giovedì, Settembre 3, 2026
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“HOSTEL: PART II” di Eli Roth

Straziami, ma di torture saziami!

Ancora torture, ancora sangue, ancora “Hostel”. Eli Roth firma la seconda parte dell’horror-gore più atteso dell’anno vantando, anche in questo caso, il prezioso contributo di Quentin Tarantino. Tre ragazze americane, in vacanza nel vecchio continente, si trovano ben presto coinvolte in una sporca e sanguinosa carneficina umana, di cui loro stesse sono le prede più ambite.

Alla domanda “dove eravamo rimasti?” si ottiene subito risposta già dalle prime inquadrature: Hostel part II comincia infatti proprio dove l’avevamo lasciato; la storia continua, si ripete e non si rinnova mai. La meta prescelta è sempre l’Europa, solo che stavolta a intraprendere il lungo week-end di paura sono tre ragazze americane – si cambia sesso ma non registro – dirette in Slovacchia, nel già noto Ostello che della gioventù lascia ben poco.
Al secondo giro la posta in gioco andava alzata, come ha affermato il giovane Roth, e uno dei modi migliori per farlo era sicuramente quello di scegliere come protagoniste tre giovani e appetibili ragazze. Il risultato è sicuramente un leggero fastidio in meno rispetto al precedente capitolo, dove battutacce da maschietti quindicenni repressi dominavano la scena.

Immancabili, anche in questo secondo viaggio, gli stereotipi sull’Europa, che la fanno da padrone in maniera anche piuttosto indisponente: fa da sfondo un continente criminale e pericoloso, che odia a morte tutti i ragazzi americani, costretti a viaggiare su treni frequentati da malavitosi e assassini. Riserviamo a un’altra sede l’elencazione delle scrittine vandaliche che nell’immaginario collettivo americano tappezzano i treni europei. Questo vuol dire che, o l’Europa è vista molto male nel mondo (soprattutto in America), o che ci siamo davvero persi qualcosa!
Questa, in poche parole, la base di Hostel part II: una certa pochezza di idee. La storia si regge infatti su di un unico e fondamentale elemento, senza il quale il film non avrebbe alcuna ragione di esistere, cioè la violenza. C’è chi ama definirlo un prodotto splatter ma la parola gore certamente gli è più consona, poiché il concetto di splatter porta con sé un bagaglio di elementi e sfaccettature che nel lavoro di Roth sono totalmente assenti, uno su tutti l’ironia, appena accennata nella scena-cammeo di Ruggero Deodato che mangia la carne di un povero ragazzo come fosse gustosissimo spezzatino al sugo, sicuramente uno dei frammenti più belli.

Bisogna comunque riconoscere che per gli stomaci forti e “affamati” di violenza, Hostel (prima e seconda parte) è un vero e proprio luna park, pieno di appetitose attrazioni. Dietro la macchina da presa c’è un occhio giovane ma attento, che non resta di certo anonimo: Eli Roth gira sane scene di violenza riuscendo a creare atmosfere sporche, pesanti e claustrofobiche, che faranno certamente impazzire gli amanti del genere.
Altri due sfiziosi e sagaci cammei trovano spazio, insieme a quello di Deodato, all’interno della pellicola: Edwige Fenech, nei panni di un’insegnante e Luc Merenda, nei panni di un investigatore, un abile e spassoso omaggio al cinema italiano di genere degli anni ’70 che Roth realizza in memoria di quei film che ormai – come afferma il tanto criticato Tarantino – l’Italia non crea e non esporta più da tanto tempo.

Titolo originale: Hostel: Part II
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Horror
Durata: 96’
Regia: Eli Roth
Sito ufficiale: www.hostel2.com
Sito italiano: www.sonypictures.it/film/hostel2
Cast: Jay Hernandez, Bijou Phillips, Milan Knazko, Jordan Ladd, Richard Burgi, Roman Janecka, Roger Bart, Edwige Fenech, Lauren German, Heather Matarazzo, Vera Jordanova
Produzione: Raw Nerve, Screen Gems Inc., Lionsgate, International Production Company, Next Entertainment
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 22 Giugno 2007 (cinema)