Carol Danvers è una supereroina dell’universo Marvel dal 1968, ma ha assunto il nome di Captain Marvel solo nel 2012; prima di allora, era conosciuta con vari nomi: la signora Marvel, Binary e Warbird, o semplicemente Carol Danvers, poiché ricominciava e rimontava sotto il disegno di diverso autori. A complicare le cose c’era il fatto che c’erano più altri eroi che usavano l’identità di Capitan Marvel, cosa che invece non capita nel mondo Disney Marvel al cinema, dove di Capitan Marvel ce n’è una sola e ha il volto di Brie Larson.

Ambientato negli anni ‘90 (e chi era già nato si crogiolerà in una nostalgia esaltante: questo è il primo film dell’Universo Cinematografico Marvel a essere ambientato in quest’epoca pre-Avengers, con i telefoni a gettoni, i negozi di videonoleggio, i cercapersona, gli internet cafè e i computer che impiegavano i loro minuti a caricare; e fumettisticamente parlando lo SHIELD è solo una task force in erba e gli Avengers sono un qualcosa di non ancora definito, vago nella mente Nick Fury, interpretato da Samuel L. Jackson, digitalmente ringiovanito), Captain Marvel mette da parte lo schema tradizionale delle origin story e presenta al pubblico Carol Danvers già in possesso dei propri superpoteri.
Dopo “aver abbandonato” la propria vita sulla Terra, Carol si unisce alla Starforce, il reparto d’elite intergalattico dei Kree, guidato dall’enigmatico comandante Yon-Rogg. Ma una volta terminato l’addestramento ed essere divenuta un importante membro della Starforce, si ritrova nuovamente sulla Terra con nuove domande sul proprio passato.

Qui, attira presto l’attenzione di Nick Fury e i due dovranno lavorare insieme per sconfiggere un nemico formidabile, gli Skrull — i famigerati cattivi Marvel resi ancora più pericolosi dalle loro abilità di mutaforma— e il loro leader Talos, che sta guidando l’invasione della Terra.

A dirigere l’avventura di questa eroina ci sono due registi fuori dagli schemi, che si sono fatti notare nel cinema indie, Anna Boden (prima donna a dirigere un film Marvel) e Ryan Fleck. Ma è la storia di Nicole Perlman & Meg LeFauve e Anna Boden, Ryan Fleck, Geneva Robertson-Dworet, sceneggiata dalla Boden, da Fleck e Robertson-Dworet a fare la differenza. Hanno studiato e anche tanto i dettagli, le storie che la Disney ha progettato su Marvel nel corso di questi anni al cinema.
Il risultato – noi ci siamo divertiti – è un lavoro a incastro con gli altri film usciti finora, saga degli Avengers compresa; un prequel che, con disinvoltura, presenta una serie originale e squisita di antefatti. Gli sceneggiatori e registi, lontani dal loro territorio di storie famigliari, si devono essere divertiti, e non poco, a irradiare tutta una serie di stratagemmi, a sondare la nostalgia, a coreografare duelli spaziali. E pazienza se la Larson ha una e solo una espressione per tutto il film.
La tuta, la sua divisa, da supereroina che indossa (i c
ostumi sono di Sanja Milkovic Hays) è abbastanza spettacolare, soprattutto quando deve scegliere il nuovo colore. E poi c’è la caratterizzazione propria di Carol, già donna indipendente – pilota d’aerei all’inizio degli anni 90 – prima di diventare un supereroe e anche una volta indossata la sua tutina ha mantenuto un carattere anticonvenzionale, eccentrico nella sua autonomia, ma teso verso la giustizia. Comunque, come dicevamo, è un prequel che proietta il suo sguardo in avanti, attraverso questa eroina che deve riuscire a (ri)trovare la sua luce guida interiore.
Dobbiamo però dedicare “due righe” a un personaggio che ha rapito il nostro cuore: il gatto Goose, arancione e coccolone e non possiamo dirvi altro. Meriterebbe uno spin-off a parte.

 

 

 

 

 

 

 

Titolo originale: Captain Marvel
Nazione: U.S.A.
Anno: 2018
Genere:  Azione, Avventura, Fantastico
Durata: 124′
Regia: Anna Boden, Ryan Fleck
Cast: Brie Larson, Samuel L. Jackson, Mckenna Grace, Gemma Chan, Lee Pace, Ben Mendelsohn, Jude Law, Annette Bening, Djimon Hounsou, Clark Gregg, Colin Ford, Rune Temte, Chuku Modu
Produzione: Marvel Studios
Distribuzione: Walt Disney
Data di uscita: 06 Marzo 2019 (cinema)