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Al Roma Fiction Fest la BBC presenta i suoi migliori gioielli

6-11 luglio 2009

Come a voler rispondere al Telefilm Festival di Milano che da 7 anni raccoglie il meglio della serialità americana, Roma dal 2007 organizza un evento ancora più imponente, perlomeno come produzione: il Roma Fiction Fest, kermesse che si occupa di presentare e premiare il meglio della serialità e della produzione televisiva mondiale, sia come serialità, sia nel campo più oscuro – almeno per i telefili – delle miniserie e dei tvmovie.

Il vero atout della rassegna è la nazional-popolarità dell’offerta, che spazia dalle anteprime delle serie italiane di maggior successo alle presentazioni dei lavori in corso, fino a un concorso (diviso in Tv Movie, Miniserie, Serie e Factual) che spazia davvero per il mondo, soprattutto in Europa, mettendo in risalto la rivalità sempre più accesa tra la produzione americana, chiaramente ai vertici mondiali, e quella inglese, la vera rivelazione degli ultimi anni.

E’ quindi dall’Inghilterra la dominatrice delle prime due giornate: drama neri, commedie oscure e sketch show deliranti per rispondere alla stagnante crisi del mercato americano.

Moses Jones è forse finora il prodotto migliore, appassionante miniserie inglese in 3 episodi (BBC) ambientata nella comunità ugandese in cui lo sfondo diventa un vero e proprio affresco, dove la struttura orizzontale, la cura per i personaggi e le sottotrame, il realismo di racconto e messinscena raggiungono un respiro degno dell HBO (viene in mente The Wire) e del buon cinema. Garantisce la penna di Joe Penhall.

Altra garanzia di qualità è quella di Steve Pemberton e Reece Shearsmith, già autori di The League of Gentlemen, che presentano praticamente in contemporanea con la madre patria, l’incredibile Psychoville (BBC), curiosissima e acuta commedia inglese che mescola thriller gotico e umorismo scorretto, la scia di Little Britain e quella di Poe: ne viene fuori una serie che, al cattivo gusto, risponde con una narrazione avvincente e paradossale, che cattura lo spettatore e lo diverte senza freni.

E per finire, almeno per questo scorcio iniziale, l’esperimento più interessante della sezione sitcom, The Wrong Door, altro colpo della BBC – tra le preferite, giustamente, del festival – che sforna questa delirante sketch comedy ideata da Jack Cheshire e Ben Wheatley, dal forte sapore fantascientifico, in cui la voglia di sperimentare gli effetti speciali digitali e le potenzialità comiche del CGI riescono a creare gag folli e spiazzanti (un dinosauro come fidanzato, un incredibile giocatore di biliardo, il provino per un reality show sui super eroi), che hanno l’unico difetto di stancare alla lunga: ma una volta entrati nel meccanismo, ci si diverte parecchio.

E la terra d’Albione non mancherà di stupire ancora nei prossimi giorni, con Survivors, Wallander, Hustle e molto altro ancora. Che la Union Jack sia con noi.