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Presentazione del libro “Lo spazio tricolore. Storie di uomini che hanno visto le stelle” di Dario Laruffa

Il 16 Luglio a Roma

Il 16 luglio al Teatro India in via Vittorio Gassman 1 a Roma (zona Ostiense) alle ore 19 sarà presentato il volume Lo spazio tricolore. Storie di uomini che hanno visto le stelle (Utet Libreria) di Dario Laruffa, giornalista economico e inviato speciale, conduttore del TG2. Al dibattito intervengono, insieme all’Autore, Enrico Saggese, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giuseppe Roma, Segretario Generale CENSIS, e gli Astronauti Umberto Guidoni e Samantha Cristoforetti. Coordina Umberto Broccoli, Sovrintendente ai Beni Culturali di Roma.

L’incontro si tiene nell’ambito della manifestazione “Urania. Stregati dalla Luna nelle Città delle storie disabilitate”, promossa dal Teatro di Roma con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e alla Comunicazione del Comune di Roma. Una serie di letture, incontri e mostre a cavallo tra scienza fantascienza che animano la Capitale dal 30 giugno fino al 18 luglio 2009, in occasione del quarantesimo anniversario dello storico sbarco sulla Luna dell’Astronauta Neil Armstrong.

Quarant’anni dopo quasi nessuno sa che il pollice che spedì l’uomo sulla Luna fu un pollice tricolore. Che, insomma, fu un italiano a pronunciare il fatidico «go» per l’Apollo 11 dalla sala comando di Cape Kennedy, quel lontano 16 luglio del 1969. Tutti sanno che siamo un popolo di santi, poeti, navigatori. Nessuno sa che siamo anche un popolo di navigatori spaziali. Pensiamo che l’unico italiano mai approdato sulla Luna sia un certo Astolfo, nel lontano Millecinquecento, spedito lassù dalla fantasia di Ludovico Ariosto a recuperare il senno perduto di Orlando, impazzito d’amore. Non è così. Pochi sanno che dopo i due colossi spaziali USA e URSS l’Italia è stata il terzo paese a mettere in orbita un satellite, il San Marco 1 nel 1964, seguito poi dal San Marco 2. E che è stata l’Italia ad attrezzare una piattaforma vicino a Malindi in Kenia, come base di lancio a disposizione della comunità internazionale, dalla quale è stato lanciato il primo satellite scientifico per lo studio delle sorgenti celesti di raggi X, l’Uhuru, parola che in swahili significa libertà. Non lo sa nessuno perché l’Italia – Paese che vanta di essere culla di civiltà – è sempre più scarsa in memoria storica, materia che della civiltà, e di un futuro degno di questo nome, è indispensabile premessa. E non lo sa nessuno perché nessuno finora si era preso la briga di raccontarlo.

Lo Spazio tricolore. Storie di uomini che hanno visto le stelle, di Dario Laruffa, realizzato da Utet Libreria in collaborazione con Finmeccanica racconta quel che l’Italia ha fatto per lo studio e la conquista dello Spazio. Che non è stato poco. I cinque astronauti italiani svelano nuovi particolari sulle loro missioni, su come “il mondo dello Spazio” consideri “l’Italia dello Spazio”. Gli uomini dell’industria raccontano che una competizione feroce si vince con l’ingegno, ma anche con l’azzardo, e con qualche fortunato “espediente”.

Sapevate che il primo segugio italiano di Ufo è un generale della nostra Aeronautica militare? Viviamo in un’era distratta: oggi è dato in qualche modo «per scontato» l’utilizzo dello Spazio. E così ci passa di mente che i padri dello Spazio europeo sono stati anche italiani e che siamo la prima nazione ad avere una costellazione di satelliti che osservano la Terra. Quando arriva una catastrofe ci accorgiamo di quanto siano utili. Ricordate come Ungaretti “lesse” l’uomo sulla Luna? O che esiste un Flaiano “fantascientifico” non solo col suo Marziano a Roma? O che anche Tinto Brass si è cimentato con gli extraterrestri? Anche l’Italia, Paese che ha spedito due volte Pulcinella fra le stelle (a metà Ottocento e agli inizi del terzo millennio) ha una sua produzione nazionale di fantascienza. Film, libri, fumetti.