Si è svolta giovedì 30 marzo la prima data veneta del “No Concept Tour” di Giovanni Allevi, che sta portando in tutta Italia uno spettacolo in cui presenta il suo ultimo album.
Ascoltando l’ultima opera di questo bravissimo pianista italiano “No Concept” è difficile immaginare di rimanere sorpresi durante il suo concerto. Invece, quando Allevi si avvicina al pianoforte e lo accarezza e lo ama come fosse una persona, fa trasparire qualcosa che va ben al di là della pura ripetizione di brani composti, senza variazioni o improvvisazioni.
Nello spettacolo che Allevi ha portato in scena al teatro Duse di Asolo, non si può rimanere indifferenti: la strabiliante ed impeccabile interpretazione dei brani è impreziosita dalla vibrante emozione che l’artista trasmette attraverso le corde del pianoforte, coinvolgendo il pubblico in un turbine di pathos che non manca mai durante la serata. Allevi, nell’esibizione asolana, è stato aiutato anche dalla meravigliosa camera acustica istallata da Suono Vivo e creata da Maria Luisa Vaccari, uno spazio-struttura realizzato con pannelli di legno che riflette il suono del pianoforte verso il pubblico, ottimizzando l’acustica che diventa non soltanto curata e corretta ma anche e soprattutto altamente coinvolgente.
Allevi in questa tournee propone tutti i brani della sua ultima opera discografica, impreziosendo l’impeccabile interpretazione con un racconto introduttivo. La narrazione delle ragioni che hanno scaturito la nascita di un brano o delle immagini che l’artista produce nelle sua mente realizzando le sue opere, aiutano il pubblico ad entrare davvero in empatia con Allevi, instaurando con lui non soltanto un rapporto di ricezione ma di condivisione e scambio reciproco. È questa la grande forza di Allevi, la sua enorme capacità di comunicare senza aver bisogno di parole ma lasciando spazio al potere evocativo delle note. La sua musica diventa così, quasi archetipo e sublimazione del concetto stesso di musica, in un gioco di dare e avere che coinvolge anche il pubblico meno esperto, di ogni età e con le più diverse culture musicali.
Allevi non solo scrive e traduce in musica emozioni, ma vive di esse e nella serata veneta risponde al calore del pubblico con straordinaria gioia e simpatia, lasciandosi scappare un «ma quanto siete belli» e regalando al pubblico di Asolo dopo i bis, un brano anteprima del suo prossimo album, privo ancora di un titolo ma già ricchissimo di suggestioni.
Una serata davvero trascinante che rende complice il pubblico dell’ennesimo miracolo italiano: la musica nazionale è finalmente tornata ad altissimi livelli, degni dei passati secoli di egemonia musicale mondiale oltre che europea. E questo miracolo è nelle mani e nel cuore di un giovane marchigiano che vive per la musica e per comunicare. Speriamo ci sia sempre qualcuno in ascolto.





