Peter Cattaneo (The Full Monty) porta sul grande schermo una sceneggiatura scritta da due donne, Rosanne Flynn, Rachel Tunnard, ispirata al vero fenomeno, sorto nel 2011, di grande successo, del coro delle mogli dipesi militari.

Elegante e sprezzante, il film narra le gesta di Kate (Kristin Scott Thomas) e Lisa (Sharon Horgan), mogli di soldati stanziati in Afghanistan. Kate presiede il comitato delle mogli nella base militare, sa bene cosa vuol dire la guerra. Ha perso un figlio e il marito continua a servire la Patria. Sopporta con spirito di sacrificio lo stress, ma non riesce a lasciarti andare. Tutto il contrario di Lisa, socievole e spigliata. E’ quest’ultima che viene scelta come nuova presidente del comitato delle mogli al posto della veterana Kate. Lisa ha una visione diversa, preferisce più aperitivi e meno club del libro. Ovvio che tra le due donne scoccano scintille.

Ma tra uno scontro e l’altro trovano un modo originale per occupare il tempo delle altre donne: un coro. L’idea arriva da  Sarah (Amy James-Kelly), appena arrivata alla base. Kate è elettrizzata, ma sa già che se lo dovesse proporre lei, nessuna   donna la asseconderebbe. Ha bisogno di Lisa.  Lisa è titubante, ma dato che sua madre ha insegnato musica e lei ha un trascorso in una band, decide di accettare. Ovviamente le due donne si scontreranno su quali brani eseguire. Di certo questo gruppo di donne grazie al coro scopre un cameratismo che pensava appartenesse solo agli uomini.

Peter Cattaneo ha la dote di rendere irresistibile le sue storie. Un piacere assistere a questa storia, che anche se ha qualche pecca, come la prevedibilità e alcune situazioni un po’ forzate, é ottima nella descrizione del mondo femminile nella base militare. Perché c’è il coro, c’è la musica, ma c’è pur sempre una guerra. Cattaneo con le sue attrici, Kristin Scott Thomas in testa, dá ai dialoghi sensibilità e rispetto. C’è una dose abbondante di realismo in questa ballata che scatena risate e stringe il cuore.