Venezia68. Giornate degli autori
Viaggio nella vendetta di una madre sconvolta dall’omicidio della sua famiglia.
Dal Canada alla Bolivia in cerca di un pareggio di conti.
Al suo secondo lungometraggio, e dopo alcune sceneggiature, Santiago Amigorena mette insieme le parti opposte di un continente. Dal Canada al confine tra Bolivia e Argentina, per raccontare una storia dolorosa e cruda sul senso di vendetta e sulla ultima possibile redenzione. Una moglie, poliziotta nel distretto di Toronto, vede la sua vita crollare dopo una raffica di mitra in piena notte che le porta via figlio e marito pronti per una partita. Esamina più e più volte il filmato dove si vede un enorme suv nero accanirsi contro la piccola station wagon scassata di una tipica famiglia felice.
Lo guarda e lo riguarda, in mezzo alla neve e non trovandoci nessuna ragione. Come di solito si dice, brancola nel buio più totale. Fino a fare le telefonate giuste, fino a inserire nel computer il nome di un certo Pablito. Sbandato, senza codice criminale, un randagio che non pensa e che non sa. Non sa che la donna inizierà una caccia all’uomo solitaria e polverosa. Lasciandosi dietro un bel po’ di proiettili.
Non basta un deserto e una vendetta per fare un western, ovvio, ma qui ci sono i silenzi e i codici giusti. Il rito del pareggiamento dei conti e della discesa in ambienti estranei per farsi una ragione, nemmeno per trovarla. Punteggiata da una solida colonna sonora, sulle espressioni livide e sui comportamenti tosti della protagonista (Marie-Josée Croze vista già in Le invasioni barbariche), Another Silence sarebbe stato bene anche nella competizione ufficiale.
Titolo originale: Another Silence
Nazione: Francia, Canada, Argentina, Brasile
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata: 90′
Regia: Santiago Amigorena
Cast: Marie-Josée Croze, Luis Ziembrowski, Ignacio Rogers
Produzione: Gloria Films
Data di uscita: Venezia 2011 (cinema)






