Il Libro
Se arrivi single un bel po’ oltre i 30 e tua madre ti sogna ogni notte sull’altare, tutto quello che ti resta è innamorarti di Morgan.
Consolata Bogetto di anni ne ha ben 37 e ci è arrivata chiudendo in un cassetto la sua laurea e i suoi sogni di gloria in favore di un ben più prosaico lavoro di commessa in un ipermercato dell’editoria, un lavoro che le ha dato grandi soddisfazioni, ad esempio la promozione dal settore “Hobby e Turismo” a “Gola e Cucina”.
Nello stesso cassetto dove ha archiviato la sua laurea, Consolata ha chiuso anche la sua vita sentimentale. Da più di un anno, ormai. Da quando Paolo, il fidanzato di una vita, il grande amore dell’università, le ha annunciato che aspettava un figlio.
“Da un’altra”, ha specificato quando Consolata gli ha candidamente fatto osservare di non essere incinta.
Fatti due conti, tutto ciò che le rimane è un appartamentino in affitto, un amico e collega single come lei e un’infinita sequenza di pranzi domenicali in famiglia durante i quali sua madre s’impegna con tutta la forza della sua logorrea per convincerla a sposarsi con chicchessia, purchè disposto a pronunciare il fatidico sì.
Consolata resiste come può, ma quando anche il suo unico amico Orso dichiara di aver trovato l’amore tra le braccia di un’assistente sociale con il corpo di Nicole Kidman, beh a quel punto Consolata crolla.
Seduta a rimirare la sua vita, spererebbe di poter mandare tutto “avanti veloce” come si fa davanti alla tv. Ma alla tv c’è X Factor e a X Factor c’è Morgan. Morgan Morgan. Morgan nato Marco Castoldi. E Consolata si consola. E Consolata si innamora…
Quasi quasi m’innamoro (sottotitolo, se ci fosse, di Morgan), è il primo romanzo di Anna Mittone, sceneggiatrice televisiva di fiction nostrane di successo – da Un posto al Sole a Elisa di Rivombrosa a Distretto di polizia -, con il sogno nel cassetto di un romanzo che, finalmente, potesse farle evadere le rigide e stringatissime regole di una sceneggiatura Tv, e una passione per Morgan, conosciuto un mercoledì sera davanti a X Factor.
Dopo aver superato alcuni momenti difficili della sua vita intessendo “relazioni immaginarie” con uomini famosi, la Mittone si è chiesta: quanta parte può avere la passione per un cantante, un attore, un calciatore nella vita di una donna? Sono davvero solo le ragazzine che s’innamorano dei personaggi famosi? Probabilmente no, altrimenti non si spiegherebbe la nutritissima schiera di adoratrici di George Clooney, che a una quattordicenne può fare al massimo l’effetto di un papà… Bridget–Consolata è qui per illuminarci.
Arrivata a quarant’anni meno tre, Consolata Bogetto non ha nemmeno bisogno di fare un bilancio della sua vita per sapere che non c’è una sola voce che risulti in attivo.
Mentre aspetta l’autobus, sotto una pioggia scrosciante, ovviamente sprovvista di ombrello, in attesa di raggiungere l’odiato ma inevitabile pranzo domenicale dai suoi, incontra l’uomo che le ha spezzato il cuore. E ovviamente lei non è, come in tutti i sogni a occhi aperti che ha fatto nell’ultimo anno (cinque mesi e relativi giorni e ore), accompagnata da un uomo meraviglioso e adorante, fasciata in un abitino sexy, nel privé di un locale trendy. Ma è in mezzo alla strada, con i capelli incollati al volto e il trucco sciolto, mentre lui la saluta da un ombrello formato gigante accanto alla nuova impeccabile compagna e a una carrozzina rosa. Quando si dice “fortuna”. Meno male che nella sua vita ci sono alcuni punti fermi. Un appartamentino in periferia, un amico/collega, Orso, una madre bigotta e logorroica che la tormenta perché si trovi un marito e un’infinita serie di pranzi domenicali in famiglia funestati dalla stupidità del marito di sua sorella.
Ma forse a tutto questo c’è una soluzione: sfogliando la pila di riviste della madre, Consolata s’imbatte in un servizio su Marco Castoldi in arte Morgan e si scopre a sognare che lui possa essere l’uomo della sua vita…






