E’ appena uscita dalla anconetana PeQuod, casa editrice attenta ai nuovi autori, il thriller “Io aspetto nel buio” di Massimo Pallottino, autore lucano e redattore della rivista letteraria “Origine” di Roma, città dove vive e lavora.
Lo abbiamo incontrato nella sua casa di Rionero in Vulture (Pz) per una intervista sul suo primo lavoro, che è da qualche settimana nelle librerie italiane, e a settembre sarà presente al Festival Letteratura di Mantova.
Da dove nasce dunque questa passione ed in particolare per il thriller?
“Nasce dalle letture di autori come Chandler, Hammet, Spillane che mi hanno da sempre accompagnato senza mai abbandonarmi del tutto. Per me la letteratura dell’hard-boiled, tenuta a battesimo nelle riviste pulp americane negli anni ’30 e ’40, ha sempre su di me esercitato un enorme fascino, e penso che sia proprio in questo che possano rinvenirsi le tracce inconsce di questo mio primo lavoro”.
Cosa pensi del momento particolarmente felice che sta attraversando il giallo anche in Italia? “Penso che questo sia il momento dell’autentico riscatto del genere giallo, ingiustamente relegato per anni a letteratura inferiore. E che in questa fase storica, lacerata da grosse contraddizioni sociali, sia quello che le rispecchi al meglio; ragion per cui i romanzi de De Cataldo o di Lucarelli o di Faletti arrivano a riscuotere vendite anche più cospicue di autori maggiormente considerati dalla critica.”
Entrando nel vivo del romanzo che, a mio avviso, scorre in una fluida narrazione, sembra che la figura del serial-killer rimanga un po’ sullo sfondo della storia. Non ti pare? “Sì, è proprio così. Il serial-killer è solo un espediente narrativo, da cui ho preso spunto per raccontare altro. Nel romanzo, e questo non sullo sfondo, affiora il tema dell’infelicità umana, e l’illusoria risposta che a questa ha tentato di dare una letteratura new-age. Non a caso viene citato il nome di Hubbard. La serie di efferati delitti e tutto il contesto che li circonda rientrano poi in una classica trama noir.”
Ma perché è sempre in estate che si verificano i delitti più atroci di cui la cronaca quotidianamente ci porta a conoscenza? “I meccanismi che portano alla esplosione di tragedie restano tra i più imperscrutabili dell’animo. Ma più di me potrebbe dare una risposta un criminologo; comunque rimangono argomenti che impressionano molto l’immaginario collettivo. Come a dire che l’eroe negativo non passa mai di moda”.






