fondo è valida, la realizzazione lascia però spesso a desiderare: nell’impossibilità, per ovvi motivi (economici), di creare scenari apocalittici, per rendere il terremoto in Speranza si ricorre ad effetti speciali piuttosto blandi e inefficaci, che, uniti all’interpretazione di Lucia Sardo (sopra le righe fin quasi alla caricatura nel suo personaggio di una madre intrappolata sotto le macerie) rendono l’episodio un lungo spezzone che sarebbe apprezzabile in un teatro ma che nulla ha di cinematografico. Lo stesso dicasi per Sciacalli, il dramma di un evaso interpretato da Ranieri, fucilato dai russi perché scambiato per un ladro mentre scava tra le macerie per ritrovare la moglie.

Paradossalmente, è più efficace la scelta di Gregoretti che, nel tentativo di riportare in vita le parole di un reportage del piemontese Giovanni Cena, utilizza immagini d’epoca su schermo verde, in un bianco e nero che contribuisce a rendere la disperazione che aleggia nei luoghi distrutti. Sempre in bianco e nero gira Russo, il cui episodio, probabilmente il migliore tra i quattro, narra dell’improbabile storia di Turi (l’ottimo Gianfranco Quero), nato nel 1845 e ancora vivo nel 2008: si rifiuta di morire finché non gli verrà data la casa che gli è stata promessa dopo il terremoto. I Potenti al governo si avvicendano, così anche le loro promesse, e tutto quello che Turi può fare è aspettare, assistendo disilluso alle innumerevoli parate per vittorie reali o presunte, compresa, ovviamente, quella dei Mondiali di Calcio.

P.S.
Titolo originale: Scossa
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata: 95’
Regia: Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Citto Maselli, Nino Russo
Cast: Lucia Sardo, Gioacchino Cappelli, Paolo Briguglia, Massimo Ranieri, Amanda Sandrelli, Gianfranco Quero
Produzione: Paco Cinematografica
Data di uscita: Venezia 2011