Lo sceneggiatore e regista Barry Jenkins (Medicine for melancholy), al suo secondo film, racconta trent’anni di vita di Chiron, un ragazzo di colore cresciuto nei sobborghi popolari e violenti di Miami.
Little infanzia fragile (Alex Hibbert), Chiron adolescenza decisiva (Ashton Sanders) e Black età adulta tumultuosa (Trevante Rhodes), tre fasi di Chiron, tre momenti ben distinti tra incontri salvifici, drammatici, tragici, formativi, pericolosi insomma essenziali nella sua ricerca di un’identità e di un suo posto nel mondo.

La storia arriva da lontano: era nata all’interno della scuola di arte drammatica, un breve scritto teatrale, In Moonlight Black Boys Look Blue, del drammaturgo di Miami Tarell Alvin McCraney poi finito in mano alla produttrice e al regista di questo film. 

Strutturalmente ben articolo in tre capitoli interessanti e tesi in cui Chiron si addentra nel mondo. Il regista non ha fretta, non si prende tutto il tempo che vuole, ma focalizza su sguardi e movimenti, poche parole, quello che vuole dire. Trafigge lo spettatore con gli sguardi impauriti, decisi, stanchi, furiosi, amorevoli di Chiron (bravissimi tutti e tre gli attori). In questo film restano gli echi delle origini teatrali. I drammi dell’America “nera” di oggi si riflettono nel piccolo mondo di Chiron. Situazioni urgenti e poco esposte. Si parla di spaccio, di bullismo, di violenza, di omosessualità.
C’è un lato poetico in questo film. Umanamente profondo e straziante. La ricerca di un proprio posto nel mondo da parte di un bambino cresciuto da una madre tossicodipendente, amato da un’altra famiglia dove trova rifugio quando ne ha bisogno. Il dramma quando scopre che colui che potrebbe fare le veci del padre in realtà è lo spacciatore della madre.E poi le lotte quotidiane in un liceo per sopravvivere al bullismo fino alla scoperta della sua omosessualità, nascosta, protetta. Ed è nella sottotrama romantica che il carattere del film diventa fastidiosamente furbo e ammiccante a premi. La parte finale della riconciliazione con sé stessi e con il mondo attraverso il primo amore – ma sarà stato amore? – sfuma il poetico in una scrittura orchestrata – ricattatoria – ad arte di retorica per farne parlare bene a tutti i costi. Un film straordinario quando si serve dell’ordinarietà per far leggere tra le righe l’universalità dei temi. Arrogante quando vuole essere straordinario a tutti i costi.

Titolo originale: Moonlight
Nazione: U.S.A.
Anno: 2016
Genere: Drammatico
Durata: 111′
Regia: Barry Jenkins
Cast: Mahershala Ali, Naomie Harris, Trevante Rhodes, André Holland, Janelle Monáe, Ashton Sanders, Jharrel Jerome, Alex Hibbert, Jaden Piner
Produzione: A24, Plan B Entertainment
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: Roma 2016 – Selezione Ufficiale
16 Febbraio 2017 (cinema)