Si tratta di una sintetica e precisa guida su uno dei luoghi più suggestivi, frequentati e richiesti nei percorsi turistici veneziani. Gli autori dei testi, Riccardo Calimani e Anna-Vera Sullam, tracciano la storia del ghetto, soffermandosi sulla possibile origine del nome – probabilmente da “gettar” che stava a indicare che nel sito esistevano fonderie, anche se vengono riportate altre possibili derivazioni – e sul primo e i successivi stanziamenti ebraici a Venezia.
La data ufficiale dell’assegnazione alla comunità ebraica veneziana di tale area del sestriere di Cannaregio risale al 29 marzo 1516 quando fu emanato un decreto che, come viene riportato nel testo, recitava: “Li giudei debbano tutti abitar unidi in la corte de case, che sono in ghetto appresso san Girolamo; ed acciocché non vadino tutta la notte attorno: sia preso che dalla banda del ghetto vecchio dov’è un ponteselo piccolo, e similmente dall’altra banda del ponte siano fatte due porte cioè una per cadauno di detti luoghi, qual porte se debbino aprir la mattina alla marangona e la sera siano serrate a ore 24 per quattro custodi cristiani a ciò deputati e pagati da loro giudei a quel prezzo che parerà conveniente al collegio nostro”.
Già nel Trecento è documentata la presenza ebraica a Venezia: un decreto del Senato del 1386 concesse alla comunità ebraica un terreno nelle vicinanze della chiesa benedettina di San Nicolò del Lido, per seppellire i propri defunti.
Gli ebrei cui non era permesso di esercitare le arti e mestieri, non era consentito l’accesso alle armi né ai pubblici uffizi, né il possesso fondiario, esercitavano il commercio del denaro, precluso alla propria comunità dalla religione cristiana.
A causa della guerra tra la Repubblica di Venezia e la Lega di Cambrai e in particolar modo dopo la rotta di Agnadello del 1509, molti ricchi ebrei dell’entroterra cercarono rifugio in laguna e fu questo il motivo per il quale successivamente, nel ‘16, gli fu assegnato l’area del ghetto a San Girolamo, inizialmente impedendo loro dall’abitare altre zone della città.
Nel volume gli autori si soffermano puntigliosamente sulle diverse provenienze delle famiglie ebraiche, divise in particolare nelle due derivazioni dei cosiddetti “levantini” o sefarditi e “ponentini”, da immigrati di origine germanica o, più genericamente, ashkenaziti, individuati a seconda della loro precedente diversa provenienza geografica.
Molto interessante anche la ricca documentazione fotografica, curata da Davide Calimani, che accompagna il testo nella descrizione degli esterni e soprattutto gli interni delle cinque sinagoghe con le loro rispettive diverse caratteristiche e situate nel ghetto nuovo e in quello vecchio.
GHETTO DI VENEZIA
di Riccardo Calimani, Anna-Vera Sullam, Davide Calimani,
Editore Electa, Milano 2005,
Collana: Meraviglie d’Italia
pagine: 96
Prezzo: 9,50 €
Uscita: febbraio 2005






