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LA STAGIONE DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

UNA NUOVA STAGIONE SOTTO IL SEGNO DI VERDI, WAGNER E BRITTEN

Sarà proprio la stagione verdiana a dare l’avvio alle prestigiose tournée internazionali. Infatti, in marzo e agosto/settembre 2013 il Teatro dell’Opera porterà a San Pietroburgo I due Foscari e quindi al Festival di Salisburgo Nabucodonosor, con la direzione del Maestro Riccardo Muti.
Sono queste le due prime tournée a cui faranno seguito, già nel 2014, altri importanti appuntamenti, anche oltre oceano. Il Teatro dell’Opera di Roma ha conquistato – grazie alla presenza del Maestro Riccardo Muti – un ruolo di prestigio tra i grandi Teatri di fama internazionale.
Un interesse dimostrato già da qualche anno anche dalle maggiori testate del mondo (giornali, siti, radio e tv) sempre più presenti agli spettacoli del Teatro dell’Opera, sia al Costanzi che alle Terme di Caracalla. La conquista di un ruolo nel panorama internazionale tra i grandi Teatri è il segno di un intenso lavoro, condotto nell’arco delle recenti stagioni, che premia la qualità delle esecuzioni, degli spettacoli e la crescita artistica dell’Orchestra, del Coro guidato dal Maestro Roberto Gabbiani e del Corpo di Ballo diretto da Micha van Hoecke.

LA NUOVA STAGIONE 2012-2013

Sarà la bacchetta del Maestro Riccardo Muti ad aprire la nuova stagione del Teatro dell’Opera di Roma, il 27 novembre, con il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi. La regia è firmata da Adrian Noble, un nome famoso nel mondo per la messa in scena di spettacoli di Shakespeare o di opere dalle forti tinte scespiriane; le scene sono disegnate da Dante Ferretti, noto al grande pubblico per il suo lavoro con famosi registi cinematografici a cominciare da Martin Scorsese e per aver conquistato tre Oscar (The Aviator, Sweeney Todd e Hugo Cabret) e numerose nomination. In scena cantanti di fama internazionale, alcuni già applauditi dal pubblico del Costanzi, a cominciare da George Petean, Maria Agresta, Dmitry Beloselskiy, Dario Solari.

Il capolavoro letterario di Miguel de Cervantes da sempre affascina il mondo del balletto, ed è Don Chisciotte ad inaugurare la stagione della compagnia di Roma, che grazie alla direzione di Micha van Hoecke, ha avuto la possibilità di arricchire ulteriormente il proprio repertorio nelle ultime due stagioni. I cubani Venus Villa e Rolando Sarabia, in alternanza con Alessandra Amato e Vito Mazzeo, faranno rivivere la storia d’amore della giovane Kitri e di Basilio, intrecciata alle avventure cavalleresche di don Chisciotte e del suo scudiero. La coreografia originale di Petipa e Gorsky è ripresa dal russo Mikhail Messerer. Le note di Ludwig Minkus sono affidate alla bacchetta di Nir Kabaretti.

Come è ormai tradizione tra gennaio e febbraio il Teatro propone un’opera moderna, dopo il Candide di Bernstein è la volta de Il Naso di Dmitrij Šostakovič, un allestimento dell’Opera di Zurigo firmato dalla regìa di Peter Stein che esprime perfettamente l’ironia fantastica dell’omonima novella di Gogol’. Sul podio il Maestro Alejo Pérez.

Ancora un classico della danza, Giselle, capolavoro assoluto dal punto di vista drammaturgico e coreografico. Dopo la fortunata edizione estiva alle Terme di Caracalla, il titolo apoteosi del balletto romantico ritorna nella versione del francese Patrice Bart, già étoile e maître de ballet dell’Opéra di Parigi, con i costumi dell’indimenticata Anna Anni. Contesa dai più prestigiosi palcoscenici internazionali, è Svetlana Zakharova, in coppia con Friedemann Vogel, a prestare eleganza e talento all’immortale eroina. Dirige l’orchestra lo specialista della danza David Garforth.

Secondo appuntamento verdiano del 2013, dal 6 marzo, con I due Foscari, un’opera ricca, intensa che avrà la direzione d’orchestra del Maestro Riccardo Muti. La messa in scena porta la firma di un regista – cinematografico e teatrale – famoso per la sua inarrestabile fantasia, spesso anche visionaria: Werner Herzog. In scena cantanti dalla perfetta vocalità verdiana: Luca Salsi, Dario Solari (già Macbeth lo scorso anno), Francesco Meli uno dei tenori più apprezzati e amati dei nostri giorni, Tatiana Serjan che ha trionfato la passata stagione prima in Lady Macbeth e poi in Odabella, Csilla Boross (già interprete dell’allestimento del Nabucodonosor per i 150 anni dell’Unità d’Italia). Scene e costumi portano la firma di un artista quale è Maurizio Balò. L’opera, in forma di concerto, sarà proposta il 19 e 21 marzo a San Pietroburgo.

Sarà la famosa Olga Borodina, cantante applaudita nei maggiori teatri del mondo, a vestire i panni della perfida Dalila, mentre l’amante dalla forza straordinaria avrà la eccellente voce di Aleksandrs Antonenko. E’ Samson et Dalila, con la regia, le scene e i costumi di sicuro impatto emotivo e certamente carichi di provocazioni di Carlus Padrissa de La Fura dels Baus. Chiude la preziosa locandina di questo spettacolo la raffinata direzione di Charles Dutoit.

