venerdì, Ottobre 16, 2026
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La gioia della danza: semplice, fresca, ironica

L.A. Dance Project in esclusiva italiana a Verona

Doppia serata per la compagnia di Los Angeles che in esclusiva italiana per il Teatro Ristori di Verona porta in scena un trittico firmato da Millepied/Assaf/Peck.

Il Teatro Ristori di Verona ha dato prova, ancora una volta, di curare e saper offrire al pubblico (non solo della danza) spettacoli sempre ricercati e di alta qualità. Non fa eccezione lo spettacolo che venerdì 17 e sabato 18 aprile ha ammalato il pubblico veronese. Sto parlando di L.A – Los Angeles Dance Project, un collettivo artistico fondato nel 2012 da Benjamin Millepied (già Principal del New York City Ballet, oggi coreografo e direttore del Ballet de l’Opéra de Paris).

L’obiettivo del L.A. Dance Project, fin dalla sua nascita, è stato quello di concepire nuove opere, ma anche di dare nuova vita a quelle che sono state le creazioni fondamentali dei danzatori e coreografi più importanti del passato, promuovendo sia l’opera di artisti emergenti che quella dei più affermati e contribuendo a lanciare nuove piattaforme di danza contemporanea. I nuovi lavori creati dalla compagnia aspirano ad essere delle collaborazioni multidisciplinari fra artisti diversi: artisti visivi, musicisti, designer, registi e compositori.

Nel programma della serata, tre titoli firmati dagli autori più gettonati del momento del panorama mondiale: l’israeliano Roy Assaf (Premio Danza&Danza 2014 per la coreografia), Justin Peck, coreografo residente del New York City Ballet nonché ballerino Solista della compagnia, e lo stesso Millepied.

Si apre con Reflections di Millepied, creazione del 2013 nata da una stretta collaborazione con la musica minimalista per pianoforte di David Lang; uomini e donne si incontrano e sviluppano relazioni complesse in un concatenarsi di pas de deux in cui il linguaggio neoclassico incontra quello contemporaneo e si intreccia con il gioco di luci con cui interagiscono anche i danzatori.

Segue la prima italiana di II Acts For the Blind di Roy Assaf, brano che ha debuttato alla scorsa Biennale de la Danse de Lyon e che il critico Sergio Trombetta ha così recensito su Danza&Danza di novembre/dicembre 2014: “Palcoscenico nudo, illuminato da una luce tenue, una porta sul fondo e un grande quadrato disegnato a terra. Gli otto danzatori in calzamaglie color carne si muovono secondo un ordine assolutamente non interpretabile, danno vita a episodi indecifrabili, sembrano evocare una realtà magica e lontana, ma ciascuno con il suo carattere che emerge dai gesti. Per musica i Rökkurró, band islandese, che contribuisce a rendere l’atmosfera suggestiva e sfuggente. Poi la lunga sequenza termina, gli otto vestono costumi quotidiani, entra un dicitore che racconta le storie di questi otto sfigati di Los Angeles. E loro ripetono i gesti di prima che ora acquistano tutt’altra valenza, suscitando la simpatia e l’ilarità del pubblico. Divertente analisi del percorso dall’astrazione alla narrazione, con gli stessi movimenti. Parafrasando il titolo, II Acts For the Blind, Assaf pensava forse che cieco è lo spettatore che non vede il significato dei gesti?”.

Chiude la serata un’altra prima nazionale, Murder Ballades, di Justin Peck, giovanissimo danzatore (solista al new York City Ballet) e coreografo che, su musica di Bryce Dessner (tra i fondatori della rock band The National e tre volte vincitore del Grammy Award) regala al pubblico un esplosione di gioia e tecnica, tra assolo e passi a due velocissimi.

L.A. DANCE PROJECT
«Reflections» (2013)
Coreografia: Benjamin Millepied
Musica originale: David Lang
«II Acts for the blind» (2014)
Coreografia: Roy Assaf
Musica: “Svanur” di Rokkurrò
«Murder Ballades” (2013)
Coreografia: Justin Peck
Musica: Bryce Dessner
www.ladanceproject.com
www.teatroristori.org