giovedì, Settembre 3, 2026
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“Notturni Veneziani”

Festival dedicato al Veneto

Antonio Salines è da sempre il “testimonial” del nostro Festival avendo partecipato sin dal numero zero del 2002 a tutti i Festival di Serravalle. Indimenticabile lo scorso anno all’inaugurazione la sua interpretazione de “Il gobbo di Notre Dame”.

Quest’anno, in sintonia con il tema veneto del Festival, ha scelto questo testo che racconta nel dialogo tra Da Ponte e il suo servo negro (che però parla in

dialetto veneto) l’ultimo periodo della vita del grande cittadino del mondo. Ancora più significativo il fatto che Lorenzo Da Ponte sia nato proprio a Vittorio Veneto,

quindi un personaggio che riveste particolare importanza sia per sé stesso che per il collegamento con la nostra città.

Ai primi di aprile del 1805 Lorenzo Da Ponte, braccato dei debitori, si imbarca per il Nord America. Dopo 57 giorni di burrascoso viaggio, giunge a New York, dove si stabilisce assieme alla moglie. Qui, tra mille difficoltà, inizia una nuova esistenza, affrontando mestieri per lui nuovi, quali il commercio e l’insegnamento. Mentre la prima

attività, dopo qualche tempo, naufraga miseramente, la seconda permette a Da Ponte di acquisire grande notorietà, rafforzata dalla fama teatrale che egli continuava

a portare dietro di sé. A New York Lorenzo Da Ponte conclude la sua esistenza all’età di 89 anni.

Claudio Grisancich, nel suo testo teatrale, immagina di cogliere il grande librettista di Mozart nell’ultimo periodo della propria esistenza quando, ormai impossibilitato

a uscire di casa, colloquia con Beneto, il fedele servitore nero al quale ha insegnato a parlare una sorta di dialetto veneto.

E proprio attraverso questo linguaggio“della memoria”, che riconduce il letterato ai tempi felici dei suoi trionfi europei, rivive un intero mondo fatto di ricordi ora dolenti,

ora sereni, ora permeati dal rimorso, ora dall’astio.

Alla fine dello spettacolo verrà consegnata una targa “omaggio alla carriera” al regista Francesco Macedonio.

Antonio Salines

Nato a La Spezia, Antonio Salines si diploma all’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico: i suoi maestri sono Sergio Tofano e Vittorio Gassman. Fonda con Carmelo Bene una delle prime compagnie teatrali autogestite “I ribelli” e debutta nel “Caligola” di Camus a Roma. Nel ’60 fa parte del Teatro Popolare diretto da Vittorio Gassman. Lavora in televisione con la compagnia dei giovani” I Nuovi” diretta da Guglielmo Morandi, dove è protagonista di numerose commedie classiche e moderne. Nel ’63 fonda a Roma il primo cabaret con Maurizio Costanzo. Dal ’70 lavora come attore e regista al Teatro Belli di Roma, dove ancora oggi è direttore artistico della compagnia stabile. Per lo Stabile del Veneto interpreta da protagonista alcune commedie di Goldoni. Nel corso della sua lunga carriera, Salines ha preso parte a diverse produzioni per il cinema e la televisione. E’ stato regista ed interprete principale della prima edizione teatrale italiana di “Io e Annie” di Woody Allen, prodotta dalla Contrada nel 2004.

Ha interprtetato ultimamente I rusteghi di Goldoni e I Ragazzi Irresistibili di Neil Simon, nonché quest’anno Capitan Ulisse di Savinio con la regia di Giuseppe Emiliani e

i Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello con la regia di Giulio Bosetti.

