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Festival del film di Locarno: Concorso internazionale "Din dragoste cu cele mai bune intentii" di Adrian SitaruMemento moridi Rinaldo Vignati A un certo punto, il protagonista è al computer, sulla pagina di Google. Si sa che questo motore di ricerca, quotidianamente, cambia il motivo grafico del titolo. Cosa c’è questa volta al posto della scritta “Google”? Una natura morta, con in evidenza un frutto.
Può darsi che il dettaglio (che non è nemmeno in primo piano) non voglia dire nulla (e magari tanti spettatori non ci avranno nemmeno fatto caso). Però forse vuol dire qualcosa: si sa che la frutta (sulla quale iniziano a intravedersi i primi segni di marcescenza), come i fiori o gli orologi, era spesso usata nelle nature morte come memento mori. Un po’ più avanti, la madre del protagonista che è all’ospedale, avendo ricevuto tanti regali, chiede al figlio di dare le ciliegie all’infermiera, i fiori a un’altra persona e così via, altrimenti appassiscono. Allora forse la natura morta di Google non appariva per caso. Più avanti ancora, sempre all’ospedale, di notte, i fiori sono sul davanzale e si riflettono sul nero della finestra buia, apparendo come una natura morta barocca. E no, decisamente no: questo motivo non è casuale. Din dragoste cu cele mai bune intentii (Best intentions) racconta – attraverso alcuni lunghi piani sequenza nei quali si svolgono dialoghi fittissimi – dei giorni di ricovero in ospedale della madre di Alex, colpita da ictus. Appena viene a sapere del ricovero, il ragazzo si preoccupa senza requie: non si fida dell’ospedale e vorrebbe trasferirla a Cluj, chiede terapie alternative, tormenta dottori e parenti. Forse una durata più contenuta e una costruzione meno esasperata del carattere ansioso del protagonista avrebbero giovato alla migliore riuscita del film, ma Din dragoste cu cele mai bune intentii rimane un lavoro che ha diverse buone qualità e che può stare tra i migliori titoli del concorso internazionale di questa edizione del festival di Locarno: i logorroici dialoghi sono spiritosi (ad esempio, quello al bar tra Alex e gli amici ubriachi: come contare i giorni dalla morte alla resurrezione di Cristo?) e la recitazione è orchestrata con ritmo ammirevole (con il continuo sovrapporsi e scontrarsi delle diverse logiche dei personaggi). E i dialoghi e la recitazione non si impongono solo per la loro “naturalezza” e ironia, per la simpatia umana che suscitano (chiunque può facilmente identificarsi in qualche situazione): senza didascalismi, riescono a veicolare una riflessione sulla fragilità dell’esistenza, esposta all’imponderabilità del caso o del destino (no, le nature morte non erano una presenza casuale), e sull’affetto delle persone care come unico rimedio all’angoscia che deriverebbe da questa fragilità se l’essere umano fosse solo. Din dragoste cu cele mai bune intentii (Best intentions) Romania, Ungheria, 2011, 105’ Regia: Adrian Sitaru Interpreti: Bogdan Dumitrache, Natasa Raab, Marian Râlea, Alina Grigore
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