giovedì, Settembre 3, 2026
Home Teatro Spettacoli “Scherzi” di Anton Cechov

“Scherzi” di Anton Cechov

Quattro prospettive, un'unica figura

Quattro episodi per raccontare l’aristocrazia russa di fine Ottocento. Le pene d’amore di quattro uomini che perdono via via dignità e autorevolezza, sempre più assoggettati alle proprie consorti alla cui risolutezza e determinazione non riescono a tener testa.
Nel primo episodio un uomo va a riscuotere i propri debiti presso un suo debitore ormai defunto, si invaghisce della moglie e tra i due si accende la passione. Nel secondo sull’orlo di una crisi di nervi un alto funzionario di stato racconta ad un amico quanto può diventare insopportabile la vita di villeggiatura. Nel terzo un professore deve tenere una conferenza sui danni del tabacco ma non riesce che a parlare della sua vita coniugale ormai insopportabile. Nel quarto un ricco proprietario terriero afflitto da disturbi fisici e psichici di ogni genere chiede la mano alla figlia del proprio vicino di casa ma il rapporto tra i due appare fin da subito molto burrascoso.

Quattro uomini diversi oppure lo stesso uomo colto in quattro momenti diversi della vita di coppia. Ne esce il ritratto di un unico personaggio oppresso da problemi troppo grandi per essere affrontati da cui è sovrastato irrimediabilmente. Reso schiavo dai debiti, dal lavoro, dalla moglie, daii problemi di salute, è ormai privato di ogni libertà e sogna solo di poter evadere, anche solo per un momento per ritrovare se stesso in un attimo di pace da troppo tempo ormai perduto.

Assistiamo quindi a lunghi sfoghi in forma di monologo che occupano l’intero episodio (il II e il III) o che ne costituiscono il fulcro (il I e il IV); una enorme quantità di parole che fanno emergere i problemi di uomini disperati, spesso sul punto di farla finita, incapaci di reagire, ultime comparse di un mondo destinato a sparire di lì a poco.
Le donne hanno in mano il pallino del gioco, impartiscono ordini, comandano in casa, sono coraggiose e sfrontate, non godono degli stessi diritti degli uomini ma li hanno irrimediabilmente sottomessi.

Lo stile straniante e grottesco di Cechov filtrato attraverso il linguaggio comico di Zuzzurro e Gaspare, cambia tonalità, si fa più acceso e esasperato, la recitazione è spesso urlata, frenetica e drammatizzata, rischia qualche volta di far passare in secondo piano la tagliente critica sociale sottesa allo spettacolo da vaudeville. Non mancano però pezzi di bravura, Nino Formicola (Gaspare) è davvero bravo nel monologo del secondo episodio accompagnato dal pianoforte, che rende ancora più incalzante il ritmo già febbrile e concitato della scena, ed ha addirittura stupito il pubblico intonando con un buon timbro alcuni pezzi lirici.
Si rivela molto azzeccata questa scelta di collocare il pianoforte sopra un piedistallo per fare da sottofondo ai vari episodi così come quella di farlo spesso interloquire con i personaggi in scena.
La scenografia giocata tutto sul contrasto bianco e nero si limita a ricostruire fedelmente i salotti di fine ottocento, su cui si concentra l’interesse dell’analisi cechoviana.

Scherzi
autore: Anton Checov – scenografia: Antonella Conte – costumi: Sartoria Tirelli Roma – musiche: Arturo Annecchino – luci: Raffaele Perin – regia: Massimo Chiesa

Con Andrea Brambilla, Nino Formicola, Eleonora D’Urso, al pianoforte Giovanni Vitaletti,
e con, Daria D’Aloia, Fatima Bernardi, Giuliana Filogonio,
Leonardo Bucalossi, Filippo Olivieri,

Durata: 2 ore
www.teatrostabiledelveneto.it