sabato, Ottobre 17, 2026
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PREMIO PIETRO BIANCHI ALLE GRANDI FIRME DELLA CRITICA

62. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

Prime anticipazioni sulla Mostra del Cinema che domani rende finalmente noto il suo programma: le annunciano i giornalisti cinematografici con un’edizione speciale del Premio Pietro Bianchi riservata, nel nome di Lello Bersani, alle firme storiche della critica cinematografica e, più in generale, ai tanti cronisti specializzati che, grazie ai loro articoli o ai ‘pezzi’ televisivi, consentono ai film, alle star, ai festival di arrivare al grande pubblico. Una scelta inedita, quella dell’Sngci, il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, che, presentando in anteprima “L’uomo col microfono”, film di montaggio dedicato alla figura di Bersani diretto da Antonello Sarno e co-prodotto da Medusa e Rai Cinema, offre, d’intesa con la Mostra di Marco Müller, il palcoscenico di Venezia alle grandi firme della critica cinematografica, i Premi Bianchi 2005: Callisto Cosulich, Morando Morandini, Gian Luigi Rondi, Tullio Kezich e, sul fronte del giornalismo al femminile sempre più affermato negli ultimi anni in questo settore professionale, alle signore che hanno abbinato più di altre il gusto per la critica alla grande cronaca, Natalia Aspesi e Lietta Tornabuoni. “E’ un modo per festeggiare il successo professionale di chi ha reso grande una lunga stagione del nostro lavoro” spiega il presidente dell’Sngci Laura Delli Colli. Tuttavia, è anche un’occasione per ricordare al mondo del cinema il valore e il ruolo della stampa, non sempre così amata dai protagonisti della scena. Con questo spirito è nato il documentario per il quale Antonello Sarno, grazie anche alla collaborazione di Vincenzo Mollica, ha recuperato materiali d’archivio e inediti dedicati al pioniere del giornalismo cinematografico, Lello Bersani.

Alla Mostra del Cinema i giornalisti dell’Sngci saranno presenti come sempre con uan fitta serie di iniziative dedicate al pubblico nello spirito ‘di servizio’ per i molti colleghi al lavoro. Rassegna stampa ragionata per tutti di prima mattina e spazio aperto alla stampa accreditata alla Terrazza Beck’s di fronte al Casinò, ma, soprattutto, molte occasioni di incontro e confronto, sulla Mostra e sulle attività che il Sindacato dedica alla promozione del cinema per i giovani. In questo senso, accanto al Premio Filippo Sacchi per le tesi di laurea e alle manifestazioni riservate ai cortisti in attesa del Nastro d’argento, compaiono in primo piano i giovani talenti, con il Premio intitolato a Guglielmo Biraghi che approda anche a Venezia dopo le prime edizioni condivise con il Festival di Taormina. Non mancherà una festa per i giornalisti che il Sindacato dedica, anche quest’anno, agli amici degli uffici stampa.]

62 Mostra d’arte Cinematografica di Venezia

“L‘UOMO COL MICROFONO”

di Antonello Sarno

una produzione Medusa Film – Rai Cinema

Anteprima assoluta in occasione del Premio Pietro Bianchi – SNGCI

Lello Bersani è stato il giornalista che ha letteralmente inventato, prima in radio (con la trasmissione “Voci dal mondo” e “Arrivi e partenze”) e quindi, fin dalla sua nascita nel 1954, in tv, il mestiere del giornalista cinematografico, attività che ha svolto ininterrottamente dal 1945, data dei suoi primi contratti con la neonata Rai (è sua la radiocronaca della firma della Costituzione ed è sempre sua la mano che regge il microfono tramite cui il ministro Romita legge i risultati del referendum “Monarchia o Repubblica”), di cui proprio nel 2005 ricorre il 60esimo anniversario. Bersani è scomparso nel novembre del 2002, ma il cinema non lo ha dimenticato. E così, per la prima volta in assoluto, due tradizionali “competitors” come Medusa Film e Rai Cinema si sono uniti per rendere un omaggio doveroso, sentito, a tratti commovente, ma non per questo triste, al lavoro di Bersani, alla sua bravura ed eleganza, alla sua storia di uomo e di professionista straordinario e inarrivabile.

L’autore, Antonello Sarno, giornalista di “Studio Aperto” (Nastro d’argento speciale 2004 per il documentario “Ciao Alberto” dedicato ad Alberto Sordi) ora al suo quinto documentario, è stato compagno di lavoro di Bersani nella seconda fase della sua carriera, dal ’90 al 96, anni in cui Bersani, dopo aver lavorato in Rai dal 1945 al 1989 affiancato da Vincenzo Mollica alla redazione cultura del TG1, ha collaborato con il settimanale cinematografico “Ciak”, con Canale 5 e con i TG Mediaset. Proprio Vincenzo Mollica ha collaborato alla realizzazione dell’opera, comprendente molte immagini del repertorio news sia Rai sia Mediaset, oltre a dieci interviste realizzate tra gli amici e i colleghi del giornalista, come lo stesso Mollica (un po’ la voce-guida del film per la lunga e profonda amicizia con Bersani), Elsa Martinelli, Clemente Mimun, Maurizio Costanzo, Paolo Bonolis, Gianluigi Rondi, Tullio Kezich, Sophia Loren, Pietro Garinei, Enrico Lucherini.

Una “fusione”, quella tra i preziosissimi materiali Rai a dir poco “storici” e quelli Mediaset più recenti, che restituisce appieno la figura e la storia professionale di Bersani, così come quella del mondo e dell’epoca in cui ha vissuto dando del tu a star planetarie, ospite d’onore in innumerevoli serate, frequentatore assiduo di mostre, artisti, caffè letterari ma anche della cosidetta “jet society”.

Poi conduttore del Tg1 delle 20, posizionamento che ne fece quasi un divo della tv (con relativa imitazione di Alighiero Noschese ne “Il disgraziere”), ma soprattutto autore di scoop straordinari, come l’intervista alla Loren mentre, all’alba, apprende via telefono da Hollywood la notizia del suo Oscar per “La ciociara” (intervista che andò in onda in versione ridottissima per la presenza, in pigiama, di Carlo Ponti, da cui si capiva che i due, non sposati, avevano dormito insieme), o l’intervista a Totò, in casa sua, o, ancora, una splendida intervista a tre con Visconti e Mastroianni, sul set de “Lo straniero” ad Algeri, fino alle gag continue con Alberto Sordi. Inoltre, il Bersani inviato a Venezia (in una scena del film è proprio lui che dà il via alla serata di premiazione), a Cannes e nella “Roma by night” dei ruggenti anni ’50 e ’60 di cui, con l’immancabile whisky in mano e l’ennesima sigaretta sulle labbra, fu allo stesso tempo protagonista e cronista. Un ritratto in perfetto stile “lounge”, commentato dalle colonne sonore dei film d’epoca, che si conclude con un rapido montaggio dei “fuori onda” di Bersani, una piccola, divertentissima, involontaria lezione di giornalismo televisivo da parte di uno degli inventori più fantasiosi di questa professione.