L’Assessorato al Tempo Libero del Comune di Milano, in collaborazione con [La7->+-La7-+.html?id_secteur=33], ha dato al via al
Milano Settembre Cinema 2008. Questo ambizioso progetto, oltre che a celebrare i Festival internazionali da Locarno a Venezia, fino all’organizzazione del [Milano Film Festival->+-Milano-Film-Festival-2008-+.html?id_secteur=2], dedica una rassegna, appunto Padri e Figli, a Dino e Marco Risi, dal 2 al 28 settembre presso il Cinema Gnomo.
Sabato 20 settembre è stato proiettato uno dei film, forse, più autobiografici di Dino Risi, “Il giovedì”, con Walter Chiari, sceneggiato da Castellano e Pipolo.
A introdurre la serata Alberto Crespi, critico cinematografico dell’Unità, nonché autore, insieme a Alessandro Boschi, di La valigia dei sogni, in onda su La7, che quest’estate ha dedicato una puntata a questo film. Crespi ha presentato la serata insieme al conduttore del programma, Simone Annicchiarico, figlio di Walter Chiari.
Il giovedì è un film del 1964, che racconta di un padre, separato, che può vedere suo figlio, Robertino, solo di giovedì; per recuperare il tempo e essere interessante agli occhi del bambino camuffa la realtà, facendosi passare per un grande uomo di affari, tutto il contrario di quello che è. Nel film Chiari è incredibilmente perfetto, quasi adorabile, con le sue espressioni entusiastiche e infantili. Mentre è il bambino ad avere un comportamento adulto e composto.
Questo padre, interpretato da Chiari, si chiama Dino, proprio come il regista; non a caso, infatti, Risi ha voluto mettere in scena un padre distratto, come lui si definiva.
Una serata non commemorativa, ma celebrativa di due dei maggiori maestri, comunicatori e interpreti di un’epoca, di cui sono stati precursori, anticipando i tempi con le loro opere, commedie e spettacoli. Dino Risi è morto il 7 giugno di quest’anno a Roma e Crespi l’ha ricordato citando le sue parole: “Bisognerebbe morire tutti a 80 anni, essere vivo a 90 e passa sarebbe poco fine”.
La valigia dei sogni ha raccontato diversi film di Dino Risi; Il giovedì è stato uno dei meno fortunati, purtroppo, della produzione de regista, ma è quello che, a detta di Annicchiarico, è invecchiato meglio, per la sua costante modernità.
Resta uno dei film preferiti dal conduttore del programma, perché è quello in cui rivede più suo padre, quello che rispecchia Walter Chiari nel suo quotidiano e nel rapporto che ebbe con lui.
Prima della proiezione del film, è stata trasmessa sul grande schermo la puntata in cui Annicchiarico ripercorreva le strade di Roma in cerca dei luoghi in cui fu girata la pellicola, con immagini della Roma di allora e di com’è adesso, molto cambiata.
Crespi e Annicchiarico hanno ricordato in questo speciale, anche grazie all’ausilio della memoria di Mariano Laurenti, Tatti Sanguinetti e Vincenzo Mollica, due uomini, due rivali, due seduttori (entrambi ebbero uno storia con Anita Ekberg), due giganti della storia della commedia e dello spettacolo italiano. Durante le riprese l’intesa tra i due è stata buona, ma a seguito del non grande successo del film, non ebbe modo di ripetersi.
Il conduttore de La valigia dei sogni ha descritto suo padre come un uomo libero e inafferrabile, dotato di una sintesi più unica che rara, che considerava insopportabile la durata di ripresa di un film; preferiva girare due film in breve tempo che 8 mesi con Fellini, per avere poi il tempo di farsi le vacanze al mare; infatti Simone è convinto che la sequenza della scena in spiaggia, nel film di Risi, sia stata chiesta proprio da suo padre.
Simone Annicchiarico ha confidenzialmente tracciato un parallelo tra il Walter del film e il Walter suo padre, condividendo con il pubblico la sua infanzia. Come il Robertino del film anche lui ha passato con suo padre giornate intere al luna park e al mare; le bugie che raccontava a Robertino gli hanno sempre ricordato le infinite storie che raccontava a lui per giustificare gli incontri saltati e gli appuntamenti mancati, scuse talmente fantasiose, che, testualmente, “nemmeno Kafka e Disney messi insieme avrebbero potuto elaborare tanto”.
È stata una serata spensierata nel suo essere semplice e allegra. Dove tutti i ricordi e gli aneddoti raccontati hanno suscitato, grazie alla familiarità con cui venivano espressi, dolcezza e non nostalgia.






