giovedì, Settembre 3, 2026
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“Luca era gay” di Povia

Continuano le polemiche suscitate dal titolo e dal contenuto della canzone che Povia porterà sul palco di Sanremo. L’occasione viene dalle dichiarazioni rilasciate da Luca di Tolve, il Luca che “era gay”, l’ispiratore del brano di Povia, che ha deciso di “confessarsi” a “Tempi”, in un’intervista che uscirà giovedì sul prossimo numero, di cui è passata un’anticipazione sulle agenzie.

Nel colloquio racconta: “I miei genitori si separarono quando ero piccolo e mio padre se ne andò di casa. Rimasi solo in un ambiente tutto femminile, giocavo con le bambole. Sbaglia chi crede che gay si nasce. T’innamori di un maschio perché è quello che vorresti essere”. E ancora: “Gli omosessuali vivono un frenetico nomadismo sentimentale, comprensibile: come chiunque altro, cerca altro da sé. Se nell’altro trova solo qualcosa di simile, il rapporto non può che essere effimero e compulsivo. Non può esistere stabilità e fedeltà nel mondo gay” e poi spiega che solo grazie alle teorie riparative di Joseph Nicolosi (lo “psichiatra” fautore della “Teoria Riparativa”) sarebbe riuscito ad uscire dal “tunnel” della sua omosessualità e a sposarsi.

Nella canzone si parla di Luca, che è stato un ragazzo infelice, finché ha incontrato un uomo, molto più grande di lui, che gli ha dato amore, sesso e conforto. Poi a una festa incontra una lei, e la sua vita cambia. Il ritornello afferma: “Luca era gay, e adesso sta con lei”. “Luca parla con il cuore in mano, Luca dice sono un altro uomo”.

Restano le forti perplessità riguardo al concetto di fondo della canzone che legherebbe inscindibilmente omosessualità e infelicità e eterosessualità e felicità.

Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio