venerdì, Settembre 4, 2026
Home Cinema Film “La rosa bianca (Sophie Scholl)” di Marc Rothemund

“La rosa bianca (Sophie Scholl)” di Marc Rothemund

Gli studenti della Rosa Bianca

Il film ripercorre gli ultimi sei giorni di Sophie Scholl, una delle studentesse legate al movimento di Resistenza tedesco, la “Rosa Bianca”. Vincitore Orso d’argento per la migliore attrice (Festival Internazionale del Cinema di Berlino, 2005)

Sessant’anni fa, il 22 febbraio 1943, furono processati e condannati a morte tre giovani del gruppo di Resistenza tedesco, la Rosa Bianca. Sophie Scholl, Hans Scholl e Christoph Probst vennero decapitati nello stesso giorno dopo solo qualche ora dalla sentenza. La loro colpa era di aver scritto e distribuito volantini antinazisti. La pellicola è sicuramente un contributo prezioso soprattutto perché rimane un episodio spesso trascurato all’interno della tragedia nazista.

Al di là del valore pratico della resistenza messa in atto dai ragazzi della “Rosa Bianca”, ciò che va sottolineato è il valore etico della loro azione. La resistenza che questi giovani cercavano di suscitare nel popolo tedesco era una forma di non violenza: la disobbedienza. Non è la violenza che riesce a spaventare i teorici dell’oppressione ma il pensiero che, finalmente libero, fa della disobbedienza un’arma di libertà. Qualsiasi atto di dissenso rappresenta per un regime totalitario e oppressivo un grosso pericolo. Questo emerge molto bene nei lunghi dialoghi tra Sophie e l’investigatore che precedono l’esecuzione. La ragazza non distoglie mai lo sguardo dal proprio interlocutore ed è estremamente abile nel rispondere acutamente e senza alcuna prevedibilità alle intimidazioni e ripetute provocazioni del suo interlocutore. Al punto che l’esitazione dialettica e i discorsi illogici di quest’utlimo vengono palesati grazie all’espressività del viso e ai toni interrotti della voce.

Cosa caratterizza, dunque, il personaggio di Sophie Scholl? Non avere paura di essere una minoranza. Basti pensare che erano in cinque, dodici, quindici con gli altri imputati nei processi successivi e sparuti su una popolazione studentesca, a Monaco, di decine di migliaia di persone. Questo essere radicalmente minoranza non ha però impedito loro di pensare in grande e di pensare addirittura di poter convincere la maggioranza. Che il messaggio della Rosa Bianca sia arrivato fino a noi cinquant’anni dopo con quest’intensità è la testimonianza della forza che c’era dietro e del fatto che una minoranza non va giudicata sul breve periodo, ma sul lungo. La pellicola ha questo fine specifico e riesce perfettamente nel suo intento.

Qualche riserva per alcune scene che dipingono i nazisti in un modo francamente caricato e “già visto”. Il rischio di questi momenti è quello di creare una sorta di “mitizzazione” del potere e, nello stesso tempo, del nemico, sedimentando stereotipi e luoghi comuni all’interno di un universo cinematografico oramai ricco e ben definito. Tra le tante cose scritte dal gruppo di studenti in carcere c’è anche una poesia che ancora oggi i giovani tedeschi cantano, intitolata “Delle potenze benigne”.

Titolo originale: Sophie Scholl – Die letzten Tage

Nazione: Germania
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 117′
Regia: Marc Rothemund
Sito ufficiale: www.sophiescholl-derfilm.de
Sito italiano: www.larosabiancailfilm.com
Cast: Julia Jentsch, Alexander Held, Fabian Hinrichs, Johanna Gastdorf, André Hennicke, Florian Stetter
Produzione: Broth Film, Goldkind Filmproduktion
Distribuzione: Istituto Luce
Data di uscita: 28 Ottobre 2005 (cinema)