Paxton, unico sopravvissuto al primo episodio, si imbatte in tre ragazze in vacanza-studio a Roma. Le avventuriere vengono invitate, successivamente, da una ragazza slovacca a passare un week-end da lei. La beauty-farm dove vengono ospitate si rivela un atroce posto di torture ed efferate violenze agli ospiti.
Secondo appuntamento nei meandri più sanguinolenti della slovacchia – che ha avuto da ridire sul fatto che la regione europea non ha nulla a che vedere con la violenza proposta nei film di Roth – e nell’anima poetica di Eli Roth. Patrocinato da Tarantino, per il quale Roth ha girato Thanksgiving – un finto trailer di un film inesistente fatto vedere in Grindhouse –, Hostel: Part II comincia dove finisce il primo. “L’idea mi è venuta vedendo Saw 2” dirà il regista. Cambiano gli attori, però. Nel primo erano tre ragazzi ad assaporare l’amaro gusto della violenza fine a se stessa, nel sequel il sesso dominante è quello femminile.
Ad accompagnare le tre studentesse – Lauren German (Non aprite quella porta), Bijou Phillips (Almost Famous) e Heather Matarazzo (Fuga dalla scuola media) – ci sarà la “nostra” Edwige Fenech convinta a tornare dopo vent’anni su un set cinematografico. Non sarà l’unica ad avere un cameo nel sequel di Roth. Ruggero Deodato (Cannibal Holocaust), insieme a Luc Merenda (Milano trema: la polizia vuole giustizia) sono stati scritturati per una breve apparizione in omaggio ai grandi capolavori italiani degli anni ’60-’70 (Fulci, Bava, Argento). In America, all’esordio nelle sale cinematografiche, Hotel: Part II ha contato ben 20 milioni di dollari, mentre in Italia uscirà in tutti i cinema il 22 giugno – sembra che finalmente anche in Italia il cinema non abbassi più le serrande e vada in letargo in estate – e il New York Times ha scritto: “Roth presenta i suoi personaggi come vittime di un mondo che mette in primo piano la carne, scavando in profondità nell’incubo di una società regolata dal profitto ricavato dal desiderio illecito”.
Effettivamente il regista è cambiato dopo il film d’esordio – Cabin Fever – e ha cambiato sia atteggiamento nel racconto che le tematiche. In Cabin Fever il male veniva senza l’aiuto dell’uomo. Negli “ostelli” successivi, invece, il male si cela dietro le persone. Tutti noi abbiamo due lati, certo, ma negli ultimi due film di Roth sponsorizzati da Tarantino – il primo da Lynch – risalta in modo maggiore e autorevole il lato oscuro. Che sia preveggenza ce ne stiamo accorgendo leggendo i giornali – vedi i negozi cinesi che effettuano trapianti di reni a cuore aperto come a Pescara – e ogni giorno vengono commessi delitti ma probabilmente non è questo il messaggio di Roth. I suoi film sono permeati da antimateria, cadendo – vedi Hostel – in un finale scontato e prevedibile. Aspettiamo, dunque, impazienti il 22 giugno. Per condannarlo. Per osannarlo.
Titolo originale: Hostel: Part II
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Horror
Durata: 96′
Regia: Eli Roth
Sito ufficiale: www.hostel2.com
Sito italiano: www.sonypictures.it/film/hostel2
Cast: Jay Hernandez, Bijou Phillips, Milan Knazko, Jordan Ladd, Richard Burgi, Roman Janecka, Roger Bart, Edwige Fenech, Lauren German, Heather Matarazzo, Vera Jordanova
Produzione: Raw Nerve, Screen Gems Inc., Lionsgate, International Production Company, Next Entertainment
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 22 Giugno 2007 (cinema)









