mercoledì, Settembre 2, 2026
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“EZRA” DI NEWTON I. ADUAKA

Vite perdute

Competizione ufficiale
Recandosi a scuola, il piccolo Ezra Gelehun viene rapito insieme a molti altri compagni dai ribelli della “Fratellanza del Sangue”. Il bambino viene prima sottoposto a un vero e proprio lavaggio del cervello, quindi viene iniziato a un addestramento paramilitare in piena regola. Finalmente partono i titoli di testa e con essi comincia il viaggio verso la catarsi di Ezra.

Ritroviamo il nostro protagonista sette anni dopo gli eventi descritti nel prologo, ormai sedicenne, che siede di fronte a una commissione per la Verità e la Riconciliazione istituita nel suo villaggio natale e presieduta da un generale americano in pensione. La commissione ha lo scopo di riportare alla luce i fatti avvenuti nell’ultimo periodo passato da Ezra come soldato, ormai non più bambino, dell’esercito dei ribelli; la sua istituzione è stata fortemente richiesta da Onitcha, la sorella maggiore del ragazzo. Si cerca di capire se il giovane sia stato o meno artefice dell’attacco portato al suo stesso villaggio, e che ha causato la morte dei suoi stessi genitori. Comincia così una sorta di viaggio simbolico alla Rashomon: la verità in questo caso è una sola e non è in discussione, ma viene però nascosta nei meandri di uno sfasamento temporale che riacquista sempre più coerenza racconto dopo racconto.

Il film prende spunto da una situazione realmente avvenuta in Nigeria (la guerra del Biafra della fine degli anni Sessanta, da cui peraltro il regista Aduaka, allora bambino, è scappato), e da questa si discosta prendendosi alcune libertà più che plausibili all’interno del contenitore cinematografico, creando una storia di fiction apparentemente senza tempo e senza luogo (la nazione canaglia, combattuta dai ribelli per la sua corruzione e la connivenza con paesi occidentali, su cui viene riversata tutta la ricchezza lasciando a secco la popolazione indigena, non viene mai nominata), e quindi dai caratteri molto poetici e lirici, ma che allo stesso tempo crea una forte sensazione di dejà vu, dal momento che si narra di una situazione accostabile, purtroppo, a molti paesi dell’Africa contemporanea. Il tema dei bambini soldato è incredibilmente attuale e scabroso; più di mezzo milione i bimbi arruolati in tutti il mondo. Alcuni di loro, pochissimi, volontari per quella che ritengono una giusta causa; tutti gli altri rapiti in tenerà età, sottoposti a un lavaggio del cervello, addestrati per un paio d’anni e quindi mandati in guerra sotto l’effetto di potenti amfetamine che li rendono in grado di combattere per quattro giorni di fila.

Il nigeriano Newton Aduaka mostra tutto questo e molto altro nel suo Ezra. Acclamato in molti festival internazionali per il suo precedente lavoro, Rage del 2000, con quest’ultima pellicola Aduaka ha vinto la ventesima edizione del Fespaco, il festival più importante d’Africa che si tiene ogni anno a Ouagadougou, nel Burkina Faso.
Al di là dell’importanza dei temi trattati, e dell’estrema intelligenza nel modo di trattarli, grazie alla quale si evitano come la peste stereotipiche e manichee suddivisioni fra buoni e cattivi, Ezra è un film di una bellezza stordente, ai limiti del capolavoro. Newton Aduaka mette in scena la sua storia (da lui anche sceneggiata) con grande raffinatezza e gusto estetico quando serve, e grande concitazione e “sporcizia” quando il momento lo richiede. Il regista mostra, inoltre, grandi capacità di montaggio interno all’inquadratura e di costruzione del quadro. I ritmi narrativi sono al limite della perfezione e l’escamotage del processo e dei flashback non annoia mai. Insomma una pellicola che merita il giusto riconoscimento da questo festival, ma soprattutto dalla distribuzione italiana e internazionale.

Regia: Newton I. Aduaka
Interpreti: Mamadou Turay Kamara, Richard Gant, Mariame N’Diaye, Mamusu Kallon, Mercy Ojelade
Durata: 103′
Nigeria, Francia – 2007