Il Palazzetto Bru Zane partecipa al Carnevale di Venezia con tre recite, da venerdì 21 a domenica 23 febbraio, di Un mari dans la serrure di Frédéric Wachs e Lischen et Fritzchen di Jacques Offenbach. Non è la prima volta che le operette arrivano al Bru Zane. Dopo la parentesi di Les Chevaliers de la Table ronde al Malibran nel 2016, è la volta delle operette in un atto con uno o due protagonisti. Risalgono al Carnevale 2018 Les deux aveugles di Jacques Offenbach e Le compositeur toqué di Hervé e a Natale 2019 On demande une femme de chambre di Pierre Véron e Chanteuse par amour di Paul Henrion. Sono tutte produzioni che fanno tappa a Venezia, all’interno di un più ampio progetto di tournée in terra francese.

I titoli citati appartengono a un vasto catalogo che costituisce circa i due terzi del repertorio lirico francese d’epoca romantica e introducevano le opere in tre atti. il decreto napoleonico del 1907 inoltre impose pesanti limiti ai piccoli teatri, costringendo gli impresari a fare molto con poco.

Diciassette anni dopo Un mari à la porte di Offenbach, il lavoro di Wachs si svolge in un appartamento parigino ed è una commedia degli equivoci, dove nulla è ciò che sembra. Lischen et Fritzchen venne rappresentata per la prima volta a Bad Ems nel 1863, riscuotendo ampio successo anche al debutto parigino nel 1864, presentata nella stessa serata di L’Amour chanteur. L’azione comica parte dai giochi di parole e dall’accento strasburghese, un francese misto al tedesco. Lo scarto con Wachs è netto e lo dimostrano pagine come i couplets “P’tits balais” e il duetto “Je suis Alsacienne”, motivetto che rimane impresso per il caratteristico ritmo di valzer.

Pensata per il teatro, questa nuova produzione del Bru Zane è affidata alla regia di Romain Gilbert e ai costumi di Mathieu Crescence. Dati gli spazi ridotti del palazzetto, non ci sono scene, solo un paravento, una lampada e alcuni vasi cinesi sul pianoforte. I pezzi sono legati idealmente dal metateatro. Il mezzosoprano Adriana Bignani Lesca è un’aspirante attrice che si presenta, assieme al tenore Damien Bigourdan, al provino per Un mari dans la serrure, tenuto da un tenebroso impresario, il pianista Jean-Marc Fontana. Teatro nel teatro, in quanto Thérézina, la protagonista della seconda operetta, è accusata di omicidio dal flautista Bigorneau, mentre in realtà sta solo provando un monologo ad alta voce. Fallito il provino, la cantante e il flautista torneranno al loro paese natio in Alsazia, trasformandosi così in Lischen et Fritzchen, vestiti con i tipici costumi alsaziani rivisitati dalla fantasia stravagante di Crescence.

Bignani Lesca è cantante dal timbro prorompente, precisa nell’acuto e nel fine gioco fraseggio linguistico di Offenbach. Bigourdan, già sentito come Rodomonte nei Chevaliers, recita con spiccato gusto musicale, retto nell’intonazione e nella linea di canto. A Fontana il compito, svolto con una lettura non troppo personale,di ricreare col solo pianoforte le atmosfere borghesi e paesane delle due operette.

Successo di pubblico alla prima del 21 febbraio.