lunedì, Agosto 31, 2026
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“Una combinazione di seduzione e di rigore”

Il Quartetto Danel esegue l’integrale dei quartetti per archi di Dmitri Shostakovich per la 51a Stagione degli Amici della Musica di Padova

Esplorata l’integrale dei quartetti per archi di Ludwig van Beethoven – affidata al Quartetto Auryn lo scorso anno, in occasione del 50° anniversario dalla fondazione dell’associazione – l’avventura quartettistica degli Amici della Musica di Padova prosegue con l’integrale di Dmitri Shostakovich.

Il Quartetto Danel (Marc Danel, I violino, Gilles Millet, II violino, Vlad Bogdanoas, viola, Guy Danel, violoncello) guiderà il pubblico degli Amici della Musica nella perlustrazione del percorso cameristico più significativo del Novecento, eseguendo in sole sei tappe (il 22, 24 e 25 febbraio e il 4, 6 e 7 aprile 2008) i quindici quartetti del grande compositore.

Il Quartetto Danel è una delle formazioni europee seguite con maggior attenzione dal pubblico e dalla critica. Si è costituito a Bruxelles nel giugno del 1991 e ha studiato con i grandi maestri dell’esecuzione e dell’interpretazione della musica per quartetto d’archi; fondamentali sono stati gli incontri con la vedova di Shostakovich, Irina Antonovna, e con Fyodor Druzhinin del Quartetto Beethoven, autentici depositari dell’arte del maestro che hanno permesso al Quartetto di affermarsi rapidamente come gruppo di riferimento nell’interpretazione del corpus quartettistico del compositore russo.
“Une beauté ciselée”. La consacrazione definitiva dell’ensemble francese giunge nel 2006 col giudizio con cui la critica francese ha accolto la lettura del Danel dei quartetti di Shostakovich, eseguiti alla Sala del Conservatorio di Bruxelles in occasione del centesimo anniversario della nascita del compositore: “una sonorità molto personale, allo stesso tempo rotonda e cangiante […] e analitica: una combinazione di seduzione e di rigore nutrito da una conoscenza eccezionale del repertorio e del suo contesto; e sostenuto da un impegno ed un capacità di concentrazione sovrumani”.

Nucleo compositivo autonomo nella vasta produzione del compositore, i quartetti di Shostakovich abbracciano il periodo 1938-1974, coprendo così gli anni della piena maturità in una carriera creativa lunga oltre mezzo secolo. I quindici numeri d’opera, ciascuno concepito in una tonalità differente, hanno rappresentato per l’autore un costante banco di prova per la messa a punto di una scrittura raffinatissima e al contempo monumentale e di una “idea di suono” poi tenacemente ricercata nello studio con il Quartetto Beethoven, che, ad esclusione del primo e dell’ultimo, eseguì tutti i quartetti in “prima assoluta”.
Dalla compostezza di matrice classica di moltissime pagine dei primi quartetti fino all’elaborazione quasi parossistica di pochi elementi tematici dissolti in un’atmosfera di sospensione che accorda al silenzio un ruolo di primissimo piano: questi i punti estremi del processo di elaborazione del linguaggio quartettistico del compositore russo. Ecco allora che leggere la partitura dei primi quartetti “è come immaginarsi un Haydn che abbia smarrito il senso dell’ottava e la quadratura della frase, senza aver dimenticato le cadenze, le proporzioni dei giochi strumentali e l’elegante dialogare”, mentre ascoltare gli ultimi “è come immergersi in un mondo irreale, evocato da un linguaggio familiare e sconosciuto nello stesso tempo” (Franco Pulcini).

Amici della Musica di Padova, www.amicimusicapadova.org.