Notes de la Nuit è un inedito trittico che prevede la ripresa del poetico In the Night di Jerome Robbins che sulle note dei Notturni di Chopin presenta tre coppie di danzatori dalle contrastate relazioni. Il giovane Francesco Nappa presta per la prima volta il suo vocabolario coreografico ai danzatori romani nella sua creazione Quartetto, su musiche di Steve Reich e Philip Glass. Chiude la serata Aria Tango, una creazione di Micha van Hoecke che sulle note di Luis Bacalov immagina un treno dell’anima che ci fa sognare. I primi ballerini dell’Opéra di Parigi, Eleonora Abbagnato e Alessio Carbone, tornano ad esibirsi sul palcoscenico del Costanzi.

E’ un’opera tutta romana quella che il Teatro dell’Opera mette in scena con una nuova produzione per ricordare il bicentenario della nascita di Richard Wagner: Rienzi, l’ultimo dei tribuni. Composizione giovanile che ha per argomento la storia di Cola di Rienzo. Un’opera di rara esecuzione, totalmente “italiana” nel soggetto e già ricca di tutta l’arte dell’autore del Tristano e Isotta. Sul podio un direttore che sa aderire perfettamente alla complessità della musica wagneriana, Stefan Soltesz (applaudito lo scorso anno per Elektra); regìa, scene e costumi sono firmati da Hugo de Ana, un nome dai risultati mai prevedibili e sempre ricchi di originalità.

La Sylphide con l’assoluta perfezione delle linee coreografiche rivive nella versione del danese Erik Bruhn che sulle orme di August Bournonville ha saputo ricreare le atmosfere notturne in cui vaga vaporosa l’immateriale creatura alata. La fuoriclasse Olesya Novikova, in alternanza con la romana Gaia Straccamore sarà la protagonista. A dare corpo al tormentato James sarà invece Leonid Sarafanov, a cui si alterna il giovane Alessio Rezza. Sul podio ancora una volta David Garforth.

Un’altra storia romana, ma questa volta comica, con una delle opere più famose del cosiddetto repertorio popolare: Don Pasquale di Gaetano Donizetti. Sul podio e alla regìa due nomi che hanno inanellato una serie di successi con L’elisir d’amore e quest’anno con Il barbiere di Siviglia: Bruno Campanella e Ruggero Cappuccio. Sulla scena il prestigio vocale, e fisico, di Nicola Alaimo che avrà accanto Mario Cassi, Joel Prieto ed Eleonora Buratto.

Lo scorso anno il Teatro dell’Opera di Roma aprì in anteprima i festeggiamenti per il centenario della nascita di Benjamin Britten con la messa in scena di una bellissima produzione del Sogno di una notte di mezza estate che registrò un successo incondizionato di pubblico e critica. La nuova stagione vedrà un omaggio prezioso ed unico con una composizione di rarissima esecuzione in Italia, una partitura raffinata e particolarmente sentita da Britten: Curlew River, a Parable for Church Performance, frutto di un suggestivo viaggio del musicista in Giappone. Una parabola sul passaggio nel regno dei morti, sul traghettare verso un altro mondo, ispirato al nō-drama giapponese Sumidagawa di Juro Motomasa. Alla direzione d’orchestra il Maestro James Conlon, un interprete raffinato di Britten (la passata stagione ha diretto il Sogno) e alla regìa Mario Martone, nome di prestigio nel mondo della prosa, del cinema e della lirica che questa estate ha ottenuto un grande successo con la messa in scena, alle Terme di Caracalla, de Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Battistelli-Monteverdi.

Il pubblico di tutto il mondo conosce l’edizione del Nabucodonosor di Giuseppe Verdi diretta dal Maestro Riccardo Muti, andata in scena nel marzo del 2011 come momento centrale delle celebrazioni nazionali per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Le immagini del “Va pensiero” e del bis che ne seguì, concesso dal Maestro Muti, sono state le più cliccate in rete (notizia apparsa su tutti i giornali internazionali e sul “New Yorker”). Una direzione, una regìa e una interpretazione vocale che richiamarono pubblico e stampa da tutto il mondo. Il Nabucodonosor, in forma di concerto sarà presentato il 29, 31 agosto e il 1 settembre al Festival di Salisburgo.

La stagione di danza si conclude con un omaggio all’arte di Roland Petit, che proprio al Teatro dell’Opera ha fatto la sua ultima apparizione in Italia prima della sua scomparsa. Tratto dal racconto Der Sandmann, Coppélia, balletto in due atti,ci introduce in un mondo di fantocci, automi e bambole meccaniche, in cui il coreografo, avvicinandosi alla poetica originale di E.T.A. Hoffmann, ha privilegiato i momenti che mettono in luce i rapporti tra Coppélius, Swanilda e Franz. Al suo atteso debutto all’Opera di Roma il francese Mathieu Ganio, étoiles dell’Opéra di Parigi. Dirige l’orchestra l’olandese Koen Kessels.

La stagione 2012-2013 si chiuderà con un’opera-regina del repertorio popolare: Turandot di Giacomo Puccini, l’autore – insieme a Verdi – più rappresentato al mondo. Sul podio il Maestro Pinchas Steinberg, la regìa di Garnett Bruce per un allestimento visionario, carico di colori che evocano il sangue e le passioni più forti. Grazie anche alle scene firmate da un grande artista, David Hockney. L’allestimento è dell’Opera di San Francisco e della Lyric Opera di Chicago.

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