“Irrational Man” di Woody Allen

Cupo Allen

Indubbiamente non è da annoverare tra i suoi capolavori. Forse si potrà parlare di stanchezza del maestro, d’altra parte da quanto tempo un film all’anno?

In una cittadina universitaria, una piccola storia nera che ha per protagonista Abe Lucas (Joaquin Poenix), professore di filosofia, da poco trasferito e con la fama del seduttore. Borderline, alcolizzato e senza più nessuna speranza per il futuro, suo e dell’umanità, incarna il maledetto non più nel fiore degli anni. Appesantito, stropicciato e con una fiaschetta sempre a portata di mano, diventa in breve l’oggetto del desiderio di una collega, sua coetanea, che spera di trovare le intensità che le sono state negate da un matrimonio fallito; e, a poco a poco, anche di Jill Pollard (Emma Stone), sua studentessa migliore, che subisce il fascino di un mentore ingombro dei suoi malesseri ma capace di incantare l’uditorio con le aporie dei filosofi.
_ Bella fanciulla, entusiasta e attiva, preda anche dall’ardore di un “io ti salverò” e fidanzata a un giovane bello e ricco. Un giorno, si trovano entrambi ad ascoltare la conversazione di una madre a cui è stata tolta la tutela del figlio per colpa di un giudice, un uomo insensibile che ha strappato un piccolo dalle braccia della sua mamma. Abe Lucas trova finalmente uno scopo che possa ridare senso alla sua vita: l’annientare il giudice impedendogli di nuocere ancora. Una “distrazione”; uno scopo, quasi umanitario, che richiede un attento studio e una minuziosa preparazione. Poi intrappolato, questa volta non più per salvare ma per salvarsi, sarà costretto a un secondo delitto.

Dalla generosità verso gli altri alla salvaguardia di sé stesso, attraverso l’atto prima narrato e poi realizzato. Woody Allen mette in scena una storia cupa: la minuziosa progettazione del delitto e un castigo che giunge, fatalmente, “per mano” di un banale oggetto. Il punto di vista è multiplo, punteggiato dalla colonna sonora jazz del Ramsey Lewis Trio; ritornano le dissolvenze incrociate a marcare le elisioni di tempo. Nulla è nuovo, nuovo è il modo di riproporre le forme classiche: come la macchina da presa che riprende immobile da un punto di vista fisso il culmine dell’azione, mentre lo spettatore è ormai abituato alla dinamica del montaggio e al ritmo, rendendo estranea al consueto la registrazione dell’azione in tempo reale.

É la ripresa di un tema che ricorre: già in Crimini e misfatti, Match Point e Pallottole su Broadway; ma se in questi, il delitto nasceva per liberarsi da ingombri affettivi, per ragioni interne, qui è l’agire senza condizioni a dare senso, un senso reperito all’esterno come “buona azione”. Allen raccoglie e mette in scena un vuoto interiore e cosmico: sono morti Dio e Marx e la psicoanalisi dopo tanti anni di lettino non ha restituito ciò che prometteva, se non la consapevolezza che nel divenire abbiamo poche chance di trasformarci.

Una piccola storia cupa, un leitmotiv di delitto e castigo.

Titolo originale: Irrational Man
Nazione: U.S.A.
Anno: 2015
Genere: Commedia
Durata: 96′
Regia: Woody Allen
Cast: Emma Stone, Joaquin Phoenix, Jamie Blackley, Parker Posey, Meredith Hagner, Ben Rosenfield, Ethan Phillips, Julie Ann Dawson
Produzione: Gravier Productions
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Data di uscita: Cannes 2015
16 Dicembre 2015 (cinema)