venerdì, Ottobre 16, 2026
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“We want sex” di Nagel Cole

Memoria di lotta in forma di commedia

Fa caldo, quell’estate del ‘68, a Dagenham (Inghilterra). Le addette alla cucitura delle fodere per le automobili Ford, si sbottonano le camicette e restano in reggiseno, corazze appuntite, ad assemblare ritagli di finta pelle in un ambiente fatiscente dove ombrelli sospesi proteggono macchine e lavoro dalla pioggia che cola dai lucernari. La paga è inferiore a quello degli uomini e, come ultima provocazione, anche la retrocessione ad operaie non qualificate. 187, sono, e tutte incrociano le braccia: rivendicando riconoscimento e parità salariale. A sostenerle è un delegato sindacale, Bernie Passingdon.

“Niente sedili oggi Signor Ford”. Il lavoro delle donne vale meno e quindi è meno importante, ma senza le fodere cucite, in poco tempo si blocca la produzione degli altri reparti e la scelta di un pugno di donne ricade, con sorpresa, su tutti. Viene meno la simpatia dei compagni di lavoro (55mila nelle fabbriche Ford della zona), perché la paralisi produttiva provoca come conseguenza i licenziamenti; ma costringe anche una direzione inizialmente minacciosa e una dirigenza sindacale machista a trovare un accordo: le cucitrici di Dagenham ottengono il riconoscimento di “specializzate” e una condizione salariale prossima a quella degli uomini. E’ la prima tappa di una lotta che porterà nel 1970 alla legge che sancirà la parità salariale in Inghilterra, legge ottenuta anche grazie all’apporto della deputata Barbara Castle.

Nigel Cole (L’erba di Grace e Calendar Girls), volge la cronaca di una lotta dimenticata in forma di commedia brillante, con qualche risvolto amaro un po’ scontato. Sviluppa un nucleo corale il cui contenitore è la fabbrica (certamente la parte più riuscita) per poi innestare le vicende personali di Rita, Connie, Sandra e le altre (Sally Hawkins, Geraldine James e Jaime Winstone): la giovane madre di famiglia che si sorprende attivista, l’anziana operaia un po’ più politicizzata delle altre che rinuncia ad essere in prima fila per dedicarsi al marito malato e la bionda bellezza beat, più emancipata delle altre, che sogna un’altra vita e il riscatto sociale. Tra i maschi “buoni” figurano Bob Hopkins nella parte di Albert, un anziano sindacalista che appoggia le donne, e Daniel Mays, il marito di Rita, che con qualche inciampo impara a fare il mammo, lasciando che la moglie si illumini nella battaglia. In un’alternanza di lotta e quotidiano, con una facile contrapposizione di genere, Cole procede con la sua briosa commedia allo scopo di restituire la sorprendente vitalità e la forte solidarietà che caratterizzarono il gruppo delle 187 cucitrici della Ford.

Look anni ’60 e un vestito rosso di Biba (icona fashion dell’epoca), perché naturalmente l’abbigliamento è tra le donne un argomento democratico che consente una conversazione complice tra le classi, alle operaie di Dagenham si affiancano la colta e giovane moglie del dirigente Ford (Rosamund Pike), e la deputata Barbara Castle (Miranda Richardson): un personaggio di fiction e uno reale che intravvedono nella lotta dal basso delle operaie la possibilità di un riscatto per tutte; ma le difficoltà conseguenti al blocco della produzione restano sfumate: si limitano ad un battibecco tra coniugi e ad un frigorifero che viene ritirato perché non ci sono più i soldi per pagare le rate.
Una cronaca dimenticata, restituita in forma brillante, ma se questo può rispolverare un afflato di lotta, seppur un po’ fiabesco, perché no. Vicino a Rapunzel e abbastanza lontano da Ken Loach.

Titolo originale: We Want Sex
Nazione: Regno Unito
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 113′
Regia: Nigel Cole
Sito ufficiale: www.paramountpicturesintl.com/…
Cast: Sally Hawkins, Bob Hoskins, Miranda Richardson, Geraldine James, Rosamund Pike, Andrea Riseborough, Daniel Mays
Produzione: Number 9 Films
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: Roma 2010
03 Dicembre 2010 (cinema)