Dopo il folgorante esordio in un lungometraggio con A Classic Horror Story nel 2022, diretto a quattro mani con Roberto De Feo (2021), l’ottimo Piove (2022) e La valle dei sorrisi, presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2025, Paolo Strippoli torna al Lido – questa volta in Concorso Venezia 83 – con L’estranea.

Tra le voci più interessanti nel panorama contemporaneo, con una visione degna di questo nome e uno stile già distintivo, Strippoli continua a confermare, film dopo film, come il cinema di genere in Italia sia una strada percorribile quando si hanno basi solide e (per usare un’espressione abusata) qualcosa da dire. L’estranea, film che lo stesso Paolo Strippoli ha definito come il terzo capitolo di una ideale “trilogia della pioggia” iniziata nel 2022 con Piove, prende le mosse da uno spunto piuttosto immediato, con una madre (Jasmine Trinca) che si presenta senza preavviso a casa della figlia (Romana Maggiora Vergano) per raccontarle la verità sulla loro famiglia. Una verità che ha a che fare proprio con la presenza dell’estranea che dà il titolo al film, una figura mefistofelica magnificamente incarnata da Valeria Bruni Tedeschi. Così, un segreto nascosto per troppo tempo torna per reclamare una resa dei conti in una Roma devastata da una pioggia battente dai contorni catastrofici.

Presente e passato si alternano in questa storia che di essenziale ha solo la premessa e che indaga nel cuore e nelle fondamenta della famiglia borghese “tradizionale”, come specchio della società e come unità che ha nel suo stesso impianto il seme per la sua distruzione. Con un linguaggio ibrido che si muove in equilibrio tra il thriller psicologico e il dramma nel senso greco del termine, Strippoli mette in scena un’analisi lucida della famiglia tradizionale attraverso le figure di Anna e Walter (i genitori, interpretati rispettivamente da Trinca e Adriano Giannini) e Alice e Tobia (i figli, che hanno il volto di Maggiora Vergano e Andrea Genovese).

A fare da cardine vi è il tema del controllo, una tematica che il regista pugliese sente particolarmente nelle sue corde, specie nell’accezione della perdita di esso. Anna è disposta a tutto pur di mantenere il controllo, anche a costo di arrivare al punto di affidare il destino della sua famiglia a una misteriosa estranea (il cui ruolo si rivela solo nel finale) in cambio di un prezzo via via sempre più caro. Vi è una bella circolarità nel film di Strippoli, una struttura a spirale che ricorre in tutto il film, anche attraverso una serie di brillanti riferimenti visivi disseminati in tutto il corso della storia.

L’estranea conferma il talento di Paolo Strippoli, tanto a livello di costruzione narrativa quanto a livello di trovate registiche e di uno stile che, film dopo film, diventa sempre più riconoscibile. Ottima la gestione dei diversi piani temporali, anche a livello di montaggio, con ciascun capitolo di questa storia funzionale allo svelamento finale, l’agnizione che trova il suo svolgimento attraverso la figura di Alice, chiave di volta e sguardo lucido, un personaggio grazie al quale Romana Maggiora Vergano conferma di essere un talento da seguire con attenzione. Dopo l’ottima prova in Succederà questa notte di Nanni Moretti, Jasmine Trinca è artefice di un’altra prova clamorosa, cui fa da contraltare una Valeria Bruni Tedeschi conturbante, perfida e genuinamente divertente anche (e soprattuto) nei suoi lati più oscuri.