New Trolls – Concerto Grosso Trilogy

Teatro Astra, Schio, venerdì 13 febbraio 2009

Il progressive rock sarà pure criticato da molti, sarà stato pure un errore del passato, sarà pure un’esagerazione per vanitosi. Sarà. A molti altri però piace, ancora, nonostante tutto. Piace sicuramente ai 900 accorsi all’Astra di Schio, tutto esaurito. Tanti i capelli bianchi o grigi, ma non pochi i giovani, probabilmente appassionati di heavy o prog metal e pronti a un viaggio nel tempo.

L’occasione è quanto meno invitante. L’esecuzione per intero del Concerto Grosso n. 1 del 1971, n. 2 del 1976, e del terzo The Seventh Seasons del 2007. I due fondatori Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo sono affiancati da ottimi turnisti: Alfio Vitanza alla batteria, Mauro Sposito e Andrea Maddalone alle chitarre, Francesco Bellia al basso con l’aggiunta di un quartetto d’archi e un oboe.

Nulla da eccepire sulla qualità musicale di uno spettacolo durato quasi due ore e mezza, con l’inserimento di altri classici del gruppo come Davanti agli occhi miei e Signore, io sono Irish, doveroso omaggio a Fabrizio De André. La difficoltà tecnica di certi passaggi è stata superata dalla concentrazione dei musicisti e dalla capacità di De Scalzi di mantenere il tono rilassato e divertito (oltre che divertente). Qualche incertezza qua e là, senz’altro, spesso dovuta più alla sfortuna di effetti non funzionanti che alla distrazione.

L’adagio del Concerto n. 1, poi, è davvero da brividi, tanto che viene riproposto come ultimo (anzi, penultimo) bis.
Gli applausi sono tanti, soprattutto per Di Palo, reduce da un incidente che comunque non gli ha tolto la voglia di esibirsi. Forse troppi, gli applausi, tanto che l’emozione e l’imbarazzo si mescolano nella voce del cantante e tastierista.

I volumi sono ondivaghi: il bilanciamento tra archi e strumenti elettrici, e tra questi ultimi e le voci, è decisamente incostante. Penalizzate a turno le rispettive sezioni. Dispiace soprattutto per le voci dei turnisti, che, quando emergono, non fanno rimpiangere quelle del nucleo originale.
De Scalzi, dopo i bis, dichiara soddisfatto che ha potuto fare il concerto senza Quella carezza della sera, perché non è giusto vivere di una sola canzone. E perché non ha niente a che vedere con la serata, potremmo aggiungere noi. Però la fanno lo stesso. Con buona pace della coerenza.
Mettiamo sul bilancino pregi e difetti: il voto, tutto sommato, è positivo. Senza sbilanciarsi troppo, né dalla parte dei detrattori, né da quella dei fans devoti.