Fernardo Guzzoni scrive e dirige una storia basata sul caso Spiniak (dal nome dell’uomo d’affari Claudio Spiniak, nonché imputato principale di un’indagine) un evento giudiziario che ha scosso il Cile nel 2003. È impresa ardua trovare fonti italiane riguardanti quella cronaca che ha visto vertici del Senato cileno accusati di pedofilia, prostituzione, produzione di materiale pedopornografico. Un caso tra i più turbolenti e contorti per la storia giuridica, politica e giornalistica del Cile negli ultimi quindici anni.

La 18enne Blanquita (Laura López) vive in una casa famiglia gestita da padre Manuel (Alejandro Goic). Con il supporto di quest’ultimo, Blanca decide di denunciare alcuni politici molto potenti per aver abusato sessualmente di lei e di altri minori. La giovane diventa così il testimone chiave di un processo che non fa sconti a nessuno, vittime e carnefici. Con l’avanzare delle indagini, i pericoli e le minacce aumentano per lei e anche Manuel. Ma iniziano ad apparire anche le prime ombre su Blanca.

Guzzoni, dopo un lavoro di indagine durato un anno, mette in scena un dramma su sfondo thriller. Efficace nella prima metà, inchioda lo spettatore senza risparmargli nulla. Più nodoso e melodrammatico nella seconda metà, perde quel senso di realismo che così bene aveva funzionato, anche grazie agli attori (Lopez in testa), all’inizio.

“In questa storia drammatica – racconta il regista – c’è un personaggio che mi ha affascinato più di tutti: Gema Bueno, ‘la testimone chiave’, ‘la minorenne’, ‘Gema Malo’. Una ragazza di vent’anni che spaccò l’opinione pubblica, tenendo in sospeso la nazione per nove mesi. Finì in carcere, ma la società ne uscì divisa. La storia si ispira a quegli eventi, ma l’ho trasformata in un melodramma con al centro l’importante ruolo dei media nel ritrarre la tragedia delle vittime, degli omicidi e dell’abuso di minorenni da parte di uomini potenti.Blanquita è un’inchiesta sulla verità, l’inganno, l’etica e l’interpretazione della verità. Parla soprattutto della doppia vita di una ragazza o, piuttosto, di una ragazza che viene spinta ai limiti dall’assenza di opportunità e dalla delusione nei confronti delle istituzioni che avevano promesso di proteggerla. La ragazza cerca di vendicarsi di quella classe, testimoniando contro i potenti. Intendevo presentare, senza giudicare, un personaggio che affronta lo scetticismo di alcuni e la cieca devozione di altri. Una storia che parla di qualcuno che dice la verità o forse adatta le proprie emozioni per sopravvivere, per piacere, per amore, mossa dalla necessità o dal narcisismo.”

Blanca nel suo essere e rivelarsi un’antieorina diventa così voce di tutti i minori e di tutte le donne invisibili che non hanno voce all’interno di una società diseguale.
Non è un film perfetto, ma una volta che lo spettatore si districa e coglie il messaggio del regista, Blanquita riesce a rivelarsi intenso e potente.