Presentato ancora nel 2011 al SXSW e uscito nelle sale inglese lo stesso anno, Weekend, primo lungometraggio di fiction dell’inglese Andrew Haigh, arriva però solo 5 anni più tardi in Italia, distribuito in pochissime sale, trascinandosi dietro una serie di aspre critiche provenienti dalla CEI.
Russell, giovane omosessuale di periferia che non essendosi mai accettato del tutto deve ancora fare outing, incontra Glen, esibizionista ma fragile, durante una festa in un locale notturno. I due hanno un rapporto e tra loro nasce un’intesa, che con il passare delle ore si sviluppa in autentico sentimento, ore che però sono solo quelle di un fine settimana, perché questi sono gli ultimi giorni di Glen in Inghilterra.
Il film appunto si inserisce perfettamente nella tradizione mumblecore per la semplicità strutturale: è stato girato in un paio di settimane con camera a mano (inoltre periferia londinese che lascia trasparire ancora di più la semplicità attraverso gli ambienti, spogli e claustrofobici) con un budget ridottissmo Rappresenta per certi versi il punto di partenza per quello che sarà il suo film successivo, 45 anni. Entrambi si concentrano sulle emozioni di una coppia inserita in un contesto quotidiano, ma se 45 anni si inserisce in un ottica del ceto medio, educata ed edulcorata, Weekend ha proprio i suoi maggiori punti di forza nella sua poetica anti-borghese: ha il coraggio di essere esplicitamente sporco (che sia per questo che la CEI ne ha sconsigliato la visione?).
Haigh film i corpi da vicino, non si fa problemi a mettere al centro dell’inquadratura una porzione disarmonica di uno dei suoi attori, o un suo difetto fisico, ma anzi così facendo rende la dimensione narrativa più intima. La sua camera a mano è millimetrica, ma sempre rigorosamente semplice e minimalista: segue i due protagonisti cercando di metterli sempre l’uno di fronte all’altro, rinunciando al consueto campo/controcampo per indietreggiare e darci uno sguardo d’insieme. In generale il film è improntato sulla cifra intimistica, anche i due attori Tom Cullen e Chris New non esprimono il loro talento in modo dirompente, ma, guidati sapientemente dal nostro, riescono a dare vita a intime scene di vita quotidiana che si fanno cinema nonostante la loro semplicità.
La scelta dello sporco a cui si accennava prima non può certo esimersi inoltre da una rappresentazione veritiera anche nei caratteri più tabù, perciò Haigh non si fa problemi a mostrare lo sperma in modo diretto, o a seguire le conversazioni imbarazzate dei due dopo la prima notte di sesso, esibendo senza difficoltà una realtà difficile ma rivendicandone al contempo il carattere quotidiano: lo sporco diventa normale in questa situazione. E il tutto senza cadere nel volgare o nella sterile provocazione. Il regista inglese qui sviluppa la sua figura di indagatore dei sentimenti in questa parabola di appena 48 ore che segna un percorso di maturazione e crescita di Russell e Glen con una dolcezza inedita senza ricalcare in nessun punto il ritmo consueto di questo genere di film, procedendo in un’anti-climax continua: più il film procede, più il ritmo è lento, più lo spettatore è coinvolto.
In conclusione, Weekend è un film che nonostante sembri quasi troppo semplice per avere ambizioni porta con sé una discreta carica innovativa, essendo in grado di prendere quanto basta dai maestri di questo cinema (Almodòvar, Fassbinder) ma anche di distanziarsi abbastanza da reclamare autonomia per se stesso e autorialità per il proprio regista. Certo non è un’opera prima autenticamente impressionante, ma preannuncia una carriera da tenere d’occhio, soprattutto per via del fatto che Haigh sta per lasciare il panorama inglese del sonoro disturbato e della fotografia al naturale per gli Stati Uniti, volando verso possibilità più soddisfacenti. Non ci resta che augurarci che nel futuro i film di Haigh vengano distribuiti qui in Italia con una tempistica appropriata senza rimanere invischiati in polemiche faziose.
Titolo originale: Weekend
Nazione: Regno Unito
Anno: 2011
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 97′
Regia: Andrew HaighCast: Tom Cullen, Chris New
Data di uscita: SXSW 2011











