“La vita bugiarda degli adulti” di Elena Ferrante

Una storia di formazione all’ombra del Vesuvio

«Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri.» 

Così si apre La vita bugiarda degli adulti, ultimo, attesissimo romanzo di Elena Ferrante. Giovanna è una ragazzina normale, che sta attraversando un periodo difficile: si mostra scostante, prende brutti voti a scuola. Ma, secondo il padre, «L’adolescenza non c’entra: sta facendo la faccia di Vittoria». Questa è la frase che cambierà il destino della protagonista, dando il via a una sequenza di eventi che si sarebbero altrimenti evitati. Chi è, dunque, questa fantomatica Vittoria? Si tratta della sorella del padre, donna crudele e bruttissima, innominabile all’interno della famiglia. Essere stata paragonata a lei, l’incarnazione stessa del male, è per Giovanna un vero shock.

A nulla servono le scuse e le rassicurazioni del padre; Giovanna continua a rimuginare su quella frase, si studia allo specchio, interroga le amiche: sta davvero diventando brutta? Nasce subito nel pensiero della ragazza un collegamento indissolubile tra bellezza interiore ed esteriore. Le preoccupazioni e la cattiveria sono viste quali fonti di deformità, goffaggine, disarmonia fisica. L’unica soluzione è, per Giovanna, guardare in faccia zia Vittoria e, con lei, l’aspetto che il suo corpo assumerà con l’età adulta. Pur di conoscere la zia, la protagonista si inserirà all’interno di una faida familiare che dura da decenni, scavata da zone grigie, segreti terribili e, soprattutto, bugie.

Il percorso di crescita intrapreso da Giovanna la porta ad interrogarsi su sé stessa e su ciò che vuole diventare: come zia Vittoria o come suo padre? Bella o brutta? Sleale o sincera? La ragazza si trova davanti a continue scelte, fino al bivio finale; la sua ultima decisione rappresenta una scelta caratterizzante che la identifica profondamente, allontanandola da una rappresaglia fratricida che non le appartiene.

Anche in quest’ultimo lavoro, ritroviamo il linguaggio ruvido e crudo utilizzato dalla Ferrante nell’Amica geniale. Sullo sfondo fa capolino una Napoli viva, ambigua, che regala quelle stesse atmosfere conosciute a Lila e Lenù. Anche stavolta la misteriosa autrice non delude, regalandoci trecento pagine preziose, da cui è impossibile staccarsi.

Elena Ferrante, La vita bugiarda degli adulti, Edizioni e/o, 2019, pp. 326, 19 euro.

https://www.edizionieo.it/book/9788833571683/la-vita-bugiarda-degli-adulti