Giorgio Bertan
Allievo di Giovanni Poli a Venezia, lavora in teatro dal 1972. Socio fondatore della Coop. NUOVA SCENA di Bologna, con cui collabora fino al 1982, porta in tutta Italia più di 1000
spettacoli diretto da V. Franceschi, F. Macedonio, J.Lecoq, M. Perlini, G.Nanni, A. Amodio, A. Corsini.
Dal 1980 è socio fondatore della Coop. T.A.G. TEATRO di Venezia, dove con Carlo Boso, Pavel Rouba, Bob Roboth, Nelly Quette si specializza nelle tecniche della Commedia
Dell’Arte, portando fino al 1991 in tutta Europa vari canovacci originali, oltre a Gozzi, Goldoni,Shakespeare.
Nel 1991-92, recita in Francia e Germania con il Théatre de la SPHERE diretto da Anne Sicco.
Dal 1993, collabora con il Teatro Stabile del Veneto sotto la direzione di G. Emiliani, G. Bosetti, G. De Bosio, L. Squarzina, E. Marcucci.
Nel 2001 è diretto da Ferruccio Soleri, nel ruolo di Pantalone, in “Arlecchino: fame…fame… fame….”.
E’ regista, e tiene Stage sulla C.d.A e sull’uso della maschera, in Italia e all’Estero.

Francesco Macedonio
Regista e autore teatrale, è nato a Idria – una località non lontana da Gorizia – da una famiglia di musicisti. Dopo essersi istruito in vari collegi della zona,
è diventato insegnante elementare. L’interesse per il teatro nasce assai presto, anche attraverso gli spettacoli cinematografici e teatrali che egli, ancora ragazzino, ha occasione di vedere a Gorizia.
Dopo la fine della guerra, Macedonio fonda a Gorizia una compagnia teatrale per la quale svolge le mansioni di regista. La grande svolta giunge però nel 1967, quando il Teatro Stabile
del Friuli-Venezia Giulia gli chiede di mettere in scena un testo di Vittorio Franceschi, Gorizia 1916, interpretato dallo stesso Franceschi.
Da allora Macedonio diviene il regista stabile del Teatro del Friuli-Venezia Giulia, dirigendo la famosa compagnia dei “dodici”, gli attori che per numerosi anni costituirono il gruppo di
riferimento fisso per gli allestimenti di produzione. Tra gli allestimenti più recenti, sono da ricordare El mulo Carleto e El serpente de l’Olimpia di Roberto Damiani ispirati alle opere
e alla figura di Angelo Cecchelin, Antonio Freno di Macedonio-Perno, L’assente di Bruno Maier, L’Americano di San Giacomo, Un nido di memorie, L’ultimo carneval e I Ragazzi di Trieste
di Tullio Kezich, Classe di ferro di Aldo Nicolaj, Due paia di calze di seta di Vienna e Cosa dirà la gente? di Carpinteri e Faraguna, Ballando con Cecilia di Pino Roveredo, Ecco un uomo libero
di Tom Stoppard, I rusteghi di Goldoni e I Ragazzi Irresistibili di Neil Simon e Zente refada di Giacinto Gallina.

Claudio Grisancich vive e lavora a Trieste dove è nato nel 1939. Poeta e scrittore ha pubblicato in dialetto: Noi vegnaremo (1966), Dona de pugnai (1972) e Crature del pianzer

crature del rider (1989); la memoria drammatica Un baseto de cuor, (1994) e le plaquette: 9 poesie scritte a Trieste (1992), Figure (1995) e Po chu i (1996).

Per il teatro ha scritto: Un baseto de cuor – Anita Pittoni colori di una solitudine, rappresentato dal Teatro Stabile La Contrada di Trieste nella stagione 1993/94.

Poeta soprattutto in dialetto, ClaudioGrisancich è anche autore di poesie e racconti in lingua italiana pubblicati su varie riviste e, fin dagli anni ‘60, di una lunga serie di originali e

sceneggiati radiofonici nonché di speciali televisivi prodotti dalla Rai.

Sue poesie sono presenti in varie antologie, anche per le scuole, e sono state tradotte in inglese, tedesco, ungherese e sloveno

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà al Teatro Multisala Verdi a Ceneda
Associazione Amici del Castrum
Castello di Serravalle – Via Roma 21 – 31029 Vittorio Veneto
tel.0438/57179 –fax 0438/552497 – cell. 348/4238334
castello@serravallefestival.it – www.serravallefestival.it www.accademiateatroveneto.it