Concorso
Botelho adatta un grande classico ovvero Diderot alla portoghese
Tiago, affabulatore logorroico, accompagna il suo inetto padrone in viaggio attraverso il Portogallo. Lungo la strada, il servitore racconta la storia della sua vita e dei suoi amori, trovando una giustificazione a tutto grazie alla sua massima preferita: «Tutto il bene o il male che accade quaggiù, è scritto lassù». La narrazione è però interrotta continuamente da contrattempi, interventi del padrone e digressioni dello stesso Tiago. Tra queste ultime si inserisce anche la lunga storia raccontata dall’ostessa di una locanda dove i due protagonisti trovano alloggio: una donna perfida, per vendicarsi del Marchese che non la ama più, lo induce a sposare una cortigiana (questo stesso episodio era già stato in passato lo spunto da cui prendeva le mosse Perfidia di Robert Bresson).
Dopo [->art1300], un altro film portoghese in concorso alla 62a Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia. João Botelho (1949) adatta Jacques, il fatalista di Denis Diderot e realizza un film intelligente e spassoso.
O fatalista, il film in concorso a Venezia 2005 di cui forse si è parlato di meno, ha in comune con (sempre in concorso) il tema del sesso come esercizio di potere. Ma i risultati sono molto diversi: da una parte il film politico del regista francese, dall’altra un gradevole e raffinato esercizio di parola che non sa però essere altrettanto brillante sul piano visivo.
Titolo originale: O Fatalista
Nazione: Portogallo/Francia
Anno: 2005
Genere: Drammatico/Satira
Durata: 99’
Regia: João Botelho
Sceneggiatura: João Botelho dal romanzo Jacques, il fatalista di Denis Diderot
Sito ufficiale: [->www.madragoafilmes.pt/ofatalista]
Cast: Rogério Samora (Tiago), André Gomes (Il padrone), Rita Blanco (Lady D.)
In Concorso. Venezia 62/2005






