giovedì, Settembre 3, 2026
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“AINDA ORANGOTANGOS” di Gustavo Spolidoro

La sfacciata involuzione della specie

Concorso
Un unico pianosequenza di 81 minuti racchiude le 24 ore più calde dell’anno a Porto Alegre, Brasile. Qui la vita si scioglie in episodi di quotidianità illusoria ed estrema, lungo una staffetta tra sedici, insospettabili, persone qualunque.

Porto Alegre è una metropoli: non perché sia particolarmente estesa, né per via di un fiorente sviluppo economico o tecnologico. Lo è perché in grado di rappresentare una crisi; l’inesorabile allontanarsi di ciò che per secoli abbiamo chiamato “evoluzione” – non tanto strettamente civile. Qui piuttosto è lo sprofondare delle coscienze, trascinate dentro spaventose microgabbie – che siano autobus, mercati, appartamenti, impettite feste di compleanno – dalle quali uscire non è difficile, né voluto: è semplicemente scomodo. Mutare i propri meccanismi non è neanche contemplato, il tempo e le stagioni non scandiscono alcunché e aleggiano tra le note del delirio.

Ma non è follia: un Babbo Natale sopra un bus in piena estate che si crede originale e divertente, il ripetitivo incubo di una donna di mezza età tra le mura di casa, due amanti che bevono Chanel come fosse whisky, il fidanzato che abbandona la ragazza morta sul tram, il professore di canto che dichiara plateale amore alla studentessa mandando a monte un commovente party, un corpulento ragazzone che scambia un vecchietto per un famoso editore e gli propone un imbarazzante romanzo. Questa è decadenza.

Lo dice chiaramente il regista Gustavo Spolidoro, quando assegna a quel romanzo il titolo di Ainda Orangotangos7. Siamo ancora – o di nuovo – scimmie. Non che con questo Spolidoro voglia sminuire la nobiltà esistenziale dei macachi: al contrario, è proprio l’uomo, che di tutto ha fatto per distinguersi e disporre sedicenti barriere tra se stesso e “gli animali”, a doversi interrogare.

Uno spaccato meravigliosamente mediocre e indelicato di una città qualsiasi, nel mondo, dove l’uomo ha smesso di parlarsi. Tentativo apprezzabile e per certi versi ben riuscito, specie nel domare la complessa fotografia dei tanti spazi claustrofobici presenti nel film. Non tanto nella tecnica in sé, quanto nella tecnica strumentale alla narrazione episodica, va colto il carattere sperimentale di questa produzione. Una promettente goccia critica nel sempre più interessante panorama cinematografico brasiliano. Che si aspetti con fiducia, dunque, un suo prossimo, ossessivo ritratto di Sud America.

AINDA ORANGOTANGOS / STILL ORANGUTANS Brasile/Brazil, 2007, 35 mm, 81′
Regia: Gustavo Spolidoro
Produzione – Production: Clube Silêncio
Produttore – Producer: Cristiane Oliviera, Fabiano de Souza, Gilson Vargas, Gustavo Spolidoro, Milton Do Prado
Sceneggiatura – Screenplay: Gibran Dipp , Gustavo Spolidoro. Tratto dal romanzo/Based on the novel Ainda Orangotangos by Paulo Scott
Fotografia – Cinematography: Juliano Lopes Fortes
Suono – Sound editor: Cristiao Scherer
Musica – Music: Musicisti del luogo/Local musicians
Cast: Karina Kazue, Lindon Shimizu, Artur Jose Pinto, Kayode Silva, Janaina Kremer, Renata de Lelis