“THIS MUST BE THE PLACE”: PRESENTATO A MILANO IL NUOVO FILM DI PAOLO SORRENTINO

Sean Penn e Paolo Sorrentino insieme in un film internazionale

Paolo Sorrentino è a New York. Tra un mese inizierà le riprese del suo nuovo film, il primo che gira in lingua inglese, prodotto da Medusa, Lucky Red – Indigo Film e, novità, per la prima volta nella storia italiana, sarà finanziato da una banca – Intesa Sanpaolo – attraverso la sua controllata IMI Investimenti. This must be the place, questo il titolo del film, avrà come protagonisti con Sean Penn e Frances McDormand e sarà nelle sale dal prossimo anno.

Presso la Sala Conferenze, di una Sede di Intesa Sanpaolo a Milano, Nicola Giuliano (Indigo Film), Andrea Occhipinti (Lucky Red), Carlo Rossella e Gianpaolo Letta (Medusa) e, poi, Gaetano Miccichè (Direttore Generale Divisione Corporate, Intesa Sanpaolo) e Corrado Passera, (Consigliere Delegato e CEO, Intesa Sanpaolo) si sono schierati per raccontare come è avvenuto il percorso per la produzione del prossimo film di Paolo Sorrentino. Il regista presente in diretta video da New York, ha entusiasmato con la sua naturalezza geniale e come tale, imprevedibile.

“Una conferenza per la presentazione di un film, avvenuta in un luogo insolito”, come ha sottolineato Letta, AD e Vice Presidente di Medusa Film: “Qui non presentiamo semplicemente un film, ma presentiamo qualcosa di più: un pezzo di storia, senza voler esagerare con le parole. Questa partnership segna un momento importante nel modo di intendere il cinema dal punto di vista industriale, qui in Italia.
Ma voglio sottolineare la forte italianità di questo progetto, a partire da Intesa Sanpaolo, Medusa, la Indigo e Lucky Red, e poi il giovane regista Paolo Sorrentino, il più ricercato e apprezzato regista italiano a livello internazionale.
Una partnership essenziale quella con Intesa Sanpaolo; senza di essa questo progetto non avrebbe potuto attuarsi.
TCE-Tax Credit Esterno è uno strumento approvato dal Governo precedente a quello in carica oggi, tre anni fa, applicato dopo una serie di lunghi iter. Un anno e mezzo fa siamo arrivati all’applicazione di questo strumento.”

Il nuovo film di Sorrentino è pioniere della prima operazione nel suo genere in Italia che vede una banca partecipare alla produzione di un film
con 100 milioni di euro in due anni e con il progetto “Per Fiducia”, Intesa Sanpaolo a sostegno dell’industria cinematografica italiana.
Sarà una produzione interamente europea. This must be the place è una co-produzione Italiana (70%), Fracese (20%) e Irlandese (10%). Nello specifico dei finanziamenti italiani la ripartizione è del 20% da parte di Medusa, Lucky Red e Indigo Film, 10% di Intesa Sanpaolo.

Nicola Giuliano ha sottolineato come realizzare un film internazionale potesse aprirsi a sbocchi maggiori sul mercato: “Ce ne siamo resi conto dopo aver partecipato al Festival di Cannes con Le conseguenze dell’amore, film cha ha entusiasmato la critica. Erano arrivati anche parecchi copioni dall’America, ma i tempi non erano ancora maturi. Quello che ci entusiasma è che quello che tra un mese inizieremo a girare non è un progetto americano, ma assolutamente italiano. È un progetto con capitali interamente europei, situazione che permette parecchia indipendenza al regista.”

“Abbiamo iniziato a lavorare con Paolo per Il Divo, insieme a Indigo. E da lì è nato tutto – continua Andrea Occhipinti di Lucky Red – anche con Sean Penn che era presidente di Giuria.
Una caratteristica di questo progetto è che europeo, come è stato già detto, non ci sono soldi provenienti dagli Stati Uniti, non ci sono contributi pubblici.
Ci auguriamo che questo sistema possa poi sopperire ai tagli subiti dal Fus.”

A sopperire a una certa vibrante e palpabile agitazione dei prodotturi, da parte di Giuliano in particolar modo, è intervenuto con piglio garbato e sereno, con quell’aria colta di chi si sta riconciliando con la propria adolescenza, per poterla vivere meglio, anche se già passata, Paolo Sorrentino, che, per prima cosa, ha voluto rassicurare i suoi produttori.

Sorrentino e Sean Penn si sono incontrati a Cannes due anni fa, quando Il Divo fu presentato in concorso con Penn Presidente di Giuria.
Corre voce che Sean Penn abbia detto una cosa del tipo: “Ho incontrato Paolo a Cannes nel 2008. Avevo visto il suo film Il Divo e gli ho detto che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui. Un anno dopo mi mandò questa meravigliosa sceneggiatura”.

