Scritto dal regista Tommaso Landucci insieme a Damiano Femfert, I Figli della Scimmia trae ispirazione da una fiaba di Esopo: la storia di una scimmia che aveva due cuccioli ma amava e nutriva soltanto il preferito, trascurando l’altro. A differenza della fiaba, però, qui si parla di un genitore chiamato a dividersi fra due “figli”: quello reale e quello ideale.
Dario (uno straordinario Riccardo Scamarcio, qui anche produttore) è il padre presente e premuroso, religiosamente e affettuosamente dedito a Enrico (Andrea Aggio), ragazzino disabile. Durante un pranzo di famiglia il nipote di Dario, il 14enne Giacomo (Tancredi Naldini), figlio del serioso fratello Roberto (Fausto Russo Alesi), esprime il desiderio di imparare ad andare in moto. Un lampo di corrente elettrica attraversa Dario, uomo quasi sulla via della mezza età che vede il suo amato figlio peggiorare e l’adorato nipote energico sulla soglia della vita adulta.
Landucci esordisce alla regia con un film dalla sensibilità rigorosa, costruito con un lucidità di sguardo, intenso, ma sempre sobrio, efficace senza fronzoli, gentile ma deciso nel raccontare con onestà le interazioni della vita quotidiana attraverso il ritratto psicologico di Dario. È un film sulla paternità, di Dario in primo piano, ma c’è anche quella introversa del fratello Roberto.
Riccardo Scamarcio è perfetto nel mantenere costanti i toni di autenticità del film, nel rappresentare la sottile oscillazione di Dario tra realtà e se fosse… un’oscillazione a motori spenti, libera nel vuoto, percepita dallo spettatore come un muro di dolore ineffabile, inafferrabile. Il formato 4:3 scelto dal regista mette tutti di fronte a quel muro.
Data di uscita: 17 settembre 2026
Genere: Drammatico
Durata: 110′
Anno: 2026
Paese: Italia
Produzione: Lungta Film, Lebowski, Mosaicon Film
Distribuzione: Medusa Film











