L’energia del nuovo teatro si è trasformata in una scossa che ha attraversato tutta la Valtiberina. Un successo senza precedenti per Kilowatt, che smentisce tutte le “profezie” che vogliono il teatro in un calo perenne di pubblico. E invece 8 giorni di spettacoli hanno visto un’affluenza di quasi 2.000 persone
E stiamo parlando dei soli paganti. Sabato, tanto per fare un esempio eclatante, a mezzanotte passata, sono stati 140 i biglietti staccati per Faustus! Faustus! della Compagnia Zaches Teatro, messo in scena nel palco allestito nel Chiostro di Santa Chiara a Sansepolcro. Numeri che neanche al cinema sono facili da raggiungere. Quindi grande soddisfazione per un festival per giovani, fatto da giovani. Ragazzi capeggiati da Luca Ricci, il direttore artistico della kermesse tiberina: “Credo che possiamo parlare della nascita di un vero e proprio punto di riferimento del settore e in un territorio, quello della Valtiberina, che non ha una tradizionale indole al teatro – ha dichiarato soddisfatto – quindi il successo portato a casa è ancora più grande. Senza dubbio siamo di fronte al più importante evento teatrale della nostra provincia”.
Un successo che si moltiplica per due rispetto all’anno precedente, quando i biglietti staccati furono poco meno di 1000 nell’arco di tutta la manifestazione e che va a coronare una stagione piena di scommesse: una fra tutte, quella delle co-produzioni (Robinsonade della Compagnia Capotrave; La Festa del Paparacchio della Compagnia Andrea Cosentino; Angelo della Compagnia Angelo Ragazzino e Lev della Compagnia Muta Imago), spettacoli che già contano decine di date in tutta Italia e che porteranno in giro per lo stivale il nome di Kilowatt. Progetti artistici, questi, che sono andati ad affiancare gli spettacoli di un’altra sezione innovativa del festival, quella dei Visionari, dove un gruppo di persone “esterne” al teatro (non attori, né registi, né sceneggiatori o critici, ma pubblico della Valtiberina), hanno scelto ben 6 spettacoli del cartellone, dopo la visione di 158 spettacoli arrivati da tutta Italia. Una direzione artistica condivisa, per riportare il teatro ad una dimensione “pop” che sembra aver perso negli ultimi anni.
Altro numero importantissimo, l’accreditamento di 67 operatori del settore: critici e direttori artistici dei festival teatrali di tutto il centro Italia e non solo. Questo a riprova di un festival pensato senza ombra di dubbio per il pubblico, ma che sempre di più diventa vetrina per gli “esperti” del mondo del teatro. Un punto di riferimento, non solo per la ribalta, ma bensì, anche per la provocazione, nel migliore stile toscano.
Il manifesto di quest’anno, il Cristo di Piero della Francesca che si strappa la giacca a mo’ di Superman e sotto indossa la maglietta di Kilowatt, ha superato i confini nazionali. Il manifesto, che prima del festival ha acceso molte polemiche, è stato richiesto da un professore universitario parigino, che proprio grazie alla querelle è venuto a conoscenza della questione, per una mostra su Piero della Francesca nella capitale francese in programma per settembre. Un epilogo simpatico, per un festival che si toglierà tantissime altre belle soddisfazioni.
Kilowatt è un progetto di CapoTrave – Direzione artistica Luca Ricci
realizzato in collaborazione con Link Festival, Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comune di Sansepolcro, Apt Arezzo, Comunità Montana Valtiberina Toscana, Rete Teatrale Aretina, Camera di Commercio di Arezzo, Comune di Anghiari, Comune di Sestino, Comune di Pieve Santo Stefano, Comune di Caprese Michelangelo, Comune di Monterchi, Comune di Badia Tedalda, Piccini Paolo spa
Info: 335 1027746 – 338 7924478 – 338 9394812
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