A poco più di un mese dall’inizio ufficiale del 71esimo Festival di Cannes (8-19 maggio), e a circa due settimane dall’annuncio dei film in concorso (12 aprile), Thierry Fremaux, Direttore Artistico del Festival, in un’intervista al magazine francese Le Film Français ha rivelato le linea guida che caratterizzeranno questa nuova edizione del più importante festival cinematografico al mondo.

Se il divieto di scattarsi “selfie” nel corso dei red carpet, definiti dallo stesso Fremaux una pratica ridicola e grottesca, sia più un aspetto di costume, la decisione di cancellare le anteprime stampa dei film in concorso rappresenta invece un cambio di strategia a dir poco epocale.

Solitamente una pellicola in concorso a Cannes godeva di una proiezione stampa di prima mattina, seguita dal photocall e dalle interviste, che si accompagnava poi ad uno spettacolo nel primo pomeriggio per gli accreditati cinéphiles, per poi concludere la giornata con la serata ufficiale di gala preceduta dal classico red carpet. Per film in concorso meno importanti l’anteprima era addirittura anticipata al giorno precedente.

Da quest’anno invece, per valorizzare, a detta di Fremaux, la proiezione ufficiale di gala, tutte le anteprime del film saranno cancellate. La stampa assisterà ai film in concorso in contemporanea con la prima ufficiale.

Le ragioni che stanno alla base di questa decisione, che complicherà non poco il lavoro di chi deve coprire mediaticamente il Festival, si riassumono essenzialmente nell’esigenza di tutelare al meglio possibile la pellicola proiettata, evitando che arrivi alla proiezione ufficiale di fatto già bruciata.

Molti sono infatti gli episodi negli ultimi anni di film molto attesi che, letteralmente distrutti dalla critica dopo la prima proiezione stampa, hanno avuto un’accoglienza glaciale durante la serata ufficiale rovinando di fatto il lancio e la vendita del film. Si pensi per esempio a The Last Face di Sean Penn nel 2016.

Evidentemente, essendo il pubblico delle proiezioni di gala meno qualificato, si pensa che anche un film “brutto” riceverà applausi, e che le eventuali critiche sul film saranno coperte ed edulcorate dalle foto del red carpet e dal glamour. Inoltre, altro aspetto a dir poco surreale, le interviste che solitamente si svolgono la mattina subito dopo la prima stampa, avverranno ora senza che i media abbiano potuto vedere il film!

Nella questione è intervenuta anche la Fipresci (federazione internazionale della stampa cinematografica), che con una lettera aperta alla direzione del Festival di Cannes si è detta “preoccupata per il lavoro e la copertura del Festival da parte di critici e giornalisti”, aggiungendo: “Temiamo infatti che i cambiamenti, per come sono stati descritti sinora, favoriranno piuttosto le opinioni affrettate condivise sui social network e andranno a detrimento della qualità del lavoro dei critici professionisti. È quindi ragionevole temere che simili condizioni di lavoro incoraggino i redattori a pubblicare fotografie invece che testi, e a preferire un sistema di votazioni dei film a delle recensioni dettagliate.

Altra questione che Fremaux ha voluto affrontare riguarda Netflix. Lo scorso anno il colosso americano dello streaming online si era presentato in concorso a Cannes con ben due pellicole, Okja di Bong Joon-ho e The Meyerowitz Stories di Noah Baumbach, suscitando l’ira dei distributori francesi. Fremaux è tornato sull’argomento decidendo che il Festival di Cannes non chiuderà le porte a Netflix, ma se i suoi film non avranno una distribuzione classica nelle sale francesi, potranno essere presentati a Cannes solo fuori Concorso.