Dopo
una prima notte venerdì 18 febbraio, conclusasi con il film di
esordio di Nanni Moretti Io sono un autarchico (cui Placido partecipò
interpretando se stesso), sono andati in onda ampi brani dai
programmi
televisivi da lui condotti e realizzati, purtroppo in orari da
insonni.
A partire da Serata Garibaldi del 1982, conclusasi con Serata Marx
del
1983 (compresi i brani da Serata Orwell del 1984, e Serata Freud
1986)
si tratta di puntate da lui presentate in occasione di serate a
tema
curate per la Rai. Tutti programmi caratterizzati da una conduzione
sobria, con ospiti che, durante le interviste, mantengono in studio
un
atteggiamento di rispetto reciproco, pur conservando posizioni
proprie
e distinte. Cineasti e personaggi pubblici, uomini politici,
intellettuali, e letterati, tutti impegnati a ragionare su
argomenti
ben impostati da Placido, che collega con garbo le diverse
posizioni,
aggiungendo del suo.
Un maestro della conduzione, con l’eleganza
tipica
di chi conosce gli argomenti, li sa leggere e li trasmette con la
forza
della cultura. Vestito come uno che esce di casa solo per andare a
comprare il giornale, con quel parlare tipico di chi ama la sua
lingua
madre (il rionerese) pur parlando bene almeno tre lingue, Placido
ha
disquisito di Marx (ultima tranche della trasmissione notturna)
portando emblematici “scheletri in armadio”. Sezionando a cassetti
le
statue di Stalin e di Marx, Placido ha tenuto una autentica lezione
di
economia come di politica come di sociologia, senza la pretesa di
esaurire l’argomento, portando nel finale uno spettatore a
giudicarne
gli esiti e la comprensione.
Proprio nel film di Moretti emerge una
riflessione: nell’Io sono un autarchico, l’attore-regista rilancia
quella metafora (marxista) sul cinema, “l’attore è la borghesia, la
scena è il proletariato, la colonna sonora è la piccola borghesia,
che
oscilla dall’una all’altra parte”.
Che televisione, che intuizioni, altri tempi, troppo lontani da
questi, televisivamente parlando. Lectio magistralis, senza la
pretesa
di farla. Peccato, comunque, ritrasmetterli a notte fonda.