Gli chiediamo se sia vero: “Assolutamente! Sean Penn era rimasto colpito da Il Divo. E mi disse di tenerlo presente per la parte in un film. E io ho subito pensato fosse una frase detta per dire, sconclusionata, essendo ben consapevole della sproporzione che c’è tra di noi”.
L’attore americano, Premio Oscar per Milk, era più che sincero!

This must be the place racconta di Cheyenne, rock star ritiratasi dalle scene, che conduce la vita annoiata e monotona di un pensionato benestante fino a quando decide di partire alla ricerca di quello che fu il persecutore del padre, un ex criminale nazista che si nasconde negli Stati Uniti.
Solo dopo la morte del padre, Cheyenne viene a conoscenza del dramma che aveva vissuto come internato ad Auschwitz e dell’umiliazione inflittagli da un ufficiale SS.
Nel cuore dell’America Cheyenne intraprende così il viaggio che cambierà la sua vita, dovrà decidere se sta cercando redenzione o vendetta.

“Il film viaggia su tre binari – aggiunge il regista dosando particolari –
Un binario legato all’ironia, strettamente connesso al personaggio di Sean Penn. Una commedia stralunata che dovrebbe essere garantita, appunto, dal personaggio di Sean Penn.
Ma allo stesso tempo c’è anche un binario più intimo, legato al mancato rapporto tra padre e figlio.
Il terzo binario è quello più ambizioso, legato a quella che per me è la più grave tragedia del Secolo scorso: l’Olocausto, che sarà sullo sfondo della storia.
Protagonista del film è comunque un portatore di gioia.
L’idea è quello di fare un film semplice, lineare, su una vicenda familiare, che ha sullo sfondo qualcosa di una complessità enorme.”

Entrando nei dettagli tecnico-economici dei contributi per questo progetto: l’operazione prevede la stipula di un contratto di associazione in partecipazione tra Medusa Film, Lucky Red e Indigo Film e IMI Investimenti. L’investimento di Intesa Sanpaolo, di importo pari a 2,5 milioni di euro, vuole inserirsi in un più ampio sistema di supporto alla produzione cinematografica italiana, dando attuazione alla recente normativa che riconosce benefici fiscali a investitori non appartenenti al settore che apportano risorse per la realizzazione di un’opera cinematografica (cd TCE-Tax Credit Esterno).

Considerando l’elevato standing e la riconosciuta professionalità del regista, del cast e dei partner coinvolti nella produzione del film, Intesa Sanpaolo ha valutato positivamente la possibilità di partecipare ad un’iniziativa con grandi potenzialità in Italia ed all’estero, in grado di poter remunerare nel tempo l’investimento effettuato. Oltre ai benefici fiscali derivanti dall’applicazione del TCE, la Banca parteciperà, infatti, assieme agli altri produttori, agli utili che il film sarà in grado di generare.
Con tale operazione, inoltre, il Gruppo Intesa Sanpaolo rafforza ulteriormente la propria presenza e il ruolo di sostegno allo sviluppo dell’industria cinematografica italiana, iniziato due anni fa con il progetto “Per Fiducia”, che ha visto tra l’altro protagonista lo stesso Paolo Sorrentino con il suo corto La Partita Lenta, e con l’istituzione del desk specialistico Media & Entertainment di Mediocredito Italiano a completo supporto del finanziamento della produzione e della distribuzione cinematografiche che, in soli due anni di attività, ha sostenuto la produzione di fiction televisive e opere cinematografiche nazionali per oltre 100 milioni di euro.

“Un ruolo “insolito” per la nostra Banca – il commento di Corrado Passera, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo – che, questa volta nella veste di partner di una produzione cinematografica, è di nuovo a fianco di importanti realtà del mondo della filmografia nazionale. Un’operazione che – qualora venissero prorogati i benefici fiscali attualmente in vigore – potrebbe essere da un lato la prima di una fortunata serie di interventi finanziari a sostegno dell’industria cinematografica, dall’altro l’esempio affinché altri possibili investitori esterni al mondo della cinematografia possano decidere di sostenere un’industria che riteniamo uno dei settori con le maggiori potenzialità di sviluppo e in grado di rimettere in moto il motore della crescita del nostro Paese”.

In ultimo, Corrado Passera affronta la risposta alla domanda più difficile: quale sia il film della sua vita e qual è l’ultimo film visto di recente.
Non volendo parlare del film della sua vita “perchè troppo parlante”, si dice emozionato da Mine vaganti e Departures.

Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio