venerdì, Settembre 4, 2026
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“La svastica sul sole” di Philip K. Dick

Distopia visionaria

Immaginate un mondo dominato dai nazisti. Al loro fianco i giapponesi e dall’altra parte della barricata solamente una manciata di nazioni neutrali come la Svezia e la Danimarca.

Gli Stati Uniti, usciti sconfitti dalla seconda guerra mondiale, sono divisi in due zone di competenza, una dei tedeschi, l’altra dei nipponici. La cultura americana è ridotta a brandelli, al punto che esistono dei negozi che vendono cianfrusaglie tipiche della storia a stelle e strisce, come le Colt 44 usate durante la guerra civile, tappi di bottiglia, accendini e vecchi dipinti. Dall’altra parte dell’Oceano è (quasi) tutto in mano al Terzo Reich (all’Italia le briciole): l’Africa è stata praticamente distrutta e con essa buona parte dei suoi abitanti, mentre il Mar Mediterraneo è stato prosciugato e ridotto ad un orto.

Se vi sembra uno scenario impossibile persino da pensare, allora è il caso che leggiate La svastica sul sole. Che è un romanzo fantascientifico, ma più reale di quanto un americano del 1962 (anno in cui è stato scritto) potesse mai immaginare. Philip K. Dick parte dalla società statunitense dell’epoca, troppo bianca e troppo poco tollerante (Marthin Luther King, Malcom X e il Black Panther Party dovevano ancora uscire allo scoperto e le politiche di Affirmative Action e i diritti dei neri erano, seppur storicamente alle porte, ancora lontani) e scrive questo piccolo grande capolavoro che rappresenta, assieme a Il cacciatore di androidi (a.k.a. Blade Runner, a.k.a. Ma gli androidi sognano percore elettriche?) l’apice della sua letteratura. Philip K. Dick è uno scrittore visionario, ma tremendamente razionale, legato alla sua America in modo quasi viscerale, tanto da preoccuparsi per il suo futuro, fittizio o reale che sia. Ed è proprio sulla sorte del suo paese, dei suoi abitanti e, in generale, dell’uomo, che riflette spesso: lo fa facendo parlare i suoi personaggi, costringendoli a ragionare su politica, costume e società. E perfino sul perché della vita, sul suo vero senso.

Un libro da leggere fino all’ultima riga, per apprezzare il genio di uno scrittore di rarissimo talento e soprattutto per capire il mondo e gli Stati Uniti del 1962, che poi forse non sono così lontani da quelli di adesso.

La svastica sul sole, Philip K. Dick, Fanucci Editore, 2010, pp. 304, € 12,90.