“One to one: John & Yoko”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Fuori Concorso – Non fiction, è molto più di un docufilm sull’ex Beatle e la sua amatissima compagna, non è un racconto sull’amore né tantomeno sulla musica, ma è più, nella sua composita struttura, uno spaccato dell’America dei primi anni ‘70.
Il montaggio, febbrile e frammentato, funge da base al racconto, i documenti da cui si genera il racconto sono materiali audio e video – tra cui telefonate e filmati amatoriali – in gran parte inediti, risalenti agli anni newyorkesi di John Lennon e Yoko Ono.
Tutto concorre al ricreare in maniera quanto più fedele e tangibile il tessuto urbano della Grande Mela nel periodo in cui Richard Nixon era presidente, in cui i giovani americani venivano mandati in Vietnam a combattere: un periodo controverso ma, al contempo, culturalmente molto vivo.
I due protagonisti vengono in contatto con artisti e radicali, e diventano parte integrante delle proteste non violente, sono forieri di messaggi di pace, uguaglianza e giustizia.
Tra i documenti che meglio esprimono l’atmosfera generale ed il clima che si poteva respirare negli USA dal 1971 al 1975 primeggiano senza dubbio gli estratti televisivi: pubblicità, serie, programmi di propaganda politica, talk show e molto altro. Lo stesso John Lennon afferma di adorare la tv, di vederla – nel suo piccolo appartamento al Village – anche per giornate intere. La tv diventa quindi uno specchio della società e della sua rappresentazione.
Il docufilm inoltre non tralascia la musica, mostrando l’unico concerto che John Lennon diede da solo dopo lo scioglimento dei Beatles e che dà anche il titolo all’opera, “One to one” appunto.
Oltre al contesto sociale e culturale un pregio del film è quello di far trasparire lati della personalità di John e Yoko, in parte noti ai più, ma anche, e soprattutto, il rapporto difficile – tanto da essere talvolta quasi asfissiante – con la fama: l’umanità della coppia è il focus della riflessione che scaturisce dalla visione.
“One to One” è, dunque, un’opera ben realizzata, adatta sia agli estimatori dei due artisti sia a chi non ha mai approfondito la loro storia, che merita di essere raccontata e ricordata.












